Sereni (Pd): “Ocse conferma Italia spende troppo poco per la salute”
Il report dell’Ocse sullo stato della sanità italiana è molto chiaro: “La spesa sanitaria pro capite, dopo l’adeguamento al potere d’acquisto, ha raggiunto i 3.086 euro, circa il 19% in meno rispetto alla media Ue. Questo divario è parzialmente compensato da una spesa privata superiore dell’8% rispetto alla media comunitaria.” Dunque, mentre la spesa sanitaria pubblica del nostro Paese è in continua diminuzione rispetto al Pil e rispetto alla media dei paesi avanzati, la spesa privata dei cittadini è al di sopra, e ancora in crescita, rispetto alla media degli altri Paesi Ue. Questo sta cambiando la natura del nostro SSN, venendo di fatto meno il carattere universalistico della sanità previsto dalla legge 833/78. Chi non ha risorse per accedere al privato è sempre più costretto a rinunciare alle cure.
Altri dati confermano le nostre preoccupazioni: la carenza di infermieri è enorme – ancora più grave se guardiamo ai bisogni di salute di una popolazione anziana in aumento – essenzialmente per retribuzioni non adeguate, mentre non c’è una carenza complessiva di medici ma solo di alcune figure come i MMG e alcune specializzazioni come emergenza e urgenza.
E ancora: il rapporto sottolinea la carenza di integrazione sociosanitaria soprattutto per l’assistenza alle persone anziane, le gravi diseguaglianze territoriali e la situazione di grave disagio delle aree interne.
Sono tutti nodi che dall’opposizione abbiamo sollevato con forza in questi anni, proponendo un investimento pubblico crescente per raggiungere almeno al media europea del 7,5% del Pil per la sanità, proponendo di destinare maggiori risorse per assumere e per pagare meglio il personale, per contrastare le diseguaglianze sociali e i divari territoriali, per dare risposte innovative alle aree interne. Dal Governo Meloni in questi anni abbiamo visto invece solo tagli e provvedimenti pasticciati che non affrontano nessuno dei problemi strutturali del nostro SSN. Continueremo la nostra battaglia in Parlamento per impedire lo smantellamento della sanità pubblica e continueremo la mobilitazione nel Paese, l’ascolto di professionisti, esperti, enti di Terzo Settore e amministratori locali per costruire insieme un progetto di riforma e rilancio della sanità pubblica.
06 Maggio 2026
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