Collaborare non fa rima con burocrazia

Collaborare non fa rima con burocrazia

Collaborare non fa rima con burocrazia

Gentile Direttore, abbiamo letto con attenzione la replica della SIMEU sul modello ligure di gestione dei ricoveri urgenti e del boarding.

Gentile Direttore,

abbiamo letto con attenzione la replica della SIMEU sul modello ligure di gestione dei ricoveri urgenti e del boarding.  Ne condividiamo il tono e lo spirito laddove richiama tutti a evitare contrapposizioni tra specialità e a ricercare soluzioni comuni, e quando afferma che “nessuno, e men che mai i Medici d’Emergenza Urgenza, intendono disconoscere o sottovalutare il ruolo della Medicina Interna”.   L’approccio internistico, lo ribadiamo, non rappresenta un ostacolo procedurale, ma una risorsa clinica essenziale nella gestione dei pazienti complessi, fragili e pluripatologici.  Soprattutto in quell’ampia area di pazienti “di confine”, nei quali la complessità internistica non è accessoria bensì centrale, e rispetto ai quali il coinvolgimento dell’internista non costituisce una mortificazione delle competenze altrui, bensì un elemento di appropriatezza clinica, di integrazione professionale e di garanzia per il malato.

La storica collaborazione tra MEU e Internisti non deve essere quindi letta come limitazione dell’autonomia professionale, ma come integrazione di competenze nell’interesse del paziente. La vera criticità non è il confronto tra specialisti, bensì l’assenza di modelli organizzativi condivisi, sostenibili e capaci di governare la complessità assistenziale, che la DGR ha avuto il merito di affrontare.  

Comprendiamo la preoccupazione espressa da SIMEU rispetto al rischio di burocratizzare il lavoro dei Medici.  Siamo i primi nemici della burocrazia, sia in Pronto Soccorso sia in tutte le altre attività dell’ospedale.   

Ma proprio per questo occorre distinguere con chiarezza tra burocrazia inutile e percorsi clinico-organizzativi strutturati. Una consulenza ben definita, collocata nei casi appropriati, con criteri trasparenti e tempi compatibili con l’urgenza, non è un appesantimento: è uno strumento di responsabilità condivisa.  

Criterio che dovrebbe valere per tutte le discipline, come recita la DGR Liguria:

Le Direzioni Sanitarie definiscono protocolli operativi finalizzati a garantire la presa in carico diretta e tempestiva del paziente da parte della disciplina competente con il coinvolgimento precoce delle unità operative di riferimento ivi compresa la medicina interna”.  

Confronto e condivisione, senza burocrazia. Sta a tutti noi collaborare e snellire le procedure.

La recente DGR e il conseguente e fitto scambio epistolare hanno messo i problemi del PS e della gestione dei ricoveri al centro dell’attenzione: quello che abbiamo definito il “Laboratorio Liguria”, per un confronto che andrebbe esteso a tutto il SSN.

FADOI conferma la propria piena disponibilità a un dialogo serio e paritario con SIMEU e con le istituzioni, affinché si costruiscano percorsi chiari, appropriati e realmente utili ai cittadini. Crediamo che sia giunto il momento di studiare, insieme, soluzioni condivise.

Andrea Montagnani

Presidente Nazionale FADOI

Paola Gnerre

Presidente Eletto Nazionale FADOI

Francesco Dentali

Presidente Fondazione FADOI

22 Aprile 2026

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