Farmaci. Differenze Ema-Fda nel 52% delle indicazioni dei medicinali oncologici. Studio italiano su Lancet 

Farmaci. Differenze Ema-Fda nel 52% delle indicazioni dei medicinali oncologici. Studio italiano su Lancet 

Farmaci. Differenze Ema-Fda nel 52% delle indicazioni dei medicinali oncologici. Studio italiano su Lancet 
Il fatto che circa la metà delle indicazioni siano diverse tra Usa ed Europa influisce sull'accesso dei pazienti ai farmaci e dovrebbe stimolare un dibattito sul peso che l'incertezza gioca nelle decisioni normative, evidenziano gli autori del lavoro, capitanati dall'Università del Piemonte Orientale e di Torino.

La definizione di un’indicazione terapeutica formulata dalle agenzie di regolamentazione è un elemento decisivo per l’autorizzazione all’immissione in commercio dei medicinali e per l’accesso dei pazienti alle cure. Secondo alcuni studi, le indicazioni oncologiche concesse dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema) e dalla Food and Drug Administration (Fda) statunitense nel periodo tra il 1999 e il 2008 sono clinicamente diverse in circa il 10% dei casi. Una nuova review pubblicata su The Lancet Oncology ha confrontato le 162 indicazioni terapeutiche di 80 medicinali per tumori solidi e tumori del sangue autorizzati dall’Ema tra gennaio 2015 e settembre 2022, con le corrispondenti etichette approvate dalla Fda. Identificando discrepanze clinicamente rilevanti nel sommario delle caratteristiche del prodotto rilasciato dall’ente europeo a confronto con l’ente americano per il 51,9% delle indicazioni valutate.

Le differenze emergono ad esempio relativamente alla necessità o meno che i pazienti siano refrattari alle terapie precedenti, nei requisiti dei biomarcatori per l’idoneità, nei trattamenti concomitanti o nelle caratteristiche dei pazienti. Queste differenze portano a una popolazione diversa per la quale i farmaci possono essere prescritti, con la Fda che concede indicazioni più ampie più spesso dell’Ema. Il fatto che circa la metà delle indicazioni siano diverse tra Usa ed Europa influisce sull’accesso dei pazienti ai farmaci e dovrebbe stimolare un dibattito sul peso che l’incertezza gioca nelle decisioni normative, evidenziano gli autori del lavoro, capitanati dall’Università del Piemonte Orientale e di Torino.

“Ci saremmo aspettati che le due agenzie più importanti del mondo, considerando gli stessi dati, arrivassero alle stesse conclusioni – afferma Gianluca Miglio, professore di farmacologia in UniTo – e invece oltre la metà dei farmaci è approvata per popolazioni leggermente diverse. In altre parole, vi sono pazienti dai due lati dell’Atlantico che hanno o non hanno accesso ad un dato medicinale a seconda della zona geografica in cui vivono”.

“Il nostro lavoro non è disegnato per definire quali delle due agenzie sia la migliore, sono entrambe eccezionali – precisa Armando Genazzani, anche lui docente dell’ateneo torinese, con esperienze sia in Ema che nell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) – ma per evidenziare quanto sia difficile prendere delle decisioni che impattano su milioni di malati in presenza di incertezze. Da un lato le agenzie mirano a concedere l’accesso del farmaco al maggior numero di persone possibile, dall’altro invece devono essere sufficientemente sicure che per tutti i malati per i quali il farmaco è indicato vi è una ragionevole certezza di efficacia e sicurezza. Quello che cambia tra le due agenzie è il diverso bilanciamento tra questi due obiettivi”. Le differenze osservate dai ricercatori sono sottili, si puntualizza, e derivano principalmente dalle discrepanze legislative e dalla differente inclinazione a estrapolare i dati in popolazioni non studiate direttamente nei trial clinici.

“Le ragioni per le differenze osservate sono molteplici, così come lo sono le implicazioni – continua Genazzani – La nostra analisi sembra suggerire che la Fda sia più incline ad allargare il bacino dei pazienti che potenzialmente potrebbero beneficiare del farmaco, mentre l’Ema più conservativa e maggiormente incline a riservare il farmaco ai pazienti per i quali vi è una dimostrazione chiara. Questo vuol dire che i pazienti americani hanno più opportunità terapeutiche, mentre i pazienti Europei hanno maggiori certezze sui farmaci che assumono”. Con questo studio l’Università di Torino mira a fornire “un contributo fondamentale alla comprensione delle dinamiche di approvazione dei farmaci oncologici a livello internazionale, evidenziando il delicato equilibrio tra accesso alle terapie e sicurezza dei pazienti”.

25 Febbraio 2025

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...