Oms. Con l’uscita degli Usa perderà 1 mld di dollari in un biennio. Italia 19esima fra finanziatori con 70 milioni

Oms. Con l’uscita degli Usa perderà 1 mld di dollari in un biennio. Italia 19esima fra finanziatori con 70 milioni

Oms. Con l’uscita degli Usa perderà 1 mld di dollari in un biennio. Italia 19esima fra finanziatori con 70 milioni
Se si concretizzasse l’uscita di scena degli Stati Uniti, due soggetti privati - la Bill and Melinda Gates Foundation e la Gavi Alliance (già nota come Global Alliance for Vaccines and Immunisation) - diventerebbero i principali finanziatori dell’Oms.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, con l’uscita degli Stati Uniti annunciata dal recente ordine esecutivo del neo-presidente Donald Trump, sta per perdere il suo primo finanziatore. Gli Usa partecipano infatti con quasi 1 miliardo di dollari di contributi per il biennio 2024-2025 su un budget totale di 6,5 miliardi, a cui si aggiungono circa 2 miliardi di risorse legate a interventi di emergenza o specifiche finalità. L’Italia, con circa 70 milioni è oggi al 19° posto tra i finanziatori, mentre la Commissione europea contribuisce per 412 milioni.

Il finanziamento dell’Oms avviene attraverso due canali principali: i contributi fissi (assessed), versati dagli Stati membri e fissati sulla base di parametri come il Pil e la popolazione, e i contributi volontari versati, oltre che dagli Stati membri, anche da soggetti privati (la Bill and Melinda Gates Foundation è la prima tra questi, con 646 milioni nel biennio 24-25). Secondo la piattaforma pubblica dell’Oms sui propri finanziamenti, gli Stati Uniti, nell’ultimo biennio hanno destinato all’agenzia 260 milioni di contributi fissi e 698 milioni di contributi volontari.

Queste risorse hanno finanziato per il 23,35% programmi per “l’accesso a servizi sanitari essenziali”, per il 23,05 la risposta a emergenze sanitarie “acute”, per il 18,43% il programma per l’eradicazione della poliomielite nel mondo, il 7,62% all’identificazione di minacce alla salute attraverso strumenti di sorveglianza, il 5,43% per i programmi di preparazione alle emergenze. Quanto alle aree geografiche in cui sono state impiegate le risorse, circa la metà è stata divisa tra l’Africa e quella che l’Oms classifica come regione Orientale del Mediterraneo, che si estende dalla Tunisia al Pakistan e in cui si situano alcune delle principali emergenze sanitarie globali: Sudan, Somalia, Siria, Palestina, Afganistan.

Se si concretizzasse l’uscita di scena degli Stati Uniti, due soggetti privati – la Bill and Melinda Gates Foundation e la Gavi Alliance (già nota come Global Alliance for Vaccines and Immunisation) – diventerebbero i principali finanziatori dell’Oms. L’annuncio del neo-presidente Donald Trump arriva in un momento critico: giovedì scorso il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus aveva rivolto un appello alla comunità internazionale con una richiesta di 1,5 miliardi di risorse aggiuntive per rispondere alle crisi sanitarie senza precedenti.

23 Gennaio 2025

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