Denatalità. “Serve un nuovo modello organizzativo del percorso gravidanza e nascita”. Ginecologi, neonatologi e ostetriche fanno fronte comune

Denatalità. “Serve un nuovo modello organizzativo del percorso gravidanza e nascita”. Ginecologi, neonatologi e ostetriche fanno fronte comune

Denatalità. “Serve un nuovo modello organizzativo del percorso gravidanza e nascita”. Ginecologi, neonatologi e ostetriche fanno fronte comune

Il calo delle nascite impone una revisione dell’organizzazione del percorso gravidanza e nascita. La Federazione Sigo (Sigo-Aogoi-Agui-Agite), la Federazione nazionale degli Ordini delle ostetriche (Fnopo) e la Società Italiana di Neonatologia (Sin) chiedono un modello integrato, più sicuro e adeguato ai cambiamenti demografici ed epidemiologici.

La denatalità non è più solo un indicatore demografico, ma una vera e propria cartina di tornasole della tenuta del sistema sanitario materno-infantile. In Italia, come nel resto d’Europa, il calo costante delle nascite impone una riflessione profonda sull’organizzazione del Percorso della Gravidanza e della Nascita, che non può più essere governato con modelli pensati per un contesto ormai superato.

È l’appello che arriva dalla Federazione Sigo (Sigo-Aogoi-Agui-Agite), dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Ostetriche (Fnopo) e dalla Società Italiana di Neonatologia (Sin), da sempre “impegnate al fianco delle donne e dei neonati nella tutela della salute”.

“La denatalità, che continua con un trend costante in Italia e in Europa, induce a riflessioni sull’organizzazione del percorso gravidanza e nascita”, sottolineano la presidente Sigo, Elsa Viora, il presidente Aogoi, Antonio Chiantera, il presidente Agui, Luigi Nappi, la presidente Agite, Valeria Dubini, il presidente Sin, Massimo Agosti, e la presidente Fnopo, Silvia Vaccari. Un fronte comune che chiede alle istituzioni di non limitarsi a registrare il calo delle nascite, ma di governarne le conseguenze con scelte organizzative coraggiose e lungimiranti.

Un cambiamento che non riguarda solo i numeri, ma la stessa fisionomia della popolazione assistita. Negli ultimi decenni si è assistito a un minor numero di gravidanze e parti, ma anche a una trasformazione profonda delle caratteristiche materne: età più avanzata, maggiore presenza di comorbilità, aumento delle gravidanze a rischio e una crescente incidenza di problematiche psicologiche. A questo si aggiunge una criticità strutturale sempre più evidente: la riduzione del numero di operatori sanitari, tra medici ostetrico-ginecologi, neonatologi, ostetriche e infermieri.

“Assicurare una qualità dell’assistenza sempre migliore e la sicurezza delle cure per donne e neonati richiede di tenere conto dei profondi cambiamenti avvenuti nel corso degli ultimi decenni”, evidenziano le Società scientifiche e professionali. Da qui la necessità, ormai non più rinviabile, di un nuovo modello organizzativo che abbracci l’intero percorso nascita, dal pre-concepimento al puerperio, sul modello di quanto già realizzato in altri Paesi europei.

Un approccio integrato e continuativo, capace di rispondere alle mutate condizioni epidemiologiche e di garantire al tempo stesso la tutela della salute della popolazione e la sicurezza professionale degli operatori. “Gli operatori sanitari coinvolti nel percorso ribadiscono l’urgenza di agire in tal senso e si dichiarano disponibili a collaborare per adeguare l’organizzazione e l’offerta assistenziale materno-infantile” concludono gli esperti.

22 Gennaio 2026

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