FVG. Riccardi: “Serve coraggio per riformare un sistema non più adeguato”

FVG. Riccardi: “Serve coraggio per riformare un sistema non più adeguato”

FVG. Riccardi: “Serve coraggio per riformare un sistema non più adeguato”

Appello per un’alleanza tra istituzioni, professionisti e cittadini per portare a termine un cambiamento più orientato verso la cronicità. “Non può esistere una sanità per ogni territorio”, ha sottolineato l’assessore. “Difendere piccoli numeri sotto le soglie di sicurezza non tutela i cittadini

“Il Friuli-Venezia Giulia mantiene i livelli essenziali di assistenza e sta affrontando con coraggio una trasformazione che altre stagioni politiche hanno rinviato. Per raggiungere questo obiettivo c’è bisogno di creare una alleanza tra istituzioni, professionisti e comunità con l’intento di ricalibrare un sistema che va sempre più verso la cronicità”. Lo ha affermato a Sacile l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, intervenendo ieri all’incontro pubblico dedicato al funzionamento delle Case di comunità, ospitato nell’ex chiesa di San Gregorio.

Nel corso di un confronto partecipato con cittadini e operatori, durante il quale sono intervenuti il sindaco di Sacile Carlo Spagnol, il direttore generale di Asfo Giuseppe Toniutti, il direttore della Sores Giulio Trillò e il direttore del distretto sanitario del Livenza Barbara Miglietta, Riccardi ha richiamato il contesto nazionale in cui si colloca la riorganizzazione del sistema sanitario. “Siamo nel momento più difficile della storia del Servizio sanitario nazionale. Dopo la pandemia è emerso, con evidenza, che il modello costruito negli anni era fortissimo sull’ospedale per acuti, ma fragile sulla cronicità e sull’integrazione sociosanitaria. Oggi viviamo più a lungo e i bisogni sono cambiati: non possono essere affrontati con gli strumenti del passato”, le sue parole rilanciate in una nota dell’ufficio stampa della Giunta regionale.

L’assessore ha ribadito che la revisione della rete ospedaliera significa specializzare i nosocomi esistenti all’interno di un disegno organico che metta al centro sicurezza e qualità delle cure. “Non può esistere una sanità per ogni territorio – ha sottolineato Riccardi – in una regione di 1,2 milioni di abitanti. Le alte complessità richiedono casistica adeguata, tecnologie e professionisti. Difendere piccoli numeri sotto le soglie di sicurezza non tutela i cittadini”.

Riccardi ha citato i dati dell’Agenas per evidenziare come il mancato raggiungimento dei volumi minimi incida sugli indicatori di qualità, richiamando in particolare l’ambito oncologico, dove l’aspettativa di vita è in costante crescita e la patologia è ormai assimilabile a una condizione cronica. “Il nostro compito è evitare interventi ripetuti e garantire percorsi sicuri, anche quando questo comporta scelte impopolari”.

Ampio spazio è stato dedicato alla sanità territoriale e all’attuazione del DM 77, che prevede Case di comunità, Ospedali di comunità e Centrali operative territoriali. “È una riforma condivisa da Governo e Regioni – ha ricordato – che punta a intercettare il bisogno prima che diventi emergenza e a ridurre l’accesso improprio ai Pronto soccorso contrastando l’inappropriatezza che negli ultimi hanno ha visto un aumento dell’attività’ prescrittiva di oltre il 40%”.

Sul fronte del personale, l’assessore ha evidenziato il tema demografico e la necessità di rendere attrattivo il sistema regionale: “I giovani professionisti scelgono contesti dove possono crescere. Abbiamo investito risorse importanti, con una manovra triennale da 120 milioni di euro per la valorizzazione del capitale umano, dopo aver rafforzato l’autonomia finanziaria della Regione”.

Riccardi ha inoltre richiamato la centralità dell’integrazione tra sanitario e sociale, in particolare sul tema della non autosufficienza: “Continuiamo a parlare troppo di ospedali e poco di qualità della vita. L’invecchiamento impone di ripensare l’offerta, rafforzando i servizi territoriali e la presa in carico”.

In chiusura l’assessore ha rivolto un appello al rispetto per il lavoro dei professionisti della sanità e alla costruzione di un’alleanza con le comunità locali: “Non esiste un modello di destra o di sinistra. Questa è l’ultima occasione per salvaguardare un diritto costituzionale, evitando che si creino cittadini di serie A e di serie B. Stiamo facendo scelte difficili con serietà e determinazione, ascoltando tutti, ma con la responsabilità di decidere”.

26 Febbraio 2026

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