Recupero somme dai medici di famiglia. Smi Puglia presenta diffida formale alla Regione

Recupero somme dai medici di famiglia. Smi Puglia presenta diffida formale alla Regione

Recupero somme dai medici di famiglia. Smi Puglia presenta diffida formale alla Regione

“Ci saremmo aspettati dal nuovo Presidente e dall’assessore un cambio di passo radicale e un’apertura al dialogo che, a oggi, non è pervenuto”, dice la segreteria regionale del sindacato che contesta il provvedimento perché dispone il recupero di somme “mai corrispostee si fonda su norme non applicabili”.

La Segreteria Regionale dello SMI (Sindacato Medici Italiani), a seguito del “ripetuto e colpevole silenzio delle istituzioni regionali dinanzi alle richieste d’ incontro urgente e di convocazione da parte della Regione Puglia”, comunica di aver inoltrato, tramite il proprio ufficio legale, una formale diffida alla Regione.

La diffida mira all’annullamento in via amministrativa, previa immediata sospensione, della Determinazione Regionale assunta in data 31/12/2025 e di ogni procedura conseguente. Contestualmente sono state messe in mora la Regione e le ASL territoriali in relazione alle somme “dovute e non percepite dai medici”, sottolinea il sindacato. Seguiranno le richieste di pagamento da parte dei singoli professionisti.

“Un ‘regalo’ di fine anno inaccettabile”, lo definisce lo Smi. “Proprio nell’ultimo giorno dell’anno, senza alcun preavviso, gli uffici regionali hanno notificato ai Medici di Medicina Generale e ai Pediatri convenzionati l’avvio di una procedura di “recupero” fondi per un totale di 31.596.156,67 milioni di euro (23.903.875,85 milioni di euro dai Medici di famiglia e 7.692.280,82 milioni di euro dai Pediatri)”.

“Si tratta di un provvedimento errato nella forma e ancor più nel merito”, dichiara la Segreteria Regionale dello SMI. “La determina dispone il recupero di somme mai corrisposte ai medici convenzionati e si fonda su norme non applicabili alla medicina territoriale, oltre che su interpretazioni giuridiche arbitrarie, già ampiamente censurate dalla Corte Costituzionale che sul tema si è espressa in maniera inequivocabile nel 2015. Per queste ragioni il provvedimento viene da noi fermamente rigettato”.

Lo SMI denuncia un comportamento della Regione Puglia “incomprensibilmente ostile. Il rifiuto sistematico del confronto su temi cruciali sta mettendo a rischio la tenuta del sistema sanitario regionale, vorremmo rammentare quali siano ancora le criticità irrisolte”. E cita:
• Le liste di attesa;
• Definizione degli AA.II.RR. per la Continuità Assistenziale e il 118;
• Riorganizzazione della medicina territoriale;
• Semplificazione della burocrazia asfissiante;
• Opposizione a un controllo meramente ragionieristico della professione medica.
Questi temi non riguardano solo la categoria, ma impattano pesantemente sulla qualità delle cure destinate ai cittadini pugliesi, specialmente i più fragili.

“Ci saremmo aspettati dal nuovo Presidente della Regione e dall’Assessore alla Sanità un cambio di passo radicale e un’apertura al dialogo che, a oggi, non è pervenuto” aggiunge la Segreteria Regionale SMI . “Chiediamo l’immediata convocazione del Tavolo sindacale istituzionale, auspicando una rapida risoluzione della questione. La pazienza dei medici e dei cittadini non è infinita. Non permetteremo che la sanità pugliese venga gestita tramite atti unilaterali e vessatori”.

30 Gennaio 2026

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