Lazio. Pronta a partire la nuova Asl ‘Lazio.0’ che coordinerà le Aziende sanitarie della Regione

Lazio. Pronta a partire la nuova Asl ‘Lazio.0’ che coordinerà le Aziende sanitarie della Regione

Lazio. Pronta a partire la nuova Asl ‘Lazio.0’ che coordinerà le Aziende sanitarie della Regione

Con il via libera all’Atto aziendale prende forma e sostanza la nuova Azienda Regionale Sanitaria “Lazio.0”. A 5 anni dalla sua presentazione è pronta quindi a partire la nuova super Asl che avrà il compito di coordinare le Asl laziali su pagamenti dei fornitori, gestione del personale, contabilità e controlli sulle strutte accreditate. Ma i medici sono contrari. IL TESTO

Centralizzazione dei pagamenti ai fornitori del SSR, supporto nella gestione del personale degli enti del servizio sanitario, coordinamento del sistema contabile regionale, e controlli su appropriatezza e qualità dell’assistenza erogata dalle strutture accreditate. Sono questi alcuni dei compiti affidati alla nuova dell’Azienda Regionale Sanitaria Lazio.0 che a 5 anni dalla sua presentazione da parte della Giunta Zingaretti è pronta a partire

Con la deliberazione n. 1300 del 23 dicembre 2025, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione il 2 gennaio 2026, la Giunta regionale del Lazio guidata da Francesco Rocca ha infatti approvato l’Atto di autonomia aziendale dell’Azienda Regionale Sanitaria Lazio.0, completando uno dei passaggi fondamentali del processo di riorganizzazione del sistema sanitario regionale avviato negli ultimi anni.

L’atto, trasmesso dal Commissario straordinario Paola Longo e validato dal gruppo tecnico regionale, definisce struttura, governance, funzioni e patrimonio dell’ente previsto dalla legge regionale 17/2021 e concepito come perno strategico della gestione unitaria e centralizzata di alcune funzioni trasversali del Servizio sanitario regionale (SSR).

Compiti: pagamenti, personale, contabilità e controlli sulle strutture accreditate

La missione dell’Azienda Lazio.0, come previsto dalla normativa regionale, consiste nella razionalizzazione e ottimizzazione dell’efficienza organizzativa del SSR attraverso funzioni tecniche e amministrative a valenza regionale.

Fra le attività attribuite all’ente figurano:

  • centralizzazione dei pagamenti ai fornitori del SSR,
  • supporto nella gestione del personale degli enti del servizio sanitario,
  • coordinamento del sistema contabile regionale,
  • controlli su appropriatezza e qualità dell’assistenza erogata dalle strutture accreditate.

L’atto chiarisce che, sulla base di ulteriori provvedimenti, il ventaglio delle attività dell’azienda potrà essere ampliato, in linea con le indicazioni dei livelli regionali e nazionali di programmazione sanitaria.

L’Azienda Lazio.0 è qualificata come ente del servizio sanitario regionale dotato di autonomia amministrativa, organizzativa, tecnica e contabile. Il documento stabilisce in maniera dettagliata:

Patrimonio e regime giuridico

L’azienda dispone di un proprio patrimonio sotto un regime assimilato alla proprietà privata, con il vincolo — previsto dal codice civile e dal D.Lgs. 118/2011 — di non poter sottrarre i beni destinati ai fini istituzionali. Le risorse strumentali e finanziarie potranno essere integrate da appositi atti regionali e dalle quote destinate alla copertura dei costi di funzionamento indicate dalla legge regionale 17/2021.

Un ruolo centrale nel coordinamento del sistema sanitario

L’Atto di autonomia aziendale colloca Lazio.0 come struttura di raccordo tra Regione e aziende sanitarie territoriali, con compiti di monitoraggio, supporto operativo e standardizzazione dei processi amministrativi e gestionali. L’obiettivo è ridurre duplicazioni, aumentare qualità e uniformità delle procedure e rafforzare capacità programmatoria e di vigilanza.

