Alcol e adolescenti, Asl Roma 4 lancia l’allarme: “Fenomeno in crescita”

Alcol e adolescenti, Asl Roma 4 lancia l’allarme: “Fenomeno in crescita”

Alcol e adolescenti, Asl Roma 4 lancia l’allarme: “Fenomeno in crescita”

Nel corso del 2025, il 23,87% delle persone che si sono rivolte ai Servizi per le Dipendenze (SerD) lo ha fatto per problematiche legate all’alcol, con una distribuzione pari al 70% uomini e al 29% donne. Di questi, il 2,5% ha un’età compresa tra i 14 e i 25 anni. 

Il consumo di alcol tra adolescenti e giovani adulti è un fenomeno in continua evoluzione, fortemente connesso ai cambiamenti negli stili di vita, nelle modalità di socializzazione e nell’utilizzo del tempo libero. Sempre più spesso, infatti, il primo approccio avviene in età precoce e con modalità rischiose, come il binge drinking o abbuffata, con possibili ricadute sulla salute e sulla sicurezza. I numeri a livello nazionale parlando di 1,26 milioni di giovani tra gli 11 e i 24 anni che consumano alcol con modalità a rischio, di cui oltre 600 mila minorenni. Preoccupa molto l’abbassamento dell’età del primo consumo e l’aumento tra le ragazze, indicatori di un cambiamento significativo nei comportamenti e nei modelli culturali.

Nel territorio della ASL Roma 4, il quadro si allinea a quello nazionale. Nel corso del 2025, il 23,87% delle persone che si sono rivolte ai Servizi per le Dipendenze (SerD) lo ha fatto per problematiche legate all’alcol, con una distribuzione pari al 70% uomini e al 29% donne. Di questi, il 2,5% ha un’età compresa tra i 14 e i 25 anni. Una percentuale che, a una prima lettura, potrebbe sembrare contenuta, ma che in realtà non restituisce appieno la diffusione del fenomeno tra i più giovani.

La richiesta d’aiuto: quanto tempo passa dal primo contatto con l’alcol?

Questo perché, come sottolinea la direttrice della UOC SerD, la dottoressa Monica Sica, tra il primo contatto con l’alcol e la richiesta di aiuto, possono trascorrere anche molti anni. Questo significa che il consumo problematico inizia spesso molto prima dell’accesso ai servizi sanitari, rendendo il fenomeno tra i giovani più diffuso di quanto emerga dai dati.

“Tra il primo contatto con l’alcol, lo sviluppo di una dipendenza e la richiesta di aiuto – ha spiegato – possono trascorrere anche dieci anni, motivo per cui l’età media dei pazienti afferenti ai SerD è molto più alta rispetto a quella dei primi consumi. Proprio per questo, quando si parla di alcol e giovani, è importante considerare che si tratta di un fenomeno sommerso, dove l’avvio del consumo a rischio avviene spesso molto prima dell’ingresso nei servizi sanitari”.

Il consumo per i minori: cosa succede al corpo se si esagera?

Secondo le linee guida internazionali i minori dovrebbero astenersi completamente dal consumo di alcol.
“Il sistema enzimatico epatico – ha aggiunto la dottoressa – matura intorno ai 18 anni e, prima di questa età, l’organismo non è in grado di metabolizzare correttamente l’alcol, esponendo i giovani al rischio di intossicazione acuta e coma etilico. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di vulnerabilità: tra gli 11 e i 24 anni il cervello è ancora in fase di sviluppo e il consumo di alcol, soprattutto in modalità binge drinking, può compromettere la memoria, i processi cognitivi e lo sviluppo emotivo e comportamentale. Non va inoltre sottovalutato che, secondo i dati dell’OMS, un quarto dei decessi tra i 20 e i 24 anni è attribuibile all’alcol, spesso in relazione a incidenti stradali, atti di autolesionismo e violenza interpersonale”.

Prevenzione e ruolo della famiglia

Per questo motivo la prevenzione riveste un ruolo fondamentale. I SerD della ASL Roma 4 sono da tempo impegnati in modo attivo in iniziative di prevenzione, con particolare attenzione ai più giovani. Attraverso programmi mirati nelle scuole (Unplugged, Peer education, PCTO, Rete senza fili), attività di sensibilizzazione e l’utilizzo di strumenti innovativi, come i visori immersivi che simulano gli effetti dell’alcol, si punta a rafforzare la consapevolezza dei rischi e a promuovere comportamenti più responsabili

La prevenzione, però, non può limitarsi ai servizi sanitari e al contesto scolastico. Anche la famiglia svolge un ruolo fondamentale. “Il dialogo precoce, insieme all’esempio degli adulti – ha concluso Sica – rappresenta uno degli strumenti più efficaci per guidare i ragazzi verso scelte più sane. L’adolescenza è una età in cui la sperimentazione fa parte dell’apprendimento, è importante che i genitori mantengano un atteggiamento equilibrato evitando di demonizzare i comportamenti“esplorativi” dei figli, ma al contempo evitando di sottovalutarli o ancor peggio condividerli. Investire in informazione, educazione e prevenzione resta quindi essenziale per contrastare un fenomeno in crescita e tutelare la salute delle nuove generazioni”.

15 Aprile 2026

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