8 marzo. Il Servizio sanitario nazionale è sempre più ‘rosa’: le donne sono quasi 460 mila (il 69%) ma ai vertici ci sono gli uomini

8 marzo. Il Servizio sanitario nazionale è sempre più ‘rosa’: le donne sono quasi 460 mila (il 69%) ma ai vertici ci sono gli uomini

8 marzo. Il Servizio sanitario nazionale è sempre più ‘rosa’: le donne sono quasi 460 mila (il 69%) ma ai vertici ci sono gli uomini
In 10 anni sono passate dal 64% al 69% del totale e rappresentano inequivocabilmente la spina dorsale della nostra sanità. Ma poi se si guarda a quante donne ricoprono posizioni apicali il dato con gli uomini praticamente s’inverte. Ad esempio tra i medici solo il 21,1% delle donne dirige una struttura complessa e il 38,2% una struttura semplice. E anche alla guida di Asl e Ospedali le donne ai vertici sono appena un terzo.

Rappresentano il 69% della forza lavoro del Servizio sanitario nazionale ma se si guarda ai ruoli di vertici il dato praticamente si ribalta. Stiamo parlando delle 458.685 donne che lavorano a tempo indeterminato nel Servizio sanitario nazionale. “La crescente presenza femminile nel mondo della sanità italiana – scrive il Ministero della Salute nel suo ultimo focus sul personal del Ssn relativo all’anno 2022 – , grazie al suo apporto peculiare e specifico, contribuisce in maniera fattiva e costante all’incremento della qualità, della sicurezza, del gradimento dell’assistenza, e ad un rinnovato approccio alle cure sanitarie”.

Un Ssn sempre più rosa.

Il confronto temporale dei dati disponibili sul personale in servizio presso le strutture del SSN mostra un quadro di riferimento in continua evoluzione nel quale la presenza femminile si fa sempre più importante in tutte le categorie professionale inclusa quella medica. Al 31/12/2022, sono 458.685 le donne che lavorano con contratto a tempo indeterminato presso le strutture del SSN, ossia il 69,3% circa del personale del Servizio Sanitario Nazionale (fonte Conto Annuale IGOP – Ragioneria Generale dello Stato) è costituito da donne. L’informazione più interessante è messa in luce dall’andamento del trend che risulta costantemente crescente negli ultimi anni (dal 64% dell’anno 2010 ad oltre il 69% del 2022).

Il peso percentuale del genere femminile sul totale differisce tuttavia, nei diversi ruoli in cui il personale del SSN è inquadrato. La quota più elevata di donne sul totale, pari al 72,7% corrisponde ai profili del ruolo amministrativo, immediatamente seguito dal ruolo sanitario con il 70,2% di personale di genere femminile e dal ruolo tecnico cui corrisponde una percentuale di donne del 64,5%. Decisamente in minoranza rispetto agli uomini le donne del ruolo professionale che rappresentano il 26,7% del totale.

Ma ai vertici ci sono sempre più uomini.

Andando a spulciare i dati dell’Annuario si scopre ad esempio che tra i medici solo il 21,1% delle donne dirige una struttura complessa e il 38,2% una struttura semplice. Per quanto riguarda i veterinari solo il 7,7% dirige una struttura complessa e per gli odontoiatri le donne alla guida sono il 33,3%. Anche per quanto riguarda le direzioni di ruolo professionale sono solo il 21,5% le donne alla guida di strutture complesse. Per quanto riguarda i dirigenti sanitari non medici sono le donne a primeggiare invece con il 60,1% al vertice. Anche nella dirigenza amministrativa le donne alla guida di strutture complesse sono in maggioranza (54,2%) così come nella dirigenza delle professioni sanitarie (53,9%). Un magro risultato però se rapportiamo il numero di donne in servizio rispetto agli uomini.

Il trend è negativo anche se guardiamo ai vertici di Asl e ospedali. Secondo gli ultimi dati forniti dalla Fiaso le donne ricoprono oggi un terzo del totale degli incarichi di vertice, ma dal 2024 sono passate dal 34,3% al 33% (pari a -1,3%), segnando un’inversione di tendenza rispetto alla crescita costante registrata negli ultimi anni.

L.F

L.F.

07 Marzo 2025

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