Il parto cesareo nei Paesi industrializzati
I dati sono stati presentati ieri nel corso della conferenza stampa organizzata da Sigo, Aogoi e Fesmed per presentare la proposta dei ginecologi per il riordino dei punti nascita e del settore materno infantile. Dati da cui emerge che l’Italia presenta a livello europeo la più alta percentuale di cesarei, seguita dal Portogallo con il 33%, mentre negli altri paesi si registrano valori inferiori al 30% che scendono al 15% in Olanda e al 14% in Slovenia.
Si rileva inoltre una spiccata variabilità su base interregionale (vedi allegato a fondo pagina), con valori tendenzialmente più bassi nell’Italia settentrionale e più alti nel meridione: si va dal 23% nella Provincia autonoma di Trento e in Friuli-Venezia Giulia al 62% in Campania.
Infine, si registrano anche differenze intraregionali tra punti nascita di diversa tipologia amministrativa e volume di attività, con percentuali di tagli cesarei nettamente superiori alla media nazionale nei reparti con basso numero di parti e nelle strutture private rispetto a quelle pubbliche (vedi allegato a fondo pagina).
Il 66% delle strutture italiane esegue meno di 1.000 parti l'anno, mediamente, nel nostro Paese più di una nascita su 4 avviene in uno di questi reparti. Il 10,47% avviene invece in centri con meno di 500 parti l'anno, la soglia indicata dall'Organizzazione mondiale della sanità per garantire sicurezza in sala parto.
Articoli correlati:
13 Ottobre 2010
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale

Codice della strada. Anestesisti-rianimatori chiedono la riconvocazione del tavolo tecnico sul nuovo articolo 187

Decreto Pnrr. Ok con fiducia dal Senato, il testo è legge. Precari stabilizzati, medici di famiglia fino a 73 anni, cantieri sbloccati e farmaci più veloci

Demografia. Ue verso il declino: -11,7% entro il 2100. Per l'Italia il calo sarà del 24%. All'inizio del nuovo secolo saremo appena 44,7 milioni

La versione di un pensionato

Meloni: “Sulla sanità rivendico l’azione del Governo. Su liste d’attesa tempi ancora troppo lunghi ma alle Regioni dico: facciamo squadra”

Infanzia e alimentazione. La Norvegia vieta la commercializzazione di cibi e bevande non salutari

La guerra in Medio Oriente ferma un terzo della produzione mondiale di elio. Ecco come le risonanze magnetiche rischiano di spegnersi

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale

Farmaci. Ecco come la guerra in Medio Oriente potrebbe trasformarsi da una crisi di approvvigionamento in una emergenza globale