Farmaci. Trump lancia TrumpRx: “Prezzi scontati, come in Europa”. Quali ripercussioni per l’UE?

Farmaci. Trump lancia TrumpRx: “Prezzi scontati, come in Europa”. Quali ripercussioni per l’UE?

Farmaci. Trump lancia TrumpRx: “Prezzi scontati, come in Europa”. Quali ripercussioni per l’UE?

Il Presidente degli Stati Uniti annuncia un portale per accedere a farmaci popolari a prezzi ribassati, allineati a quelli dei Paesi sviluppati. Subito disponibili 40 medicinali, da Ozempic per il diabete ai farmaci per la fertilità. La mossa, però, rischia di innescare un terremoto nei sistemi sanitari europei, costretti a scegliere tra un aumento insostenibile della spesa o il ritardo nell'accesso alle terapie più innovative.

Il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump ha lanciato oggi TrumpRx.gov, un sito web che promette di garantire ai pazienti americani prezzi dei farmaci allineati a quelli più bassi pagati in altre nazioni sviluppate. L’iniziativa, battezzata “Most-Favored-Nation” (MFN), mira a rompere il sistema per cui “i pazienti americani non pagheranno più prezzi alti per sovvenzionare i prezzi bassi nel resto del mondo”, ha dichiarato la Casa Bianca.

Il portale, presentato come un’esperienza “di classe mondiale” per accedere a forti sconti, è operativo da oggi con i primi 40 farmaci di marca, tra i più popolari e costosi del Paese, offerti da cinque case farmaceutiche che hanno stretto accordi con l’amministrazione: AstraZeneca, Eli Lilly, EMD Serono, Novo Nordisk e Pfizer. I pazienti con una prescrizione valida potranno generare coupon stampabili o digitali direttamente dal sito per ottenere i nuovi prezzi ribassati.

Gli sconti: da Ozempic ai farmaci per la fertilità

La Casa Bianca ha diffuso esempi eclatanti di riduzioni, che in alcuni casi superano l’80%:

– Ozempic e Wegovy (iniettabile): il prezzo mensile scende rispettivamente da 1.028 e 1.349 dollari a una media di 350 dollari, con picchi fino a 199 dollari.

– Wegovy (pillola): da 1.349 dollari a un minimo di 149 dollari al mese.

– Farmaci per la fertilità: risparmi medi di oltre 2.000 dollari per ciclo di trattamento. Il Cetrotide passa da 316 a 22,50 dollari, l’Ovidrel da 251 a 84 dollari.

– Altri esempi: L’inhalatore per l’asma Airsupra scende da 504 a 201 dollari; l’insulina Lispro sarà disponibile a 25 dollari al mese.

Il percorso dell’ordine esecutivo

L’iniziativa fa seguito a una serie di atti amministrativi:

– Il 12 maggio 2025, Trump firmò un ordine esecutivo per allineare i prezzi americani a quelli delle nazioni similari.

– Il 31 luglio 2025, inviò lettere alle principali case farmaceutiche per sollecitare riduzioni.

– Dal 30 settembre 2025, ha annunciato 16 accordi con grandi produttori.

– Il 1° dicembre 2025, un’intesa con il Regno Unito ha previsto un aumento del 25% del prezzo netto dei nuovi farmaci lì, per far sì che “paghi la sua giusta parte” per l’innovazione.

La sfida al Congresso

Trump ha ora chiamato il Congresso a legiferare sul “The Great Healthcare Plan”, un piano che renderebbe strutturali i risparmi dell’iniziativa MFN, abbasserebbe i premi assicurativi e aumenterebbe la trasparenza dei prezzi. “Qualcosa che l’establishment politico non credeva possibile”, conclude la nota della Casa Bianca, sottolineando l’adempimento di una promessa elettorale.

Quali ripercussioni per l’Europa?

L’iniziativa di Trump, mentre promette sollievo ai pazienti americani, rischia di generare un terremoto nei sistemi sanitari europei, incluso quello italiano. Il meccanismo del “prezzo della nazione più favorita” si basa infatti sui listini praticati in un gruppo di Paesi di riferimento, tra cui Italia, Germania, Francia e Regno Unito.

Da un lato, le case farmaceutiche – private dei margini di profitto negli Usa – potrebbero cercare compensazioni in Europa, premendo per un aumento generalizzato dei prezzi. Dall’altro, e questo è lo scenario più preoccupante, potrebbero decidere di ritardare o addirittura non immettere i farmaci più innovativi nei mercati, come quello italiano, dove i prezzi sono tenuti bassi da meccanismi come la negoziazione con Aifa e il “payback”. Per un’azienda, potrebbe convenire rinunciare a un mercato europeo a basso margine piuttosto che vedere quel prezzo basso diventare il riferimento per gli enormi acquisti federali americani.

Un campanello d’allarme arriva dall’accordo siglato a dicembre tra Usa e Regno Unito. In cambio dell’esenzione dai dazi, Londra si è impegnata ad alzare del 25% i prezzi pagati dal suo servizio sanitario e a ridurre gli sconti a carico delle aziende. L’obiettivo dichiarato è essere “prioritari” per il lancio delle nuove terapie. Questa strategia rischia di creare un pericoloso dumping sanitario tra Paesi europei, costringendo sistemi come quello italiano a possibili scelte drammatiche: alzare a propria volta i prezzi (e quindi una spesa già fuori controllo) per non rimanere indietro nell’accesso all’innovazione, o rischiare di vedersi esclusi dalle cure più avanzate.

Giovanni Rodriquez

06 Febbraio 2026

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