Life Science Excellence Show/3. Il digitale che trasforma e innova l’esperienza del paziente
Le sfide legate alle nuove tecnologie nell’universo dell’assistenza al paziente sono il tema al centro dell’incontro organizzato nell’ambito del Festival dell’Innovazione, a Roma dall’11 al 13 febbraio, nel corso del quale vengono premiati i 10 migliori progetti delle 19 categorie che compongono i Life Science Excellence Awards. Sono anche aperte le candidature per l’edizione 2025 dei Life Science Excellence Awards.
La digitalizzazione sta rivoluzionando l’accesso all’assistenza sanitaria e il percorso di cura del paziente. Dall’uso di app e dispositivi connessi al miglioramento della comunicazione tra pazienti e operatori sanitari, il digitale sta rendendo le cure più personalizzate, accessibili e proattive. Quali sono le prospettive future, le strategie più promettenti ma soprattutto le sfide per trarre il massimo vantaggio dalle nuove tecnologie? Questo il tema discusso in occasione del terzo Life Science Excellence Show promosso a Roma, dall’11 al 13 febbraio, da Homnya nell’ambito del Festival dell’Innovazione, e nel corso del quale vengono premiati i 10 migliori progetti delle 19 categorie che compongono i Life Science Excellence Awards. Sono anche aperte le candidature per l’edizione 2025 dei Life Science Excellence Awards. Per presentare i progetti, ci sarà tempo fino al 18 aprile 2025.
Protagonisti del confronto sono stati Giovanni Sala, General Manager – Medac Pharma Joanne Jervis, Managing Director & Head of Specialty Business Division – Daiichi Sankyo Paolo Pozzolini, General Manager – LEO Pharma.
“Partendo dalle sfide – ha sottolineato Giovanni Sala, General Manager – Medac Pharma – la principale è rappresentata dal fatto che non esiste una regolamentazione. Noi del pharma siamo abituati a un ambiente altamente normato e questa mancanza di regole rappresenta un rischio: ci troviamo a innovare e introdurre tecnologie che portano valore, ma lo facciamo in assenza di un sistema che ci aiuti a rimanere entro certi schemi. Questo attualmente rende ancora più difficile lo scalare queste iniziative a livello europeo e globale. Avendo diversi sistemi normativi o non avendoli, lo scenario a oggi è rischioso, ma di certo lo si fa lo stesso: non sappiamo dove stiamo andando, ma dobbiamo essere aperti, abbiamo tutti ben chiaro che dobbiamo fare qualcosa di più per dare al paziente quello di cui ha veramente bisogno”.
“Penso che in questo senso – interviene Joanne Jervis, Managing Director & Head of Specialty Business Division – Daiichi Sankyo – dovremmo lavorare insieme per applicare queste tecnologie, perché i benefici per i pazienti e per il sistema sono certamente maggiori dei rischi. La realtà aumentata e l’Internet delle cose in medicina, ad esempio, vedono oggi società che collaborano fra di loro per poter applicare dispositivi che possono essere letti direttamente dai pazienti, che devono sempre essere al centro dell’innovazione. Più possiamo utilizzare la tecnologia per la diagnosi precoce ed evitare le malattie croniche, maggiormente saremo in grado di avere una longevità associata a un buono stato di salute. Le sfide principali sono i costi, il fatto che non abbiamo processi e protocolli standardizzati, anche sui rimborsi, e che manca la struttura normativa. E mi domando anche se ci sia oggi la giusta mentalità all’interno del sistema, a livello di policy makers e di operatori sanitari, per interpretare i bisogni del pazienti a questo livello. Eppure, anche in assenza di tutto questo, la rivoluzione tecnologica non può esser fermata e avverrà, trainata dalle big tech: prima diventiamo istruiti su questi temi, prima potremo lavorare insieme per i pazienti”.
Per Paolo Pozzolini, General Manager – LEO Pharma, “le nuove tecnologie hanno avuto grande impulso e accelerazione in pandemia e siamo stati in qualche modo costretti a costruire alternative per interfacciarsi con medici e pazienti. In questo senso la dermatologia si presta molto, andando a curare la pelle, organo visibile a tutti e che quindi consente metodologie di screening più veloci. Le nuove tecnologie si applicano perfettamente a questa area, ma l’elemento più complesso sul quale ci stiamo concentrando è il disturbo che si può nascondere dietro alla manifestazione dermatologica, quindi l’aspetto psicologico, spesso legato allo stigma, alla difficoltà di interfacciarsi con gli altri a causa della patologia. Quello che le nuove tecnologie possono fare è attenzionare questo problema, a volte non considerato: non si tratta di mettere al centro solo il paziente sulla base dei suoi sintomi, ma tutta la sfera della persona. Lo hanno dimostrato progetti come quello che abbiamo dedicato ai giovani proprio durante la pandemia, aprendo alla possibilità di utilizzare un’interfaccia per un supporto psicologico, che ha avuto enorme successo”.
