Alec Ross e l'”Italian Dream” che passa (anche) dalla farmacia di quartiere

Alec Ross e l'”Italian Dream” che passa (anche) dalla farmacia di quartiere

Alec Ross e l'”Italian Dream” che passa (anche) dalla farmacia di quartiere

L'ex consigliere di Obama, oggi professore a Bologna, elogia i farmacisti italiani: "Preparati, empatici, radicati nel territorio. Negli Stati Uniti solo fredde catene, qui la migliore sanità di prossimità del mondo".

Mentre il dibattito pubblico si concentra sull’intelligenza artificiale, sulle transizioni energetiche e sulle grandi crisi internazionali, c’è un tema silenzioso che riguarda la vita quotidiana di milioni di cittadini: la farmacia di quartiere e il rapporto con il farmacista.

A parlarne è Alec Ross, ex consigliere per l’innovazione del presidente Barack Obama, oggi docente alla Business School dell’Università di Bologna e venture capitalist di fama internazionale. In un post sulla sua pagina Linkedin, Ross ha volutamente messo da parte i temi tecnologici per raccontare ciò che considera un autentico patrimonio italiano.

Il paradosso della farmacia americana
“Negli Stati Uniti – scrive Ross – la maggior parte delle farmacie appartiene a due o tre enormi catene”. Il risultato, secondo il professore, è un’esperienza impersonale e spersonalizzante: “Ogni volta che entro in una farmacia americana trovo una persona diversa dietro il bancone: fredda, indifferente, impegnata in una semplice transazione, senza alcun reale interesse per me o per gli altri pazienti in attesa in una lunga fila”.

Un modello basato sull’efficienza e sul volume, insomma, ma che sacrifica l’elemento umano sull’altare della standardizzazione.

Il modello italiano: competenza, empatia, radicamento
L’Italia, secondo Ross, racconta una storia opposta. “Oltre l’80% delle farmacie è ancora a gestione locale. I nostri farmacisti sono estremamente ben preparati. