Vaccinazioni. Allarme su Jama: da morbillo a difterite a polio, calo delle coperture in Usa potrebbe riportare in circolazione malattie scomparse da decenni 

Vaccinazioni. Allarme su Jama: da morbillo a difterite a polio, calo delle coperture in Usa potrebbe riportare in circolazione malattie scomparse da decenni 

Vaccinazioni. Allarme su Jama: da morbillo a difterite a polio, calo delle coperture in Usa potrebbe riportare in circolazione malattie scomparse da decenni 
Secondo uno studio se la copertura vaccinale calasse del 10%, i casi schizzerebbero a 11,1 milioni. Con una riduzione del 50%, si arriverebbe a 51,2 milioni di casi di morbillo, 9,9 milioni di rosolia, 4,3 milioni di poliomielite e 200 casi di difterite, con oltre 10 milioni di ricoveri e circa 160.000 decessi.

Negli Stati Uniti si sta registrando un preoccupante calo delle vaccinazioni infantili, una tendenza che si è accentuata durante e dopo la pandemia di COVID-19. Le conseguenze non si sono fatte attendere: un recente focolaio di morbillo in Texas occidentale ha contagiato oltre 620 persone, causando 64 ricoveri ospedalieri e la morte di due bambini. Ma il peggio potrebbe ancora venire. Secondo uno studio pubblicato il 24 aprile sul Journal of the American Medical Association (JAMA), se i tassi di immunizzazione continueranno a diminuire, malattie da tempo debellate come rosolia, poliomielite e difterite potrebbero tornare a circolare nel Paese.

La ricerca, condotta da un team interdisciplinare di studiosi della Stanford Medicine e di altre università, tra cui il Baylor College of Medicine e la Rice University, ha utilizzato un modello epidemiologico su larga scala per simulare la diffusione delle malattie infettive in base a diversi scenari di copertura vaccinale. Ogni individuo nel modello è stato associato a età, stato vaccinale, località e livello di immunità.

Anche mantenendo i livelli attuali, il morbillo rischia di diventare endemico entro vent’anni. Lo afferma il dottor Mathew Kiang, epidemiologo e primo autore dello studio. Un calo anche minimo delle vaccinazioni potrebbe accelerare drasticamente questo processo. Il dottor Nathan Lo, infettivologo e coautore dello studio, sottolinea come il problema sia aggravato da un clima crescente di disinformazione e sfiducia verso i vaccini. La popolazione fatica a comprendere la necessità della prevenzione di malattie che non ha mai visto con i propri occhi. Ma proprio grazie alla vaccinazione queste patologie sono scomparse dalla vita quotidiana.

Lo studio offre previsioni che fanno riflettere. Con i tassi vaccinali medi registrati tra il 2004 e il 2023, si stimano circa 851.300 casi di morbillo nei prossimi 25 anni, con 170.200 ospedalizzazioni e 2.550 decessi. Se la copertura vaccinale calasse del 10%, i casi schizzerebbero a 11,1 milioni. Con una riduzione del 50%, si arriverebbe a 51,2 milioni di casi di morbillo, 9,9 milioni di rosolia, 4,3 milioni di poliomielite e 200 casi di difterite, con oltre 10 milioni di ricoveri e circa 160.000 decessi. In questo scenario estremo, il morbillo diventerebbe endemico in meno di cinque anni, la rosolia in meno di venti, e anche la poliomielite tornerebbe in circa metà delle simulazioni.

Il morbillo è in prima linea tra le malattie a rischio a causa della sua estrema contagiosità. Una sola persona può contagiarne fino a 20, il che richiede una soglia di immunità collettiva molto elevata. Inoltre, il vaccino MMR (morbillo, parotite e rosolia) è stato nel tempo oggetto di controversie infondate, a partire da uno studio fraudolento degli anni ’90 poi ampiamente smentito. Il morbillo è ancora diffuso a livello globale, rendendo frequenti i casi di reintroduzione tramite viaggiatori non vaccinati. Come spiega Kiang, questi viaggiatori sono come fiammiferi: in un Paese con molte persone non vaccinate, prima o poi l’incendio scoppia.

Nella simulazione, alcuni Stati si sono mostrati più vulnerabili di altri. Il Massachusetts, con livelli di vaccinazione elevati, è risultato a basso rischio. Al contrario, Texas e California sono risultati ad alto rischio, complice la riduzione dei tassi vaccinali e la forte mobilità internazionale. Il modello non ha considerato il contagio tra Stati, quindi i dati reali potrebbero essere ancora più preoccupanti.

Chi rischia di più in questo scenario? In primo luogo i bambini troppo piccoli per ricevere il vaccino, in particolare tra i 6 e i 12 mesi di vita, che hanno anticorpi in calo e non sono ancora coperti dall’MMR. A rischio anche le persone immunocompromesse, che rappresentano una fetta rilevante della popolazione. Se le vaccinazioni continueranno a diminuire, medici e ospedali potrebbero trovarsi ad affrontare complicazioni cliniche ormai dimenticate.

Secondo gli autori, lo scenario più plausibile è un calo progressivo della copertura, con focolai sempre più frequenti e intensi, fino a un ritorno del morbillo come malattia endemica. A quel punto, forse, una parte della popolazione non vaccinata si convincerebbe a immunizzarsi, e le autorità sanitarie interverrebbero per contenere le epidemie. Ma se le politiche vaccinali subissero modifiche significative, il rischio diventerebbe molto più ampio, e riguarderebbe anche rosolia e poliomielite. Una volta riemerse, queste malattie non sarebbero facili da debellare di nuovo.

L’appello degli scienziati è rivolto ai genitori, ai pediatri, ma anche ai decisori politici. Ogni singola vaccinazione conta, e un aumento anche minimo della copertura può cambiare drasticamente le previsioni. Un aumento del 5% nella vaccinazione contro il morbillo, ad esempio, sarebbe sufficiente per evitare che la malattia torni ad essere endemica. La possibilità di fare la differenza è concreta. La conclusione dei ricercatori è netta: non dovrebbero esserci casi di queste malattie, perché sono evitabili. Ogni vita persa è una tragedia, e affrontare un ritorno su larga scala sarebbe un prezzo altissimo da pagare per l’indifferenza.

24 Aprile 2025

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