Anche Medac Pharma ha sperimentato progetti mirati al supporto digitale “del paziente con carcinoma alla vescica – evidenzia Sala – grazie a una app sul telefono del paziente, collegata con i computer dell’ospedale e che consente di seguirlo lungo tutto il viaggio terapeutico. Un sistema utile a tutti gli attori perché spesso si tratta di un percorso molto lungo. Sgravare dalla burocrazia il lavoro del personale sanitario permette di focalizzarsi meglio sul valore di cui il paziente ha bisogno”.
Infine, Jervis ha raccontato che “Daiichi Sankyo ha istituito DSPACE, un hub di innovazione digitale con sede a Monaco di Baviera, con l’obiettivo di ampliare la propria offerta oltre i farmaci e fornire soluzioni tecnologiche a supporto dei medici e dei pazienti. Le aree di intervento di DSPACE, che impiega personale esperto, spesso giovane, sulle nuove tecnologie, includono l’utilizzo di tecnologie digitali per identificare precocemente i soggetti a rischio, la creazione di servizi complementari ai farmaci per un supporto più completo ai pazienti, il sostegno ai professionisti sanitari nel processo decisionale clinico. Abbiamo anche un occhio puntato all’esterno in questo senso, ricercando le tecnologie in sviluppo e strutturando partnership con altre realtà con l’obiettivo di diventare una healthcare company ancora più di una pharma company”.
Di seguito i vincitori nelle tre categorie premiate e il nome di chi ha ritirato il riconoscimento:
Best Patient Advocacy Program of the Year
ALEXION
gMG Your way Italia
Laura Jommi
CHIESI Italia
Dunfiato
Lorenza De Martinis
DAIICHI SANKYO
PINK POSITIVE
Simona Aloe
GRUPPO SERVIER IN ITALIA
Aderire per Vincere
Eleonora Grippa
Hollister
Dansac Nurse Academics (DNA)
Mascia Leone e Maria Cristina Ventaglio
NOVO NORDISK
Cine100Forum_Ride for your L1fe
Alessandro Mantineo
PFIZER
DiVa
Francesco Panegrossi
PFIZER
MMAREA. Il mieloma multiplo. Onda dopo onda
Paola Corti
Procter & Gamble
Oltre la rampa
Giuditta Bartalucci
SANOFI
Patient Council di Sanofi Italia
Giulia Di Blasio
Best Patient Advocacy Campaign of the Year
ASTELLAS
Fermati al Rosso
Antonella Di Lorenzo
AstraZeneca
Campagna Awareness Chirurgia – “Nuove opzioni. Nuovi percorsi”
Roberta Fragliasso
GSK
Manteniamoci Informate
Giulia Zanandreis
IBSA Italy
RaccontARTi 2.0 – Storie della community di Baby HeART
Nicole Caserta
INCYTE
L’Ospite
Giorgia Robaudo
Lo.Li. Pharma
Il Mio Fibroma
Gaia Al Mudarris e Pasquale Lista
Merck
La tua tiroide – Disease awareness digitale per facilitare la diagnosi
Eleonora Boni
PFIZER
Men’s Pro | Uomini con tumore prostatico metastatico
Giulia Di Norscia
SANOFI
Il Valore del Tempo
Giulia Di Blasio
SANOFI
ChangeAD – Reimmagina la tua vita con la dermatite atopica
Giulia Di Blasio, Nicola Monteleone, Elena Nicoli, Alice Manfredini, Francesca Russo ed Elisa Belluardo
Best Patient Support Program of the Year
ABBOTT
Da patient engagement a patients advocacy – Leadership e competenze per il futuro delle associazioni pazienti del diabete in Italia
Chiara Alimenti
ALEXION
Programma ARCO
Laura Jommi
BIOGEN ITALIA
Ti porto al Centro
Leila Khader
CHIESI Italia
DEVICE4PATIENTS
Giovanni Gigante
GSK
eM2power
Elisa Formenti
Medac Pharma Srl
Milibra
Edoardo Paone
Merck
Merck Patient Support Program
Francesca Vannini
PFIZER
ONCOWELLNESS 2 La piattaforma dedicata al benessere psico-fisico delle persone con storia di tumore
Giulia Di Norscia
PFIZER
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