Meno tagli del nastro e più servizi. E’ quanto chiede il Pd Lazio in merito alla Case di Comunità che, denuncia, vengono inaugurate ma poi chiuse perché ancora non in grado di funzionale.
“Fare passerelle mediatiche per inaugurare Case di comunità che poi rimangono chiuse è semplicemente vergognoso. Invece di pensare alla propaganda la Giunta dovrebbe occuparsi di far realmente funzionare le cose”, denuncia il Pd Lazio in una nota, citando l’esempio della Casa di comunità di via del Frantoio, inaugurata il 3 dicembre, ma rimasta ferma perché priva di accreditamento, approvato solo oggi”.
Il Pd contesta che in “una struttura pubblica, non privata” avvenga “prima il taglio del nastro, e solo tempo dopo le autorizzazioni necessarie per poter lavorare. E’ un metodo che non ha nulla a che vedere con una sanità che possa dirsi efficiente. Ancora più grave il caso di via delle Averle a Torre Maura, inaugurata il 31 luglio con grande enfasi e alla presenza delle massime autorità istituzionali. Dopo otto mesi quella struttura è ancora chiusa: non c’è personale, non ci sono servizi e manca persino l’accreditamento”.
“Le Case di comunità sono attese da anni dai cittadini e rappresentano un pilastro della sanità territoriale e del Pnrr”, sottolinea il Pd Lazio. “Annunciarne l’apertura senza che siano realmente operative significa alimentare solo disillusione e sfiducia. Prima si mettono in ordine le carte, si garantisce il personale, si attivano i servizi; poi si inaugurano le strutture. Al di là delle polemiche politiche richiamiamo alla serietà amministrativa. Meno propaganda e più rispetto per i cittadini che aspettano risposte concrete sulla sanità pubblica”.
Al Pd Lazio ha replicato la Asl Roma 2, che in una nota sottolinea come i dati reali dell’attività nelle Case della Salute siano diversi da quelli contenuti nella nota Dem. “La ASL Roma 2 interviene esclusivamente per ristabilire la correttezza dei dati, senza entrare in alcuna discussione politica che non compete all’Azienda Sanitaria, fornendo elementi oggettivi e verificabili sull’attività effettivamente svolta dalle Case della Comunità, inaugurate nei mesi scorsi, nel territorio di competenza. Nella scorsa settimana, nel periodo compreso tra lunedì e sabato, le prestazioni erogate sono state pari a 223 presso la Casa della Comunità di via di San Nemesio 21, 655 nella struttura di via Antistio, 348 in quella di via Torricella Sicura, 126 presso la Casa della Comunità di via della Rustica e 204 nella sede di via degli Eucalipti. Numeri che testimoniano un’attività reale, continuativa e pienamente operativa (oltre 1550 visite specialistiche effettuate). Infatti, in tutte le Case della comunità sono partite almeno 8 attività a pieno regime sulle 11 complessive previste”.
Nella nota si precisa inoltre che “la Casa della Comunità di via delle Averle, non rientrante nei finanziamenti PNRR ma interamente finanziata dalla Regione Lazio, rappresenta una struttura aggiuntiva rispetto a quelle previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Al suo interno è attiva la Centrale Operativa Territoriale (COT) del VI Distretto, nodo fondamentale per la presa in carico dei pazienti cronici dell’intero VI Municipio. Pur essendo una struttura suppletiva, le attività assistenziali di presa in carico e cura inizieranno entro breve tempo”.
Infine, per quanto riguarda la Casa della Comunità di via del Frantoio, si evidenzia che, “a partire dallo scorso lunedì, successivamente all’inaugurazione, la struttura ha avviato la propria attività con 55 visite già effettuate, al servizio del territorio del V Municipio, contrariamente a quanto affermato nella nota di agenzia. Le linee di attività già operative sono: gli sportelli polifunzionali di prenotazione, cassa, ritiro referti, tessera Team, esenzioni, lo Sportello PUA, la cardiologia, la diabetologia, la neurologia ed il PDTA Diabetico, attività molto richieste sul territorio su cui la Casa della Comunità Insiste. Da lunedì 22 partiranno anche i prelievi ematici. A completamento delle attività da gennaio saranno presenti anche l’oculistica e la continuità assistenziale notturna e festiva che al momento è assicurata in una struttura dello stesso municipio e che risponde ad una centrale operativa telefonica centralizzata”.
“Alle prestazioni già conteggiate – prosegue la nota dell’Asl Roma 2 – vanno aggiunte quelle relative ai prelievi ematici, attività che non rientra nell’organizzazione degli ambulatori specialistici ma che incide in modo significativo sul volume complessivo dei servizi erogati. Tali prestazioni sono stimate in circa 50 prelievi al giorno, che, considerando l’insieme delle Case della Comunità attive, portano a una stima settimanale di circa 1.800 accessi effettuati. L’attività socio sanitaria delle Case della Comunità non si esaurisce negli ambulatori specialistici, negli esami diagnostici e radiografici o nelle analisi cliniche, ma comprende anche una componente sociale fondamentale, garantita attraverso gli sportelli PUA, nei quali operano gli assistenti sociali dei Municipi, a supporto dei bisogni complessi dei cittadini. Questi dati, non essendo sanitari, non sono conteggiati, ma è una importante attività presente proprio nelle Case della Comunità, luoghi preposti a fornire risposte di aiuto sociale”.
La ASL Roma 2 conclude dicendosi “certa che i dati veritieri forniti consentano di rispondere in modo inequivocabile a proclami che non riconoscono il valore degli sforzi compiuti dall’Azienda e, soprattutto, il lavoro quotidiano svolto con professionalità e dedizione dagli operatori sanitari, dai tecnici, dal personale amministrativo e da tutte le figure professionali impegnate al servizio della collettività. L’obiettivo dell’Azienda resta quello di garantire risposte concrete e servizi efficaci ai cittadini, nel rispetto della trasparenza amministrativa e della verità dei fatti, elemento cardine di un tacito patto di fiducia tra i cittadini ed il Servizio Sanitario sia esso locale, regionale o nazionale”.