Intelligenza artificiale. Salute mentale e IA generativa: tre priorità dell’Oms per ridurre i rischi e tutelare gli utenti

Intelligenza artificiale. Salute mentale e IA generativa: tre priorità dell’Oms per ridurre i rischi e tutelare gli utenti

Intelligenza artificiale. Salute mentale e IA generativa: tre priorità dell’Oms per ridurre i rischi e tutelare gli utenti

L’uso crescente dell’IA come supporto emotivo senza adeguate evidenze preoccupa gli esperti. Da un workshop internazionale promosso dall’OMS emergono tre raccomandazioni per governance, valutazione degli impatti e progettazione degli strumenti

Riconoscere l’uso dell’IA generativa come una questione di salute pubblica, integrare la salute mentale nelle valutazioni d’impatto e co-progettare gli strumenti con esperti e utenti. Sono queste le tre priorità individuate da oltre 30 esperti internazionali riuniti il 29 gennaio 2026 in un workshop promosso dal Delft Digital Ethics Centre (DDEC) della TU Delft, Centro Collaborativo dell’Oms per l’IA nella governance sanitaria.

L’incontro, organizzato come evento pre-vertice dell’India AI Impact Summit 2026 con il supporto dell’Organizzazione mondiale della sanità, ha coinvolto ricercatori, decisori politici, clinici e attivisti, mettendo al centro i rischi legati alla diffusione dell’IA generativa come supporto emotivo, soprattutto tra i giovani.

“Poiché l’IA interagisce sempre più con le persone in momenti di vulnerabilità emotiva, noi, come Oms, e i nostri stakeholder dobbiamo garantire che questi sistemi siano progettati e gestiti ponendo al centro la sicurezza, la responsabilità e il benessere umano”, ha dichiarato Alain Labrique, direttore del Dipartimento Dati, Salute Digitale, Analisi e Intelligenza Artificiale dell’Oms.

La prima raccomandazione riguarda il riconoscimento dell’IA generativa come problema di salute mentale pubblica. Secondo gli esperti, governi, sistemi sanitari e industria devono sviluppare risposte coordinate che considerino tutte le soluzioni di IA generativa, non solo quelle esplicitamente sanitarie.

La seconda priorità è l’integrazione della salute mentale nei processi di valutazione e monitoraggio delle tecnologie di IA. L’obiettivo è comprendere meglio gli effetti sui determinanti di salute, sugli esiti clinici a breve termine e su quelli a lungo termine, come la dipendenza emotiva. “Abbiamo bisogno di investimenti indipendenti per testare questi effetti”, ha sottolineato uno dei partecipanti.

Terzo punto, la co-progettazione degli strumenti di IA destinati al supporto psicologico, che devono essere sviluppati insieme a esperti di salute mentale e persone con esperienza diretta, inclusi i giovani, e basati sulle migliori evidenze disponibili. Centrale anche l’adattamento ai contesti culturali e linguistici e la definizione di sistemi chiari per la gestione delle crisi e la responsabilità, come evidenziato da Caroline Figueroa della TU Delft.

“Ci troviamo in un momento critico”, ha osservato Sameer Pujari, responsabile IA dell’Oms “Il ritmo di adozione dell’IA nella vita quotidiana delle persone ha superato di gran lunga gli investimenti nella comprensione del suo impatto sulla salute mentale. Colmare questo divario richiede un’azione coordinata e risorse dedicate sia dal settore pubblico che da quello privato.”

Una sfida che richiede un approccio interdisciplinare. “Ridurre al minimo i rischi derivanti dall’intelligenza artificiale generativa per la salute mentale, massimizzando al contempo i benefici, richiede di riunire le voci delle persone più colpite, le competenze cliniche e di ricerca, i quadri normativi e di governance e i dati per favorire la comprensione. L’OMS si impegna a garantire che il benessere degli utenti rimanga al centro dell’evoluzione di questi strumenti”, ha aggiunto Kenneth Carswell del Dipartimento per le malattie non trasmissibili e la salute mentale.

23 Marzo 2026

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