Ci sarà un Pedro anche in Italia?

Ci sarà un Pedro anche in Italia?

Ci sarà un Pedro anche in Italia?

Gentile Direttore, alla fine, ritenevo che mai sarebbe stata presentata, dopo tanti annunci, una riforma della medicina generale che prevedesse il passaggio alla dipendenza anche se parziale e volontaria nonché il passaggio all’università della formazione post-laurea ora gestita dalle Regioni…

Gentile Direttore,
alla fine, ritenevo che mai sarebbe stata presentata, dopo tanti annunci, una riforma della medicina generale che prevedesse il passaggio alla dipendenza anche se parziale e volontaria nonché il passaggio all’università della formazione post-laurea ora gestita dalle Regioni…”annunciazione…annunciazione”.

Ma alla fine il Ministro ha presentato delle slides che la tratteggiano.

Ha ragione Marina Sereni, responsabile sanità nella segreteria nazionale del PD, è difficile dare un giudizio organico in assenza di un testo articolato e completo, però qualche giudizio, come coraggiosamente ha formulato la rappresentanza sindacale dei medici della FP-CGIL Nazionale.

I fatti positivi sono dati dal fatto che la riforma pare che questa volta realmente venga presentata realmente e, secondo, che così si ristabilisce il portato della legge 48 della legge 833/78 istitutiva del SSN per il quale disponeva che l’assistenza della medicina di famiglia dovesse essere erogata da medici dipendenti o convenzionati; come è noto la parte dei medici dipendenti fu cassata dalla incompiuta Riforma Balduzzi che affidava ai solo medici a convenzione la gestione della medicina di base: si ritorna quindi ai concetti espressi dai nobili ed autorevoli padri della Riforma Sanitaria, così come è apprezzabile il passaggio dal pagamento per quota capitaria al raggiungimento di obiettivi, si spera di salute.

Ma qui finisce, per me, il giudizio positivo infatti la riforma annunciata è un’operazione si direbbe democristiana, che non è un giudizio negativo ma è una categoria politica, prendendo in prestito le parole dell’oca nel cartone animato Balto: “… non è cane non è lupo sa soltanto quello che non è, se solo capisse quello che è…”.

Ciò posto non comprendo le reazioni di una parte della rappresentanza medica i fatti oggettivi sono enunciati nella bozza di proposta la normalità della medicina di base è gestita dall’ACN, seppure riformata, speriamo questa volta sul serio non solo annunciata ma realizzata in ogni dove, la cassaforte, per alcuni, dell’ENPAM rimane, si in alcune funzioni, tutte da conoscere quali e perché solo quelle, alcuni volontari potranno optare per la dipendenza, da subito se in possesso di una specializzazione qualsiasi oltre la formazione regionale in medicina generale divenendo da subito dirigenti medici dipendenti del SSN.

Questo per la norma transitoria, ovviamente a regime bisognerà preliminarmente passare la formazione del medico di base dalle Regioni agli Atenei omogeneizzando completamente questi nuovi specializzandi al trattamento normoeconomico degli altri specializzandi, normare le modalità concorsuali per accedere a dirigente medico della medicina generale e di comunità, prevedere il trattamento contrattuale all’interno del CCNL della dirigenza medica e sanitaria e non uno specifico nuovo contratto.

Francamente non regge la norma transitoria è realmente antistorica, nega esperienze precedenti dal DPR 761/79 in poi, assurda e contradditoria si sceglierebbe così un medico di famiglia casomai con poca anzianità ma in possesso della specializzazione in medicina diciamo per esempio aerospaziale a un medico massimalista con anni di esperienza positiva che, casomai, già è docente a contratto nella Facoltà di Medicina: pazzesco nessuna vera Azienda farebbe mai questo pasticcio che nega il valore del lavoro svolto e della conseguente esperienza positiva e sapere professionale e scientifico acquisiti: quello che conta, infatti, è quello che uno sa fare bene nel proprio campo non una specializzazione qualsiasi diversa da quella della medicina generale culturale che con il nuovo rapporto di lavoro c’entra poco o per niente.

Quindi, se veramente si vuol riformare bisognerebbe invertire i fattori: la normalità nella medicina di base diventa il rapporto di lavoro subordinato di dirigente medico e chi ha attualmente un rapporto convenzionale, che, comunque per la giurisprudenza è lavoro parasubordinato, potrà mantenerlo ad esaurimento o fino a che non cambi idea.

Mi pare difficile che questo Esecutivo sia in grado di fare questa riforma così profonda ma, forse, anche quello che potrà uscire dalle prossime elezioni nazionali anche se questa è la modalità in molti Stati, non solo in quelli Scandinavi, quando governavano i partiti socialdemocratici ma in tanti altri ad iniziare da quello che è divenuto il centro della nuova Internazionale dei socialisti, dei socialdemocratici e dei progressisti, cioè la Spagna di Pedro Sanchez … ci sarà un Pedro nel prossimo futuro dell’Italia?
…hai visto mai…

Saverio Proia

Saverio Proia

04 Maggio 2026

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