Aborto. Sicilia approva legge per garantire l‘applicazione della legge 194, ma il Governo la impugna  

Aborto. Sicilia approva legge per garantire l‘applicazione della legge 194, ma il Governo la impugna  

Aborto. Sicilia approva legge per garantire l‘applicazione della legge 194, ma il Governo la impugna  
La legge 23 del 5 giugno 2025, in particolare, prevedeva l‘organizzazione di concorsi riservati ai soli medici non obiettori nelle Aziende sanitarie e ospedaliere dove non ce ne siano. La Sicilia è la Regione con il più alto tasso di medici obiettori (81,5%) dopo il Molise (90,9%). Ma per il Consiglio dei Ministri la legge è in contrasto con la normativa nazionale e con il principi di uguaglianza di diritto di obiezione di coscienza e di accesso ai concorsi.

La Sicilia vuole garantire la piena applicazione della legge 194 del 1978 e per garantire l’accesso all’Interruzione volontaria di gravidanza (IVG) ma il Governo ha qualche dubbio sulla legittimità della normativa approvata per raggiungere questo scopo e impugna la legge 23 del 5 giugno 2025 della Regione Siciliana.

Questa legge, in particolare, all’articolo 2, prevede l’istituzione, presso le aziende sanitarie e ospedaliere del Servizio sanitario regionale, laddove non siano già presenti, delle aree funzionali dedicate all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) in seno alle Unità operative complesse di ginecologia e ostetricia, ma anche concorsi specifici per il reclutamento di medici non obiettori.

Il terzo comma prevede poi che “Le Aziende sanitarie e ospedaliere, nell’ambito delle ordinarie procedure selettive di reclutamento già previste nei piani triennali dei fabbisogni di personale, dotano le aree funzionali di cui al comma 1 di idoneo personale non obiettore di coscienza. Qualora le Aziende sanitarie e ospedaliere, per effetto della cessazione dei rapporti di lavoro o di successiva obiezione da parte del personale reclutato ai sensi del presente comma, rimangano prive di personale non obiettore, le stesse avviano procedure idonee a reintegrare le aree funzionali del personale non obiettore, nei limiti delle disponibilità delle piante organiche, entro 120 giorni dalla data della presentazione della dichiarazione di obiezione o della cessazione del rapporto di lavoro”.

Secondo i dati del ministero della Salute, la Sicilia è la Regione con il più alto tasso di medici obiettori (81,5%) dopo il Molise (90%). In media, in Italia, nel 2022 la quota di ginecologi obiettori di coscienza era pari al 60,5%, inferiore rispetto al 63,6% dell’anno precedente, “ma ancora elevata e con notevoli differenze tra le Regioni”.

Per il Consiglio del Ministri, però, “la legge della Regione Siciliana n. 23 del 5/06/2025, recante “Norme in materia di sanità”, in quanto talune disposizioni, eccedendo dalle competenze statutarie e ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di ordinamento civile, violano l’articolo 117, secondo comma, lettera l) della Costituzione, nonché i principi di uguaglianza, di diritto di obiezione di coscienza, di parità di accesso agli uffici pubblici e in tema di pubblico concorso di cui agli articoli 2, 3, 19, 21, 51, primo comma, e 97 della Costituzione”. Nel CDM dello scorso 4 agosto è dunque partita l’impugnativa.

07 Agosto 2025

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