Violenza contro le donne. Ad Abano Terme un corso sulla gestione intraospedaliera

Violenza contro le donne. Ad Abano Terme un corso sulla gestione intraospedaliera

Violenza contro le donne. Ad Abano Terme un corso sulla gestione intraospedaliera

Stamani la prima edizione dell’evento scientifico, il 5 dicembre la seconda edizione. Affrontati tutti i punti salienti della gestione dei casi: dalla definizione delle varie tipologie di violenza (domestica, psicologica, sessuale, economica) fino all’individuazione, in un setting specifico come un Pronto Soccorso, degli indicatori anamnestici, fisici, comportamentali e psicologici, di una potenziale escalation e del rischio di incolumità per la vittima.

In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne, che si è celebrata ieri, 25 novembre, il Policlinico Abano e Fondazione Leonardo per le Scienze Mediche hanno organizzato un corso di formazione intitolato “Violenza di genere: la gestione intraospedaliera”, destinato agli operatori sanitari della struttura, presidio ospedaliero della Regione Veneto ed ente capofila di GOL – Gruppo Ospedaliero Leonardo.

La prima edizione dell’evento scientifico, di cui è responsabile la dottoressa Marta Paccagnella, responsabile del Pronto Soccorso, si è svolta stamattina all’Hotel Rosa ad Abano Terme e ha registrato il “tutto esaurito” per i venti posti a disposizione. Anche la seconda edizione, in programma il 5 dicembre, è al completo, a testimoniare l’interesse e l’impegno del personale e della struttura per un tema delicato per chi lavora in prima linea nell’emergenza-urgenza sanitaria, considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) una grave violazione dei diritti umani e un importante problema di salute pubblica.

Il corso, della durata di quattro ore, è tenuto da Giovanni Baccarin, coordinatore infermieristico del Pronto Soccorso del Policlinico Abano, istruttore certificato in questo ambito dalla Regione Veneto, e tocca tutti i punti più salienti riguardanti la violenza contro le donne, dalla definizione delle varie tipologie (domestica, psicologica, sessuale, economica) fino all’individuazione, in un setting specifico come un Pronto Soccorso, degli indicatori anamnestici, fisici, comportamentali e psicologici, di una potenziale escalation e del rischio di incolumità per la vittima.

Il Pronto Soccorso della struttura aponense dispone di una stanza apposita dove accogliere la donna vittima di violenza in modo da garantirle la privacy necessaria, e di specifici protocolli per l’attivazione dei percorsi più appropriati a seconda dei casi.

“Nel corso di quest’anno – specifica la dottoressa Paccagnella – abbiamo gestito una quarantina di casi con differenti caratteristiche e livelli di gravità. Alle pazienti cerchiamo di dare fin dall’inizio la giusta riservatezza, affiancare un’operatrice, in modo da farle sentire più a loro agio. Nel caso di violenza di genere, il colloquio con la paziente dovrebbe svolgersi senza l’accompagnatore, che potrebbe intimidire la donna, e forniamo i contatti delle organizzazioni a cui rivolgersi. Ci sono casi, quelli più gravi, in cui siamo tenuti, in qualità di pubblici ufficiali, anche ad allertare le Forze dell’Ordine affinché intervengano con specifiche misure”.

Nel dettaglio, gli operatori di Pronto Soccorso forniscono i contatti telefonici dei riferimenti territoriali, opuscoli e materiali informativi, indicano il numero antiviolenza e antistalking 1522, attivano, se necessario, il mediatore culturale e contattano le Forze dell’Ordine in caso venga ravvisata la necessità di protezione della donna o vi sia un pericolo per la sua incolumità e per quella del personale in servizio.

26 Novembre 2025

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