Obesità e ictus. Il peso in eccesso moltiplica il rischio cerebrovascolare, anche tra i più giovani

Obesità e ictus. Il peso in eccesso moltiplica il rischio cerebrovascolare, anche tra i più giovani

Obesità e ictus. Il peso in eccesso moltiplica il rischio cerebrovascolare, anche tra i più giovani

Il peso in eccesso è responsabile fino al 10-15% degli ictus ischemici e può incidere anche prima dei 50 anni. In Italia fino a 15mila casi l’anno correlati a sovrappeso e obesità. L’allarme di A.L.I.Ce. Italia Odv nel mese della prevenzione

L’obesità è ormai riconosciuta come un importante fattore di rischio per l’ictus e per le malattie cardiovascolari in generale. Numerose evidenze scientifiche mostrano come l’aumento dell’indice di massa corporea (BMI) sia associato a un incremento progressivo del rischio di ictus ischemico e cardiovascolare: le persone con obesità presentano rischio maggiore di ictus rispetto a persone con peso nella norma, anche indipendentemente da altri fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione e diabete.

E questo problema si verifica non solo negli adulti: l’obesità in età giovanile è, infatti, associata a un aumento significativo del rischio di incorrere in un ictus precoce; diversi studi dimostrano che essere in sovrappeso o obesi in giovane età (fascia compresa tre i 20 e i 40 anni) comporta un rischio aumentato di oltre 1,8 volte, rispetto a coetanei con peso normale. Ulteriori dati suggeriscono che l’obesità in adolescenza può essere associata a un rischio fino a 2-3 volte maggiore di ictus prima dei 50 anni.

Risultati che sottolineano l’importanza di iniziare precocemente la prevenzione dei fattori di rischio, non solo nelle persone adulte e anziane, ma già in età adolescenziale.

A puntare i riflettori sul tema dell’obesità come fattore di rischio modificabile per l’ictus è A.L.I.Ce. Italia Odv (Associazione per la Lotta all’Ictus cerebrale) in occasione del Mese di aprile dedicato alla Prevenzione dell’Ictus Cerebrale.

Secondo stime epidemiologiche internazionali, circa il 10-15% dei casi di ictus ischemico può essere attribuito all’eccesso di peso corporeo. Considerando che in Italia si registrano ogni anno circa 120mila nuovi casi di ictus, ciò significa che fino a 15mila eventi potrebbero essere correlati direttamente o indirettamente a sovrappeso e obesità.

“La scienza clinica ci dimostra in modo chiaro ed evidente come l’obesità vada considerata fattore di rischio importante e modificabile per l’ictus cerebrale – dichiara il Prof. Danilo Toni, Direttore Unità Trattamento Neurovascolare Policlinico Umberto I di Roma e Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico di A.L.I.Ce. Italia Odv – e questo rischio non riguarda solo le persone anziane ma si estende anche alle fasce giovanili: intervenire presto, con prevenzione e attraverso stili di vita salutari, può ridurre significativamente l’incidenza della patologia nella popolazione”.

L’obesità non ha solo un impatto clinico ma comporta anche forti conseguenze economiche: si stima che in Italia l’obesità comporti costi complessivi di oltre 13 miliardi di euro all’anno, comprendendo spese dirette per ricoveri, visite e farmaci e costi indiretti come perdita di produttività lavorativa. Le complicanze cardio-cerebrovascolari, tra cui l’ictus cerebrale, costituiscono una parte rilevante di questi costi: stime italiane evidenziano come gli eventi cardio-cerebrovascolari correlati all’obesità generino oltre 2 miliardi di euro l’anno di spesa sanitaria diretta, senza considerare il costo della riabilitazione, dell’assistenza a lungo termine e della disabilità post-ictus.

Le linee guida italiane di prevenzione e trattamento dell’ictus cerebrale confermano l’importanza di intervenire sui fattori di rischio modificabili per ridurre l’incidenza di questa patologia nella popolazione.

in particolare, si raccomanda di:

•          promuovere stili di vita salutari con alimentazione equilibrata, riduzione della massa corporea in eccesso e attività fisica regolare;

•          controllare i principali fattori di rischio cardiovascolare, come ipertensione, diabete e dislipidemia, strettamente associati all’obesità;

•          mettere in atto interventi di prevenzione primaria che includono la gestione del peso corporeo e della sedentarietà come strumenti efficaci per ridurre il rischio complessivo di eventi cerebrali acuti.

Le linee guida raccomandano anche la valutazione del BMI e dei fattori metabolici come parte integrante del programma di screening e prevenzione, suggerendo riduzioni di peso progressive e sostenibili nelle persone sovrappeso od obese per ridurre il rischio di recidive e complicanze cardio-cerebrovascolari.

“Come A.L.I.Ce. Italia OdV sentiamo sempre la responsabilità di portare all’attenzione pubblica quei fattori di rischio che possono essere modificati e che, se affrontati in tempo, possono evitare sofferenza, disabilità e costi sociali enormi – conclude il presidente Andrea Vianello – dedicare  il mese di aprile all’obesità significa ribadire il nostro impegno quotidiano nella prevenzione dell’ictus: informare, sensibilizzare, promuovere stili di vita salutari e sostenere percorsi di cura integrati con l’obiettivo di ridurre l’onere clinico, sociale ed economico dell’ictus cerebrale”.

31 Marzo 2026

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