Dichiarazione dei redditi e dati di affidabilità Mef. Cossolo (Federfarma): “Fuorviante parlare di evasione dei farmacisti”

Dichiarazione dei redditi e dati di affidabilità Mef. Cossolo (Federfarma): “Fuorviante parlare di evasione dei farmacisti”

Dichiarazione dei redditi e dati di affidabilità Mef. Cossolo (Federfarma): “Fuorviante parlare di evasione dei farmacisti”
Secondo il presidente, il fenomeno della non corrispondenza tra importi dichiarati e ISA “si è registrato, in particolare, nelle farmacie che nell’anno 2022 hanno realizzato ricavi significativi dai servizi connessi al COVID-19”

“È assolutamente fuorviante affermare che i farmacisti sono evasori. Quello che si può correttamente affermare, invece, è che ad oggi l’Indice sintetico di affidabilità non sembra tenere conto della situazione reale dei ricavi delle farmacie”. E’ quanto sottolinea Marco Cossolo, presidente di Federfarma nazionale, in riferimento all’articolo pubblicato il 9 giugno nella sezione Economia del sito Corriere.it, dal titolo “Chi evade di più: ristoratori, albergatori e farmacisti, le categorie che dichiarano 15mila euro all’anno di redditi”.

Secondo quanto riportato nell’articolo, che riprende alcune elaborazioni pubblicate sul Fatto Quotidiano, i nuovi dati del Dipartimento Finanze del MEF sull’affidabilità dei contribuenti in base all’indice di affidabilità (Isa) le farmacie vedono scendere del 12,3% il numero di soggetti affidabili rispetto al 2022. Cossolo, in una lettera inviata al direttore Luciano Fontana, ha sottolineato che il titolo dell’articolo è “del tutto inappropriato”, visto che il tema “non riguarda l’evasione fiscale, ma esclusivamente la non corrispondenza tra gli importi dichiarati dalle farmacie e quelli previsti dall’ISA”. Secondo il presidente di Federfarma, infatti, “le farmacie emettono regolari scontrini fiscali e fatture per tutti i prodotti e servizi erogati e non si registrano fenomeni di evasione anche perché, con la documentazione rilasciata dalla farmacia, i cittadini possono richiedere la detrazione fiscale”.

Cossolo ha quindi precisato che il fenomeno della non corrispondenza tra importi dichiarati e ISA “si è registrato, in particolare, nelle farmacie che nell’anno 2022 hanno realizzato ricavi significativi dai servizi connessi al COVID-19, quali tamponi e vaccini, ricavi che sono molto diminuiti – e, in alcuni casi, si sono anche azzerati – nel 2023”, evidenziando che “si è trattato di prestazioni legate alla situazione emergenziale contingente, che non possono essere considerate un elemento strutturale dei ricavi delle farmacie”.

A questo si aggiunge il fatto che “le farmacie hanno risposto alla maggior domanda di prestazioni legate all’emergenza Covid ampliando gli orari di apertura, i servizi offerti e il tempo dedicato all’erogazione degli stessi, che ha comportato una diminuzione della produttività per addetto rispetto a quella relativa alla dispensazione del farmaco, che richiede tempi più brevi”. Un problema che è già stato segnalato da Federfarma all’Agenzia delle entrate che, da parte sua, “si è riservata una valutazione della situazione alla luce dell’andamento dei ricavi nel periodo di imposta 2024”, come ha concluso Cossolo.

11 Giugno 2025

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