Lotta al cancro. Associazioni chiedono all’Ue approcci specifici nei Piani nazionali per i tumori rari e infantili 

Lotta al cancro. Associazioni chiedono all’Ue approcci specifici nei Piani nazionali per i tumori rari e infantili 

Lotta al cancro. Associazioni chiedono all’Ue approcci specifici nei Piani nazionali per i tumori rari e infantili 
Iniziativa del Rare Cancer Advocates Network (RCAN), che in un position paper indica raccomandazioni congiunte per includere negli Piani nazionali contro il cancro tutti gli elementi per migliorare la diagnosi tempestiva, l’accesso a cure specialistiche, la collaborazione transfrontaliera, la partecipazione alla ricerca e la qualità della vita, sia per i tumori infantili che per i tumori rari dell'adulto.

Il Rare Cancer Advocates Network (RCAN) ha pubblicato un position paper che invita le autorità sanitarie nazionali di tutta Europa a includere sezioni dedicate e distinte sui tumori infantili e sui tumori rari dell’adulto nei loro Piani Nazionali di Controllo del Cancro (NCCP). Attualmente, infatti, solo pochi NCCP lo fanno, e questo contribuisce a significative disuguaglianze nell’assistenza sanitaria.

Il documento, rilanciato dal sito delle Malattie Rare coordinato dall’Istituto superiore di Sanità, contiene raccomandazioni congiunte per includere negli NCCP tutti gli elementi che servono a garantire un approccio completo, coerente e standardizzato all’assistenza, con l’obiettivo di migliorare la diagnosi tempestiva, l’accesso a cure specialistiche, la collaborazione transfrontaliera, la partecipazione alla ricerca e la qualità della vita, sia per i tumori infantili che per i tumori rari dell’adulto.

“Si tratta di proposte concrete, basate sull’evidenza scientifica a supporto di decisori politici, medici e associazioni di pazienti impegnati a rendere i centri di riferimento nazionali più equi e inclusivi”, spiega la nota pubblicata sul sito della Malattie Rare dell’Iss.

Sono definiti rari quei tumori la cui incidenza è inferiore a 6 per 100.000 persone l’anno, sulla base dello studio epidemiologico condotto nell’ambito del progetto RARECARE, cofinanziato dall’UE, che ha esaminato i dati sui tumori provenienti da 89 registri tumori in 21 Paesi europei. Le stime riportate sul sito riferiscono che i tumori rari colpiscono circa un paziente oncologico su cinque, con 5,1 milioni di persone che attualmente convivono con una neoplasia rara in Europa. Le stime, inoltre, parlano di 650.000 nuove diagnosi ogni anno. Nel 2017, la sopravvivenza relativa a 5 anni per tutti i tumori rari è stata del 48% rispetto al 63% per tutti i tumori frequenti.

Come si legge nel documento, i tumori ereditari/sindromi genetiche a rischio tumorale – ovvero quei disturbi in cui mutazioni genetiche ereditate predispongono fortemente allo sviluppo di tumori – rappresentano circa il 5-10% di tutti i tumori. I portatori hanno un rischio molto elevato nel corso della vita di sviluppare un tumore ad insorgenza precoce, che talvolta raggiunge il 100%. Attualmente, solo il 20-30% delle persone con sindromi genetiche a rischio di tumore è stato diagnosticato.

I tumori rari, a causa della loro natura non comune, richiedono un approccio specifico incentrato sul paziente.

Quelli infantili, che sono tutti rari, richiedono ulteriori approcci specifici, oltre a quelli condivisi con i tumori rari dell’adulto, in linea con le loro distinte esigenze e caratteristiche biologiche, cliniche e organizzative legate all’età.

11 Giugno 2025

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