Senza fissa dimora. Via alla sperimentazione nelle città metropolitane. Schillaci: “Un diritto all’assistenza finora negato”

Senza fissa dimora. Via alla sperimentazione nelle città metropolitane. Schillaci: “Un diritto all’assistenza finora negato”

Senza fissa dimora. Via alla sperimentazione nelle città metropolitane. Schillaci: “Un diritto all’assistenza finora negato”

Il ministro Schillaci annuncia un decreto per modelli innovativi di presa in carico. Coinvolte 15 città, da Roma a Milano, da Napoli a Palermo. Priorità ai bambini in età scolare e ai soggetti più vulnerabili.

Un decreto del ministero della Salute, di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze, è in corso di adozione per attivare programmi operativi sperimentali nelle città metropolitane finalizzati alla sperimentazione di modelli innovativi di presa in carico delle persone senza fissa dimora. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, durante l’audizione nella Commissione parlamentare sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie.

Il decreto, attualmente all’attenzione del Mef, adotta un documento tecnico contenente le linee di indirizzo per il programma da attuare nelle città metropolitane, con l’obiettivo di «assicurare progressivamente il diritto all’assistenza sanitaria alle persone senza fissa dimora prive della residenza anagrafica nel territorio nazionale o all’estero».

Le linee guida forniscono criteri e modalità di attivazione dei programmi operativi finalizzati a realizzare un sistema innovativo di rete integrata tra aziende sanitarie territoriali, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, servizi sociali, terzo settore senza scopo di lucro, istituzioni di volontari e società civile.

L’obiettivo è favorire l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale a quella parte di popolazione che vi ha rinunciato per barriere burocratiche, sociali, culturali ed economiche. Le sperimentazioni sono finalizzate a realizzare modelli trasferibili in altre realtà regionali o nazionali, con l’obiettivo principale di attivare azioni preventive, curative e sociali che raggiungano fisicamente le persone ad alto rischio di vulnerabilità.

Per rendere compatibili le risorse assegnate con gli interventi previsti, le linee di indirizzo definiscono i criteri di accesso delle persone senza fissa dimora ai programmi operativi, limitandoli a coloro che versano in un grave stato di salute o di marginalità e vulnerabilità. Viene data priorità ai bambini in età scolare.

Le linee di indirizzo stabiliscono inoltre i criteri e le modalità di trasmissione dei programmi operativi, nonché le procedure alle quali le città metropolitane dovranno attenersi per la descrizione dei risultati raggiunti. La finalità è garantire a livello nazionale omogeneità ed efficacia della presa in carico delle persone senza dimora che, non avendo la residenza anagrafica, sono escluse dall’assistenza sanitaria di base e non accedono alle prestazioni incluse nei livelli essenziali di assistenza.

Le città metropolitane interessate alla realizzazione di questi programmi operativi sono: Roma Capitale, Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Venezia, Reggio Calabria, Cagliari, Sassari, Palermo, Catania e Messina.

Le quote di risorse per ciascuna città metropolitana saranno erogate dal Mef subordinatamente all’acquisizione dell’intesa da parte della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome.

Il ministero della Salute provvederà a redigere per ciascun anno rendicontato una relazione tecnica di sintesi sui risultati. La relazione – che sarà trasmessa al Governo – conterrà:

– il numero di persone senza fissa dimora iscritte negli elenchi delle aziende sanitarie locali di ciascuna regione;

– il numero e la tipologia delle prestazioni erogate in favore di queste persone;

– le criticità eventualmente riscontrate in attuazione dei programmi operativi;

– i costi effettivamente sostenuti.

Un primo passo concreto, secondo il ministro, per restituire dignità e diritti a una popolazione fragile e spesso invisibile agli occhi delle istituzioni.

14 Aprile 2026

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