La Giunta sottolinea che l’approvazione dell’atto era necessaria per rispettare il cronoprogramma regionale nelle more della nomina del Direttore generale.

Contrari i medici di famiglia della Fimmg

“La nascita della cosiddetta “super Asl” del Lazio, oggi operativa con il nome di Azienda regionale sanitaria Lazio.0, viene presentata come una delle principali innovazioni della sanità regionale sotto la guida del presidente Francesco Rocca. Ma i fatti raccontano una storia diversa: questa struttura non nasce con l’attuale giunta, bensì affonda le sue radici nel 2021, durante il governo regionale di Nicola Zingaretti, con Alessio D’Amato assessore alla Sanità. La legge istitutiva, la n. 115, viene approvata dal Consiglio regionale nel novembre 2021 e definisce Lazio.0 come un ente di coordinamento e supporto delle Asl. Oggi, però, quella che doveva essere una struttura “snella” di servizio si configura come un organismo centrale con poteri penetranti, in grado di incidere direttamente sulla gestione, sui conti e sulle performance delle singole aziende sanitarie. Ovvero non eroga cure o servizi , ma decide tutto il resto, Lazio.0 così si chiamerà il coordinamento non fornisce prestazioni sanitarie ai cittadini, ma accentrerà funzioni strategiche fondamentali: pagamenti ai fornitori, gestione del personale, sistema contabile unico, procedure concorsuali, acquisti, gare, tecnologia, informatizzazione e controllo delle strutture accreditate. In altre parole, le Asl continuano a “metterci la faccia”, ma non più il controllo pieno delle leve decisionali. È qui che emerge il nodo politico e amministrativo: si tratta di un commissariamento di fatto delle Asl, che restano formalmente autonome ma vengono sottoposte a un livello di supervisione e indirizzo senza precedenti nella storia recente della sanità laziale. Uno degli elementi più significativi è l’introduzione di un Organismo Indipendente di Valutazione (OIV), incaricato di verificare annualmente risultati, obiettivi, gestione dei dirigenti e performance delle strutture. Un organismo che non solo valuta e incide sull’attribuzione dei premi, ma che ha anche il dovere di segnalare criticità alla Corte dei Conti e al Dipartimento della Funzione Pubblica. A questo si aggiungono verifiche clinico-assistenziali trimestrali sulle cartelle cliniche delle strutture accreditate, un controllo diretto sulla qualità delle prestazioni che va ben oltre il semplice coordinamento amministrativo. La missione ufficiale parla di “razionalizzazione”, “efficienza” ed “equità di accesso”. Ma il modello scelto è chiaro: centralizzare per governare, togliendo alle singole Asl una parte rilevante della loro autonomia gestionale. Una scelta che risponde a una logica aziendalistica e verticistica, avviata già dalla precedente amministrazione regionale e oggi portata a compimento. Anche la guida dell’ente lo conferma: non un direttore generale ordinario, ma un commissario straordinario, Paola Longo, figura di alto profilo amministrativo, nominata in una fase di avvio che rafforza l’idea di una struttura nata per “mettere ordine” in un sistema ritenuto non più governabile con i soli strumenti tradizionali. Attribuire la paternità di Lazio.0 esclusivamente alla giunta Rocca è quindi fuorviante. La “super Asl” è il frutto di una continuità politica e amministrativa, iniziata con Zingaretti e D’Amato e oggi resa pienamente operativa. Cambiano i governi, ma il modello resta: meno autonomia territoriale, più controllo centrale. La vera domanda, ora, non è chi l’abbia voluta, ma quali effetti produrrà: maggiore efficienza o ulteriore burocratizzazione? Migliori servizi o un sistema sanitario sempre più distante dai territori? La risposta arriverà dai fatti, ma una cosa è certa: le Asl del Lazio non sono più davvero libere di decidere da sole”, si legge in una nota.

L.F.

08 Gennaio 2026

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