Disabilità. Nella PA 178mila posti scoperti. “Prioritario superare le disfunzioni e investire sull’inclusione”. Le proposte della Fp Cgil

Disabilità. Nella PA 178mila posti scoperti. “Prioritario superare le disfunzioni e investire sull’inclusione”. Le proposte della Fp Cgil

Disabilità. Nella PA 178mila posti scoperti. “Prioritario superare le disfunzioni e investire sull’inclusione”. Le proposte della Fp Cgil

Nella Pa restano vacanti 178.328 posti riservati alle persone con disabilità, pari al 30,1% della quota prevista. La Fp Cgil chiede dati sull’inclusione reale, sportelli di ascolto, smart working come scelta e un rafforzamento del sistema per superare le disfunzioni e garantire diritti sostanziali

“Dobbiamo avere il coraggio di dirlo: le nostre Pubbliche Amministrazioni non stanno facendo ancora abbastanza. Abbiamo leggi bellissime, considerate anche tra le più avanzate in Europa. Assumiamo per dovere di legge, ma poi ci dimentichiamo di accogliere”. 

Lo ha detto il Segretario generale Fp Cgil Federico Bozzanca nel corso dell’iniziativa promossa a Roma dalla Funzione pubblica della Cgil dal titolo ‘disabilità e lavoro pubblico, tra principio di uguaglianza e inclusione concreta’.

“Nel decennio 2011-2021 si è registrato a livello globale un aumento considerevole delle persone con disabilità. Sono poche nel mercato del lavoro e vengono pagate meno (le donne peggio degli uomini). A livello nazionale, nel 2023, le scoperture temporanee dichiarate ammontavano a 178.328 posizioni, pari al 30,1% della quota di riserva complessiva (dati XII relazione al Parlamento sullo stato di attuazione legge 68-99). Vuol dire che, in Italia, 178.328 persone potrebbero lavorare nella Pubblica amministrazione ma a causa delle disfunzioni del sistema non riescono a farlo”, ha osservato Bozzanca.

Quanto alle proposte, ha spiegato il Segretario generale Fp Cgil, “è necessario avere dati sulla collocazione ed effettiva inclusione del personale presente che ha una disabilità, come viene utilizzato e informazioni sulle condizioni di lavoro. Occorre prevenire, inoltre, il diffuso fenomeno delle dimissioni. Nei Siti delle Amministrazioni occorrerebbe prevedere una collocazione evidente e facilmente individuabile per informazioni specifiche, norme, circolari utili, nuove procedure e contatti per i dipendenti con disabilità; individuare pratiche efficaci per accedere ad accomodamenti ragionevoli tra cui l’accesso allo smartworking o il telelavoro. Chiediamo che lo Smart working sia una scelta di libertà e autonomia, non un confino domiciliare. Inoltre, serve coinvolgere l’Organismo paritetico per l’innovazione sulle problematiche delle persone con disabilità impiegate. E chiediamo, con forza, che nei territori si sviluppino Sportelli di ascolto: luoghi dove il lavoratore e la sua famiglia possano trovare una rete, un supporto contro il mobbing, un consiglio su come conciliare le cure con la carriera. Un luogo dove l’amministrazione e il sindacato possano lavorare insieme”.

“Le persone con disabilità vivono l’inserimento e il mantenimento nel posto di lavoro con difficoltà, in un panorama del mercato del lavoro generale del nostro Paese che evidenzia profonde disuguaglianze”, ha osservato Maria Grazia Gabrielli, Segretaria nazionale Cgil. “Non bisogna parlare più solo del dato quantitativo: finché le analisi non assumono anche un criterio di ordine qualitativo non potremmo certamente dire che la condizione reale delle persone, e quindi anche delle persone con disabilità, stia realmente cambiando. Le leggi ci sono, serve un cambio di approccio: come passare dal diritto formale ad un diritto sostanziale, al lavoro per le persone con disabilità: è questo il grande tema. Occorre altresì affrontare il problema del disallineamento che c’è tra il lavoro delle procedure di collocamento previste dalla legge 68 e le nuove misure e procedure, compresa la nuova valutazione della disabilità, che deriva dal decreto legislativo 62-2024. Occorre capire come allineiamo fattori e condizioni perché da queste nuove normative non derivi disagio per le persone con disabilità e le proprie famiglie. Centrale, inoltre, appare il ruolo dei Centri per l’impiego e, più complessivamente, il rafforzamento della Pubblica amministrazione, perché significa dotare la Pa di quanto ha bisogno per farla diventare un sistema efficace ed efficiente. La misura con cui si valuta la qualità costituzionale dell’amministrazione passa anche attraverso il come si fa e come si produce realmente inclusione”.

23 Febbraio 2026

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