I radiologi: “Sperimentazioni sulla pelle dei pazienti”
“La gatta frettolosa fa i gattini ciechi – dichiara Giulio Argalia, Segretario Nazionale del sindacato Area Radiologica SNR, sulla sperimentazione promossa dall’Azienda Sanitaria di Trento che consente agli infermieri del triage del Pronto Soccorso di richiedere radiografie per i traumi minori. “Ancora una volta l’ansia da prestazione delle aziende sanitarie, il bisogno di consenso politico, si risolvono agitando lo spauracchio dei tempi di attesa e trovando soluzioni fantasiose ma fuori legge, che, lungi dal risolvere i problemi che affliggono il nostro sistema sanitario nazionale, creano invece confusione di ruoli, inappropriatezza e l’esposizione -non correttamente giustificata- dei pazienti a radiazioni ionizzanti. L’Articolo 159 del Decreto Legislativo 31 luglio 2020, n. 101 stabilisce le responsabilità e le procedure per le esposizioni mediche a radiazioni ionizzanti, confermando la responsabilità clinica del medico specialista e la responsabilità pratica del tecnico sanitario di radiologia medica o dell’infermiere, ciascuno secondo le proprie competenze. Il comma 1 disciplina le esposizioni di cui all’articolo 156, le quali sono effettuate sotto la responsabilità clinica del medico specialista, su richiesta motivata del medico prescrivente, mentre il comma 2 definisce l’attività di refertazione, che è esclusiva del medico specialista in radiodiagnostica o medicina nucleare. Non ce ne vogliano i colleghi infermieri, dei quali apprezziamo tutti i giorni in corsia l’abnegazione e la crescente preparazione, ma rivendichiamo con forza e a tutela della sicurezza delle cure (Legge 219/2017 Consenso Informato e DAT) la responsabilità per il medico (non solo medico radiologo) di prescrivere ciò che è veramente necessario per il paziente e di interpretare il referto. Fa parte dei nostri doveri, così come la lotta all’inappropriatezza è il nostro contributo per contrastare il declino di un sistema sanitario in sofferenza ma ancora eccellente”.
Da Trento in giù il Sindacato vigila e denuncia le criticità dei pronto soccorso e indica la strada per risolverle sul territorio, ridando un ruolo centrale al medico di famiglia nella gestione della domanda di salute, che va governata con attenzione all’appropriatezza e alla giustificazione, anche per evitare il duplicarsi di indagini spesso inutili, se non controproducenti per l’attività clinica e per la salute degli stessi pazienti. Luisa Manes, Segretario Provinciale SNR, e Zairo Ferrante, Coordinatore Interregionale Nord SNR, ribadiscono la necessità di una convocazione urgente da parte dell’Assessore di tutte le Professionalità coinvolte, al fini di superare in altro modo e nel rispetto delle leggi le eventuali criticità, evitando l’attuazione di incaute sperimentazioni, che potrebbero portare – secondo il Sindacato – solo a inutili conflitti gestionali, sprechi di risorse e esposizione dei pazienti a esami non strettamente necessari, acutizzando, tra le atre cose, il brutto fenomeno della medicina difensiva.
22 Settembre 2025
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