Si è aperta oggi la 78ª Assemblea Mondiale della Sanità con un discorso storico del Direttore Generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha accolto delegazioni e leader sanitari di tutto il mondo in un clima di attesa e speranza per l’approvazione del primo Accordo Pandemico Globale. “È un momento storico”, ha dichiarato, riferendosi al difficile ma decisivo percorso negoziale che ha portato alla definizione del testo condiviso.
Il Direttore Generale ha presentato una panoramica dei risultati conseguiti dall’Organizzazione nel 2024, articolati secondo le tre missioni fondamentali: promuovere, fornire e proteggere la salute.
Promozione della salute: dai progressi nella lotta al tabacco alle sfide ambientali
Sono stati celebrati i 20 anni della Convenzione Quadro per il Controllo del Tabacco, che ha contribuito a una riduzione globale del 33% della prevalenza del fumo. Successi sono arrivati anche nel campo della nutrizione e della sicurezza alimentare: nuove tasse su prodotti nocivi, eliminazione dei grassi trans in numerosi Paesi e la lotta contro l’obesità sono tra gli interventi più rilevanti.
Significativi anche gli impegni internazionali in materia ambientale: conferenze su sicurezza stradale e inquinamento atmosferico, programmi di elettrificazione degli ospedali in Africa e partnership climatiche con le presidenze delle COP.
Accesso ai servizi sanitari essenziali: formazione, farmaci e vaccini
L’OMS ha sostenuto 36 Paesi nello sviluppo di pacchetti di servizi per la copertura sanitaria universale e ha formato 15.000 operatori sanitari per l’assistenza a rifugiati e migranti. Inoltre, sono stati prequalificati 126 prodotti sanitari, tra cui farmaci e vaccini, e riconosciute autorità regolatorie in crescita come quelle di Egitto, India e Senegal.
Nel campo delle malattie trasmissibili, i risultati sono stati straordinari: nuovi vaccini contro meningite, malaria e HPV, nuove linee guida contro la tubercolosi resistente, e passi avanti storici nella lotta contro HIV, epatite e malattie tropicali trascurate.
Emergenze sanitarie: dalla risposta alle crisi alla preparazione globale
Nel 2024, l’OMS ha gestito 51 emergenze in 89 Paesi, distribuendo forniture mediche per 196 milioni di dollari. Tra le azioni più rilevanti, il contenimento di focolai di colera, Marburg, mpox ed Ebola; la vaccinazione preventiva contro la febbre gialla e la preparazione alla pandemia influenzale tramite nuovi ceppi candidati.
La situazione a Gaza e Sudan è stata definita “drammatica”. Ghebreyesus ha denunciato le gravi conseguenze del blocco degli aiuti umanitari a Gaza, con 10.000 pazienti ancora in attesa di evacuazione medica, e ha chiesto un cessate il fuoco per consentire l’accesso degli aiuti salvavita.
Riforme strutturali e crisi finanziaria: l’OMS cambia pelle
La riforma della governance interna dell’OMS ha portato a una riduzione drastica dei dipartimenti e dell’organico, frutto di un esercizio di priorità imposto da una crisi finanziaria senza precedenti. Nonostante l’aumento storico dei contributi vincolanti approvato nel 2022, l’Organizzazione affronta un deficit salariale di oltre 500 milioni di dollari per il prossimo biennio.
Il bilancio 2026-2027, ridotto del 21%, ammonta a 4,2 miliardi di dollari, con un gap previsto di 1,7 miliardi. Ghebreyesus ha lanciato un appello accorato: “Dobbiamo decidere se ridurre le nostre ambizioni o trovare i fondi necessari. Io ho scelto la seconda strada.”
La salute come investimento per la pace e la sicurezza globale
Nel chiudere il suo discorso, Ghebreyesus ha ricordato che la salute è il fondamento per la pace e la prosperità. Con tono fermo ma ispirato, ha sottolineato la necessità di rivedere le priorità globali: “2,1 miliardi all’anno per l’OMS sono l’equivalente di 8 ore di spesa militare globale. Se questa è considerata una cifra ambiziosa, allora dobbiamo chiederci cosa conta davvero.”
Il Direttore Generale ha infine invitato tutti i rappresentanti a rinnovare l’impegno collettivo verso un mondo più sano, più equo e più sicuro, concludendo con una frase emblematica: “La crisi che affrontiamo è anche un’opportunità. Insieme, possiamo coglierla.”