Gentile Direttore, è da poco stato pubblicato dal Ministero della Salute – Ufficio di statistica "Rapporto sulla salute mentale. Anno 2024” (“Rapporto”) già commentato dal collega Andrea Angelozzi (QS, 24 aprile 2026) del quale condivido analisi e valutazioni. Su un punto, quello delle risorse mi pare necessario richiamare l’attenzione.
Gentile Direttore,
È da poco stato pubblicato dal Ministero della Salute – Ufficio di statistica il “Rapporto sulla salute mentale. Anno 2024” (“Rapporto”) già commentato dal collega Andrea Angelozzi (QS, 24 aprile 2026) del quale condivido analisi e valutazioni. Su un punto, quello delle risorse mi pare necessario richiamare l’attenzione. Come si vede in tabella in termini assoluti la spesa 2024, pur migliorata rispetto al 2022, è inferiore rispetto al 2016. Rispetto al Fondo Sanitario Nazionale (FSN), la percentuale dedicata alla salute mentale diviene del 2,72% (-0,52%) ben lontano dal teorico 5%.
Tabella dei Costi
Anno Rapporto
2016
2022
2024
Costi tot. in Euro migliaia
3.824.693
3.589.234
3.764.451
Costi Att. Ambulatoriale e domiciliare in Euro migliaia
1.725.712 (47,8%)
1.464.660 (43,1%)
1.572.870 (44%)
Costi Semiresidenze in Euro migliaia
472.217
397.467
404.216
Costi Residenze in Euro migliaia
1.407.865 (39%)
1.533.051 (45,1%)
1.595.347 (44,6%)
Costi Strutture Ospedaliere in Euro migliaia
218.899
194.056
192.018
Costo medio pro capite in Euro
75,5
71,9
75,2
Fondo Sanitario Nazionale (FSN) in Euro miliardi
111
132
138
% per la salute mentale/FSN
3,24%
2,57%
2,72%
Tenendo conto dell’inflazione maturata nel periodo 18,8%, per ottenere la stessa quantità di beni e servizi del 2016, nell’anno 2023 sarebbero serviti 4.280 milioni (+516 milioni) e la spesa pro capite nell’anno passare da 75,2 a 89,7 Euro.
Il finanziamento della salute mentale rispetto al Fondo Sanitario Nazionale e all’inflazione evidenzia come alle responsabilità dei diversi governi nazionali si associno scelte allocative delle singole regioni. Una questione che affonda le radici nel passato con spirito costruttivo occorre guardare al presente e al futuro.
La legge di bilancio 2026 definisce un finanziamento dedicato alla salute mentale di 80 milioni per il 2026, 85 per il 2027 e 90 per il 2028. Di questi 30 milioni di Euro sono per le assunzioni di personale.
Il 22 aprile scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento di Finanza Pubblica (DFP) 2026 nel quale in valore assoluto, la spesa sanitaria prevista è di € 148.522 milioni, con un incremento di € 6.983 milioni (+4,9%) rispetto all’anno precedente. La previsione di spesa sanitaria è di € 151.222 milioni nel 2027 (+1,8% rispetto al 2026). Nel 2028 è prevista di € 155.059 milioni nel 2028 e di € 159.443 milioni nel 2029.
E’ quindi fondamentale che una percentuale (2 o 3,4 o 5 o l’8,5%?) del Fondo Sanitario Nazionale vada alla salute mentale. Ad esempio, se la percentuale della salute mentale fosse del 3,4% del FSN, l’ammontare del finanziamento dovrebbe essere per il 2026 di 5.049 milioni, per il 2027 di 5.141 milioni, per il 2028 di 5.272 milioni, e 5.421 milioni nel 2029.
Un’ultima considerazione sul personale. Secondo i dati del Conto Annuale – Tabella 1D e Tabella 1Dbis riportata nel Rapporto al 31/12/2023 il personale complessivo dei DSM ammonta a 33.142 unità con un aumento di 775 unità (+2,4%) rispetto all’anno precedente. Un dato positivo che tuttavia è ancora al di sotto di quello del 2015 (meno 1.888 unità pari a -5,4%) e inferiore rispetto ai parametri Agenas del 2022 elaborati dalla SIEP (Fabrizio Starace, QS 13 gennaio 2023) in base ai quali i DSM dovrebbero poter contare su 41.448 operatori (83 unità TPE per 100.000 abitanti).
Un divario molto rilevante di 8.306 cui va aggiunto il personale per attuare i programmi e le azioni proposte dal PASM per un totale stimato di circa 15 mila operatori.
Con i 30 milioni previsti come strutturali per il personale dalla legge di Bilancio 2026, potranno essere assunti, in relazione alle qualifiche, all’incirca 450 operatori. Siamo quindi molto distanti alle necessità per rispondere ai crescenti bisogni dei cittadini, assicurare il diritto alla salute mentale e la sicurezza e qualità delle cure.
Serve attenzione della politica, delle istituzioni e delle direzioni aziendali, nonché la vigilanza delle direzioni dei DSM ma anche di utenti, familiari e stakeholder affinché venga assicurata alla salute mentale una precisa percentuale del Fondo Sanitario Nazionale, in relazione al PIL e all’inflazione definendo un ordine di priorità con un coerente planning economico.
Gentile Direttore,tra le tante richieste che mi arrivano ce n’è una illuminante che le riassume tutte: “Dottore, ho le gambe gonfie, mi manderebbe una impegnativa per visita angiologica?”. Questa richiesta,...
Gentile Direttore,la pubblicazione della Bozza del Piano Pandemico 2025-2029 rappresenta un momento di riflessione cruciale per la sanità pubblica italiana. Il documento, con il suo passaggio da un approccio "patogeno-centrico"...
Gentile Direttore,alla fine, ritenevo che mai sarebbe stata presentata, dopo tanti annunci, una riforma della medicina generale che prevedesse il passaggio alla dipendenza anche se parziale e volontaria nonché il...
Gentile Direttore,queste riflessioni prendono spunto da uno studio della SDA Bocconi su un panel di DG della sanità, con almeno 10 anni di permanenza nel ruolo, a cui è stato...