Sepsi materna. Il programma APT-Sepsis riduce mortalità e complicanze del 30%

Sepsi materna. Il programma APT-Sepsis riduce mortalità e complicanze del 30%

Sepsi materna. Il programma APT-Sepsis riduce mortalità e complicanze del 30%
Uno studio Oms, Hrp e Università di Liverpool su oltre 430mila partorienti, pubblicato sul New England Journal of Medicine, mostra che un approccio strutturato alla prevenzione delle infezioni abbassa del 32% decessi e morbilità gravi. Migliorano igiene delle mani, uso appropriato degli antibiotici e risposta tempestiva alla sepsi

Un approccio strutturato e sostenibile alla prevenzione e al controllo delle infezioni salva la vita delle donne riducendo le infezioni gravi e i decessi materni del 30% rispetto alle cure tradizionali.

È quanto emerge da un nuovo studio dell’Oms, del Programma speciale delle Nazioni Unite sulla riproduzione umana (HRP) e dell’Università di Liverpool, pubblicato sul New England Journal of Medicine.

L’infezione e la sepsi materne, una condizione pericolosa che si verifica quando la risposta dell’organismo alle infezioni provoca lesioni ai propri tessuti e organi durante o dopo la gravidanza, rimangono una delle principali cause di morte materna in tutto il mondo. In molte strutture sanitarie, pratiche semplici e basate sull’evidenza, come l’igiene delle mani, la diagnosi precoce delle infezioni e il trattamento tempestivo, vengono applicate in modo incoerente.

Il programma di Prevenzione Attiva e Trattamento della Sepsi Materna (APT-Sepsis) è stato progettato per colmare queste lacune, supportando gli operatori sanitari nel seguire i “cinque momenti per l’igiene delle mani” dell’Oms, nell’applicare le linee guida dell’Oms sulla prevenzione e il trattamento delle infezioni materne e nell’utilizzare il pacchetto FAST-M: fluidi, antibiotici, controllo della fonte, trasferimento se necessario e monitoraggio per il riconoscimento precoce e la risposta alla sepsi.

Lo studio , condotto in 59 ospedali in Malawi e Uganda e che ha coinvolto 431.394 partorienti, dimostra che queste azioni incidono in modo sostanziale sui risultati clinici. Gli ospedali che hanno implementato APT-Sepsis hanno registrato una riduzione del 32% della mortalità materna correlata alle infezioni e della morbilità grave. Inoltre, hanno segnalato miglioramenti nell’aderenza all’igiene delle mani, nella profilassi antibiotica durante i parti cesarei e nel monitoraggio di routine dei parametri vitali.

Il programma APT-Sepsis promuove un approccio mirato e sistemico alla prevenzione e al trattamento delle infezioni materne. Aiuta gli operatori sanitari ad applicare le raccomandazioni dell’Oms basate sull’evidenza, garantendo che gli antibiotici siano utilizzati in modo appropriato e solo quando necessario, insieme ad altre azioni fondamentali come una corretta igiene delle mani, la preparazione antisettica prima dell’intervento chirurgico, la diagnosi precoce delle infezioni e l’uso strutturato del pacchetto terapeutico FAST-M.

Ciò dimostra che l’applicazione delle linee guida dell’Oms attraverso un approccio strutturato e sostenibile può trasformare l’assistenza materna, anche in contesti con risorse limitate. I risultati evidenziano come una migliore prevenzione delle infezioni, un’igiene più adeguata e un’assistenza tempestiva possano salvare la vita di migliaia di madri ogni anno.

“Il programma APT-Sepsis è la dimostrazione di ciò che si può ottenere quando scienza, politica e cure di prima linea si uniscono”, ha affermato Jeremy Farrar, Direttore Generale Aggiunto dell’Oms. “Ridurre le infezioni e i decessi materni di oltre il 30% non è solo un successo clinico, ma un invito all’azione per i sistemi sanitari globali a dare priorità alla prevenzione delle infezioni nell’assistenza materna. Dobbiamo garantire che queste pratiche salvavita siano diffuse e sostenute in tutti i contesti”.

Successivamente, l’Oms, l’HRP e i partner stanno collaborando con i paesi per adattare e ampliare l’approccio all’interno dei sistemi sanitari nazionali, garantendo che gli insegnamenti tratti da Malawi e Uganda si traducano in strategie più efficaci per la prevenzione delle infezioni e la qualità dell’assistenza a livello globale.

21 Novembre 2025

© Riproduzione riservata

Prurito. Dermatologi: “Riconoscerlo come malattia e campanello d’allarme di condizioni sistemiche”
Prurito. Dermatologi: “Riconoscerlo come malattia e campanello d’allarme di condizioni sistemiche”

Fastidioso, persistente, talvolta insopportabile: il prurito è uno dei sintomi più diffusi nella popolazione generale e, nelle forme croniche, può incidere sulla qualità della vita in modo paragonabile al dolore...

Come migliorare le prestazioni degli atleti attraverso il riposo
Come migliorare le prestazioni degli atleti attraverso il riposo

La gestione del riposo notturno rappresenta una componente critica nel recupero dell'atleta, con implicazioni dirette sulla salute sistemica e sulla performance. Una recente indagine pubblicata sulla rivista International Journal of...

COVID-19: nello studio COMPARE il vaccino proteico di Sanofi riduce gli effetti avversi
COVID-19: nello studio COMPARE il vaccino proteico di Sanofi riduce gli effetti avversi

In tutti gli endpoint predefiniti dello studio COMPARE, il vaccino anti-COVID-19 a base proteica non mRNA di Sanofi (NVX-CoV2705 ) ha mostrato una reattogenicità sistemica significativamente inferiore rispetto al vaccino...

Trisomia 21, anche una reazione autoimmune dietro la Sindrome di Down. Lo Studio della Cattolica
Trisomia 21, anche una reazione autoimmune dietro la Sindrome di Down. Lo Studio della Cattolica

La Sindrome di Down potrebbe dipendere in alcuni casi anche da una reazione autoimmune – in cui gli anticorpi materni attaccano la membrana che riveste l’ovocita – e questo meccanismo...