Zaffini: “L’Italia può diventare un modello per l’Europa”
Tornare a parlare di futuro della sanità, di direzioni e investimenti e farlo permettendo ai rappresentanti politici e istituzionali della sanità di dialogare. Questo l’intento dietro l’evento “La salute al primo posto: un futuro che costruiamo insieme”, promosso dal senatore Francesco Zaffini, Presidente Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato, con la presenza del ministro della Salute Orazio Schillaci, del Direttore Oms Europa Hans Henri Kluge e degli stakeholder della sanità italiana ed europea nella cornice di Palazzo Giustiniani, a Roma.
“È una filiera quella che oggi plasticamente abbiamo presentato – ha detto Zaffini a QS – dentro questa bellissima sala che mette in fila l’organizzazione Mondiale della Sanità nella Regione Europa, la più importante regione dell’organizzazione 52 Paesi con il direttore Kluge, il Parlamento europeo e la Commissione europea e il Parlamento nazionale. Si tratta una filiera che finalmente smette di parlare di emergenza. La notizia è questa: finalmente è finito il Covid, anche nei dibattiti che ci impegnano e che affrontiamo. Nelle linee strategiche oggi ricominciamo a parlare dei determinanti di salute e non più delle azioni emergenziali per reagire, rispetto a una pandemia che ci ha trovato ampiamente impreparati. La ricerca che ha presentato il direttore Kluge ci consegna un insieme di dati elaborati a supporto delle scelte che faremo come Parlamento nazionale”.
“Siamo molto in linea con l’Oms – ha continuato -. Parlando per esempio della salute mentale il nostro il PASM, il nostro piano di salute mentale licenziato dal Governo e approvato dalla Conferenza Stato-Regioni a fine anno scorso, al quale si accoppia in parallelo un mio progetto a mia prima firma che sta lavorando in Parlamento nella mia Commissione rispecchia esattamente come l’ho detto nel mio intervento le direttrici dell’Organizzazione mondiale sanità rispetto alla salute mentale e i principi che ci consegnano. Quindi è proprio il plastico esempio di come Organizzazione mondiale, Parlamento europeo e Parlamento nazionale nel tradurre le scelte di grande respiro che però partono da un’analisi dei dati seria e puntuale e le avvicinano al paziente, al cittadino. Questo è quello che sta accadendo ed oggi, mettendo insieme i protagonisti ai massimi livelli di queste istituzioni e di questi organismi multilaterali, è quello che sta accadendo. Riprendiamo un ragionamento che si era interrotto con l’emergenza Covid”.
L’Italia può diventare un modello e un motore anche per l’Europa, partendo dai suoi punti di forza. “La medicina di prossimità, la necessità di curare il sano, la necessità di agire in prevenzione – prosegue Zaffini – Il nostro Paese è il più vecchio d’Europa e diventerà sempre più il più vecchio d’Europa, quindi è di fatto un modello per l’Europa e per L’organizzazione mondiale sanità cioè siamo diventati soggetto di studio. Nella capacità di essere resilienti rispetto all’invecchiamento della nostra popolazione, abbiamo già oggi oltre 13 milioni di ultrasessantacinquenni e nelle politiche che noi riusciremo a fare rispetto a questo dato di fatto saremo modello per quello che deciderà l’Europa e l’organizzazione mondiale sanità per dare, e l’ha detto il direttore Kluge, nel dare istruzioni agli altri Paesi che stanno anche loro arrivando su questo cambio dei blocchi e delle coorti della nostra popolazione. I giovani purtroppo con la denatalità sono sempre di meno la popolazione lavorativa anche quella è sempre di meno aumenta invece la parte di popolazione di ultrasessantacinquenni e dovremo inventare il modo per tenerli aggrappati alla capacità del Paese di fare produzione”.
14 Gennaio 2026
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