È la biologia spaziale, la disciplina che consente di “mappare” con precisione l’architettura dei tumori e le loro interazioni con il sistema immunitario, una delle linee di ricerca centrali del nuovo polo d’eccellenza dell’Irccs Fondazione Pascale inaugurato oggi a Mercogliano, in provincia di Avellino. Il laboratorio, realizzato grazie a una donazione della Fondazione Irti, è il primo nel Sud Italia interamente dedicato all’immunoncologia e punta a studiare i meccanismi di resistenza alle cure e a sviluppare terapie sempre più personalizzate.
Nel nuovo centro convergono alcune delle linee di ricerca più promettenti della medicina di precisione: dall’analisi del microbioma alla profilazione genetica dei pazienti (gene signature), fino all’identificazione di nuovi biomarcatori molecolari.
“Qui convergono le linee di ricerca più promettenti: dall’analisi del microbioma alla profilazione genetica dei pazienti (gene signature), fino all’identificazione di nuovi biomarcatori molecolari – dichiara Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all’Università Federico II di Napoli e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli -. Ma la linea di ricerca più avanzata che stiamo esplorando è la biologia spaziale, una disciplina rivoluzionaria che permette di studiare il microambiente tumorale con una precisione chirurgica. Mentre la genomica tradizionale analizza i tessuti come in un ‘frullato’ di cellule, la biologia spaziale permette di mantenere intatta l’architettura del tumore, preservandone il contesto topografico. Grazie a strumentazioni di ultima generazione siamo quindi in grado di mappare non solo la presenza delle cellule tumorali, ma la loro interazione geografica con il sistema immunitario”.
Il laboratorio, spiegano dall’Istituto, rappresenta un vero ecosistema di innovazione che coinvolge l’intero team di ricerca guidato da Ascierto, tra cui Gabriele Madonna, Domenico Mallardo, Caterina Costa e Mariaelena Capone, sotto la direzione scientifica di Alfredo Budillon.
“Con questo laboratorio facciamo un ulteriore salto di qualità nella medicina di precisione – afferma Budillon -. Non ci limitiamo più a osservare le cellule tumorali in modo isolato, ma ne studiamo l’architettura spaziale. Questo può aiutarci a comprendere perché alcuni pazienti rispondono alle cure e altri no, nel solco di terapie sempre più personalizzate che riducono gli effetti collaterali e massimizzano l’efficacia dei trattamenti. È un traguardo importante che si integra nel centro di Mercogliano, dove abbiamo centralizzato le principali piattaforme tecnologiche dell’Istituto, rafforzando ulteriormente il ruolo del Pascale come riferimento internazionale”.
La realizzazione del laboratorio è legata alla storia della Fondazione Irti che ha destinato complessivamente 400mila euro all’acquisto di tecnologie avanzate per la ricerca oncologica.
“Abbiamo fortemente voluto che questo investimento restasse al Sud e trovasse casa nel talento dei ricercatori dell’Irccs Pascale – conclude il presidente della Fondazione, Natalino Irti -. Trasformare una sofferenza privata in una risorsa collettiva è il modo più nobile per onorare la memoria e il futuro. Sapere che queste tecnologie porteranno nuove opportunità di cura per i pazienti è, per la nostra Fondazione, il risultato più prezioso”.