Si è concluso a Roma il meeting “Città che si prendono cura. 25 anni di impegno per la salute urbana”, promosso dalla Rete Italiana Città Sane – OMS e dall’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale, per celebrare i venticinque anni della Rete rilanciando il ruolo dei Comuni come protagonisti chiave nella costruzione della salute.
“Il Meeting di Roma ha confermato una direzione chiara: la salute non è solo una competenza sanitaria, ma una responsabilità pubblica che attraversa le politiche urbane, sociali, educative e ambientali. Dopo 25 anni, la Rete continua a essere uno spazio di lavoro concreto tra Comuni che vogliono costruire città più capaci di prevenire, includere e prendersi cura delle persone”, ha dichiarato Lamberto Bertolé, Presidente della Rete Italiana Città Sane – OMS.
“Le città svolgeranno sempre più un ruolo decisivo nella tutela della salute dei cittadini. La sfida sarà dare risposta all’impatto dei cambiamenti climatici, all’inquinamento urbano, all’invecchiamento della popolazione e ai nuovi bisogni sociali e di cura di cittadini sempre più anziani. Al contempo, però, non devono perdere la vocazione a essere attrattive per bambini e giovani. Le città non lascino soli i caregiver: rendano più facile muoversi, incontrarsi, respirare aria pulita, accedere ai servizi, invecchiare con dignità”, lo dichiara la senatrice Beatrice Lorenzin, già Ministro della Salute.
Giovanni Leonardi, Capo Dipartimento della Salute Umana, della Salute Animale e dell’Ecosistema e dei Rapporti Internazionali del Ministero della Salute, ha richiamato il valore dell’approccio One Health come metodo integrato per leggere e governare la complessità sanitaria urbana: “non una cornice concettuale, ma un metodo operativo per governare la complessità sanitaria urbana in modo integrato”.
“I Comuni hanno un ruolo centrale nella promozione della salute, perché sono il livello istituzionale più vicino alla vita quotidiana delle persone. Per questo servono alleanze sempre più solide tra istituzioni locali, sistema sanitario, mondo scientifico, terzo settore e comunità”, ha sottolineato Claudia Giovannini, Responsabile Salute ANCI.
“La forza di questo anniversario è stata il lavoro corale: amministratori, istituzioni, società scientifiche e realtà sociali hanno contribuito a costruire una visione comune della salute urbana, fondata su prossimità, prevenzione e collaborazione”, ha dichiarato Francesco Caroli, Coordinatore nazionale della Rete Italiana Città Sane – OMS.
Nel corso delle due giornate sono intervenuti oltre 50 amministratori locali e numerosi stakeholder istituzionali, scientifici e sociali, tra cui Associazione Italiana di Epidemiologia, Società Italiana di Pediatria, HappyAgeing e Save the Children, confermando il Meeting come uno spazio nazionale di confronto tra Comuni, istituzioni, mondo scientifico e società civile.
Nel corso del Meeting è stato presentato anche il volume “Fare Salute. Esperienze, prospettive e ruolo delle città italiane”, realizzato per i 25 anni della Rete. La chiusura è stata accompagnata dalla premiazione dell’Oscar della Salute 2026, assegnato al Comune di Sacile per il progetto “Attiviamoci!”.
A conclusione dei lavori, l’Assemblea nazionale della Rete Italiana Città Sane – OMS ha approvato una dichiarazione finale che riafferma il ruolo dei Comuni nella costruzione della salute. Nel documento si sottolinea la necessità di rafforzare il riconoscimento dei territori da parte delle Regioni e del Ministero della Salute, insieme a un investimento più concreto sull’integrazione sociosanitaria, a partire dalle Case della Comunità e dalle progettualità avviate con le risorse del PNRR.
La Rete si impegna inoltre, nel prossimo triennio, a rafforzare la propria funzione di rappresentanza e advocacy, promuovendo alleanze sempre più strette tra Comuni, istituzioni, mondo scientifico e attori sociali.
“Rafforzare il ruolo dei Comuni significa rafforzare la capacità del Paese di produrre salute”, si legge nella dichiarazione conclusiva dell’Assemblea.