TFS dei dipendenti pubblici: il Governo metta fine al sequestro di un bene personale

TFS dei dipendenti pubblici: il Governo metta fine al sequestro di un bene personale

TFS dei dipendenti pubblici: il Governo metta fine al sequestro di un bene personale

Gentile Direttore, nel corso della conferenza stampa organizzata nei giorni scorsi dall’On. Alfondo Colucci alla Camera dei deputati, come COSMED abbiamo condiviso la richiesta di un intervento urgente del Governo per far sì che il Trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici venga pagato subito...

Gentile Direttore,
nel corso della conferenza stampa organizzata nei giorni scorsi dall’On. Alfondo Colucci alla Camera dei deputati, come COSMED abbiamo condiviso la richiesta di un intervento urgente del Governo per far sì che il Trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici venga pagato subito. Non possiamo più accettare il sequestro di un bene personale, a tutti gli effetti di un salario differito del lavoratore, come ribadito dalla Consulta, che perdura dal 1997, ben 30 anni!

Inizialmente era previsto un differimento di dodici mesi, successivamente nel 2010 è iniziata la restituzione a rate (poi dilatata nel 2014) con un ulteriore allungamento dei termini. Attualmente è prevista una restituzione a trances di 50.000 euro lordi da erogarsi dopo 12 ,24 e 36 mesi per le pensioni di vecchiaia e di dopo 24, 36 e 48 mesi per quelle di anzianità. Un’ulteriore dilazione è stata poi prevista nel 2025 con l’allungamento del limite ordinamentale dai 65 ai 67 anni.

Le disposizioni della legge di bilancio per il 2026che ha ridotto da dodici a nove mesi l’erogazione della prima rata solo per le pensioni di vecchiaia, giudicate peraltro insufficienti dalla Corte Costituzionale, in realtà costituiscono un’ulteriore penalizzazione. Infatti l’anticipo di tre mesi pregiudica il beneficio fiscale pari al 1,5% per ritardato pagamento previsto dal DL 4/2019. In definitiva l’anticipo di tre mesi comporta un costo pari a un interesse del 6% annuo ben superiore agli anticipi che erogano gli Istituti bancari. La Corte Costituzionale dopo aver definito il sequestro delle liquidazioni dei dipendenti pubblici nel 2019 (sentenza 159) e nel 2023 (sentenza 130) come illegittimo e incostituzionale e invitato il legislatore a intervenire, con l’ultima ordinanza n. 25 del 5 marzo 2026, ha intimato al legislatore di provvedere entro il 14 gennaio 2027.

È evidente che un’ulteriore dilazione può comportare la condanna dell’Inps innescando un fiume di cause risarcitorie mentre non è da escludere un intervento anche da parte della Corte di Giustizia Europea.

Sui costi dell’operazione si sta giocando con i numeri che appaiono inverosimili e incoerenti: se infatti il costo dell’anticipo di 3 mesi previsto dalla legge di bilancio per il 2026 veniva quantificato nella relazione tecnica in 320 milioni, risulta incomprensibile la cifra di 16 miliardi dichiarata dall’INPS in sede di discussione presso la suprema Corte. Inoltre si sta perpetrando da quasi 30 anni una odiosa discriminazione tra dipendenti pubblici e privati visto che questi ultimi percepiscono il trattamento di fine rapporto entro 3 mesi dalla cessazione. La differenza è dovuta al fatto che il TFS/TFR dei dipendenti pubblici non viene accantonato, ma confluisce indistinto nelle Tesorerie dello Stato alla mercè delle leggi di bilancio che negli ultimi decenni hanno attinto dai risparmi personali dei dipendenti pubblici per utilizzarli per altre categorie e finalità.

La presenza nella Conferenza stampa di tutte le principali Confederazioni sindacali della Dirigenza e del Comparto della pubblica amministrazione costituisce un forte e incoraggiante segnale unitario da perseguire nei prossimi mesi. Del resto la presenza di Disegni di legge bipartisan è un presupposto credibile per superare una questione di grave illegittimità che mina la credibilità delle Istituzioni.

Giorgio Cavallero
Segretario Generale Cosmed

10 Aprile 2026

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