Vaccini. The Big Catch-Up supera 100 mln di dosi: raggiunti 18,3 mln di bambini, ma restano ampie lacune

Vaccini. The Big Catch-Up supera 100 mln di dosi: raggiunti 18,3 mln di bambini, ma restano ampie lacune

Vaccini. The Big Catch-Up supera 100 mln di dosi: raggiunti 18,3 mln di bambini, ma restano ampie lacune

Recuperati milioni di minori non vaccinati dopo la pandemia, con 12,3 milioni di “zero dosi”. Persistono però forti criticità: ogni anno 14,3 milioni di neonati restano senza vaccini. L’allarme di Oms, Unicef e Gavi su coperture di routine e rischio focolai

Oltre 100 milioni di dosi somministrate e 18,3 milioni di bambini tra 1 e 5 anni raggiunti in 36 Paesi: è il bilancio del Big Catch-Up, la più grande iniziativa globale di recupero vaccinale lanciata nel 2023 per contrastare il calo delle coperture causato dalla pandemia. Tra i minori vaccinati, 12,3 milioni erano “zero dosi”, cioè mai immunizzati prima, mentre 15 milioni non avevano mai ricevuto il vaccino contro il morbillo.

L’iniziativa, conclusa il 31 marzo 2026, è sulla buona strada per centrare l’obiettivo di raggiungere almeno 21 milioni di bambini non vaccinati o sottovaccinati. Un risultato rilevante, ma che non basta a colmare un divario che resta strutturale: secondo le agenzie internazionali, ogni anno circa 14,3 milioni di bambini sotto l’anno di età nel mondo non ricevono neppure una dose attraverso i programmi di routine.

In occasione della Settimana Mondiale dell’Immunizzazione 2026, Gavi, OMS e UNICEF, rilanciano con la campagna “Per ogni generazione, i vaccini funzionano”, ribadendo la priorità di raggiungere i bambini zero dosi e ridurre le disuguaglianze, soprattutto nei contesti più fragili. L’obiettivo resta quello indicato dall’Agenda Immunizzazione 2030: coperture più eque e sistemi in grado di non lasciare indietro nessuno.

Il programma, promosso da Gavi, OMS e UNICEF, ha riguardato in particolare 36 Paesi tra Africa e Asia che da soli concentrano il 60% dei bambini “zero dosi” a livello globale. Le interruzioni dei servizi sanitari durante il COVID-19 hanno aggravato una situazione già critica, ampliando la platea di minori esclusi dalle vaccinazioni.

Per la prima volta, l’intervento ha puntato in modo sistematico anche sui bambini tra 1 e 5 anni che avevano perso le vaccinazioni nel primo anno di vita, rafforzando i sistemi per identificarli, vaccinarli e monitorare le coperture. Complessivamente, sono state somministrate anche 23 milioni di dosi di vaccino antipolio inattivato (IPV), contribuendo agli obiettivi di eradicazione.

I risultati più significativi arrivano da diversi Paesi africani e asiatici: Burkina Faso, Etiopia, Kenya, Niger, Pakistan, Tanzania e Zambia, tra gli altri, hanno raggiunto oltre il 60% dei bambini zero dosi sotto i cinque anni che avevano saltato la prima dose di DTP. In Etiopia oltre 2,5 milioni di bambini sono stati vaccinati con DTP1, insieme a quasi 5 milioni di dosi di IPV e oltre 4 milioni di vaccini contro il morbillo. In Nigeria, invece, sono stati raggiunti 2 milioni di bambini zero dosi e somministrate 3,4 milioni di dosi di IPV.

“Come il più grande sforzo internazionale mai realizzato per raggiungere i bambini non vaccinati con vaccini salvavita, il Big Catch-Up dimostra cosa è possibile quando governi, partner e comunità lavorano insieme per proteggere i più vulnerabili,” ha dichiarato la CEO di Gavi, Sania Nishtar.

“Proteggendo i bambini che avevano perso le vaccinazioni a causa delle interruzioni dei servizi sanitari durante il COVID-19, il Big Catch-Up ha contribuito a rimediare a una delle principali conseguenze negative della pandemia – ha affermato il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus – il successo dell’iniziativa è una testimonianza del lavoro degli operatori sanitari e dei programmi nazionali di immunizzazione, oggi meglio attrezzati per individuare e vaccinare i bambini non raggiunti dai servizi di routine”.

“I vaccini salvano vite” ha aggiunto la direttrice esecutiva dell’UNICEF Catherine Russell. “Questa iniziativa dimostra cosa è possibile quando i Paesi dispongono di risorse, strumenti e volontà politica per raggiungere i bambini con vaccini salvavita. Abbiamo recuperato parte dei bambini che avevano perso le vaccinazioni durante la pandemia, ma molti altri restano esclusi. I risultati ottenuti devono essere consolidati investendo in sistemi vaccinali solidi e affidabili, soprattutto mentre il morbillo è in ripresa”.

Ed è proprio questo il nodo centrale. Le agenzie sottolineano che le campagne straordinarie di recupero non possono sostituire i programmi di immunizzazione di routine, che restano la strategia più efficace e sostenibile. Le lacune croniche nelle coperture stanno già producendo effetti evidenti: nel 2024 si sono registrati circa 11 milioni di casi di morbillo a livello globale e il numero di Paesi con grandi focolai è quasi triplicato rispetto al 2021.

A pesare sono anche fattori strutturali: crescita demografica, conflitti, spostamenti forzati, tagli ai finanziamenti e sistemi sanitari sotto pressione. In questo contesto, avvertono OMS, UNICEF e Gavi, mantenere e rafforzare gli investimenti nei programmi vaccinali sarà decisivo per evitare nuove crisi sanitarie.

24 Aprile 2026

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