Quello dei giovani è “un quadro complesso, fatto di bisogni da intercettare ma anche di tante risorse su cui possiamo costruire percorsi di crescita, prevenzione e benessere insieme a scuola, sanità e territorio. I giovani non sono il nostro futuro: sono il nostro presente. Dobbiamo investire risorse, tempo e attenzione per dialogare con loro e accompagnarli in una fase cruciale del percorso di crescita”. Sono le parole con cui il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha commentato su Facebook i risultati del “Progetto Selfie” sugli stili di vita giovanili, promosso e presentato oggi dalla Asl di Viterbo nell’ambito dell’evento “La fatica di crescere. Viaggio nella vita degli adolescenti”, svolto presso le Scuderie di Palazzo Farnese a Caprarola.
L’indagine, condotta nel 2025 su oltre 7.000 studenti delle scuole medie e superiori della provincia di Viterbo, offre un quadro articolato dei comportamenti, delle fragilità e dei bisogni emergenti delle nuove generazioni.
Tra i più giovani, in particolare alle scuole medie, si registra una crescente difficoltà nel gestire il confine tra vita online e offline: il 23% degli studenti delle medie dichiara di aver incontrato persone conosciute sul web, percentuale che sale al 43% alle superiori. L’uso intensivo delle chat e dei social network aumenta con l’età e in alcuni casi assume caratteristiche di vera e propria dipendenza digitale. I dati mostrano, infatti, che l’uso eccessivo e notturno del digitale riguarda il 47 per cento degli studenti delle medie e sale al 64 per cento alle superiori, con effetti documentati su sonno e regolazione emotiva.
Preoccupano anche alcuni indicatori di disagio emotivo. Alle scuole medie, ad esempio, il 25% dei ragazzi riferisce comportamenti riconducibili all’autolesionismo, dato che pur riducendosi alle superiori resta comunque significativo. Il disagio psicologico e i comportamenti autolesivi compaiono già nella prima adolescenza, mentre l’insoddisfazione corporea coinvolge circa il 40 per cento dei ragazzi, con un impatto maggiore sulle ragazze. L’alcol viene utilizzato da una parte degli adolescenti come strumento di “coping emotivo”, mentre alle superiori cresce l’uso di alcol fino all’ubriacatura, praticato almeno una volta al mese dal 22% degli studenti.
I dati Selfie raccolti nella provincia di Viterbo raccontano, tuttavia, una generazione tutt’altro che priva di risorse. L’ascolto quotidiano della musica coinvolge oltre il 70–80 per cento degli studenti ed è, dal punto di vista clinico, un canale di regolazione emotiva. Lo sport resta un potente fattore protettivo: lo pratica almeno mensilmente l’85 per cento degli studenti delle medie e il 75 per cento delle superiori. La famiglia, soprattutto nella prima adolescenza, continua a essere percepita come presente e disponibile, mentre le amicizie rappresentano uno spazio centrale di appartenenza e condivisione emotiva. Anche l’uso dei social è prevalentemente relazionale: serve a mantenere legami, non solo a consumare contenuti.
“La ricerca Selfie – ha dichiarato il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi – rappresenta uno strumento di conoscenza fondamentale per il nostro territorio. I dati raccolti ci restituiscono un’immagine complessa dell’adolescenza, fatta di risorse ma anche di segnali di fragilità che richiedono risposte tempestive e coordinate. Come azienda sanitaria abbiamo il dovere di trasformare queste evidenze in azioni concrete, rafforzando la prevenzione e sviluppando servizi sempre più aderenti ai bisogni reali dei ragazzi e delle loro famiglie”.
Nel corso dell’evento è stato ribadito il valore della collaborazione tra sistema sanitario, scuola, istituzioni regionali e terzo settore, quale condizione essenziale per affrontare in modo efficace il tema del disagio giovanile.
“Attraverso Selfie – ha aggiunto il direttore generale della Asl viterbese – abbiamo chiesto direttamente ai ragazzi di raccontarsi: le loro abitudini, le loro paure, le loro risorse, i loro bisogni. Da questo lavoro nascerà un libro, che condivideremo con le istituzioni, le scuole, le associazioni, i decisori politici. Sarà un’occasione di confronto con la società civile, con il mondo educativo, con il terzo settore, con le famiglie, con le amministrazioni locali. Perché nessuno, da solo, può rispondere a queste sfide”.
La ricerca è stata condotta per conto della Asl di Viterbo dal Centro per la Formazione e la Ricerca sull’Infanzia e l’Adolescenza “Semi di Melo”, Casa del Giovane, Exodus, Juppiter e dall’Università di Pavia,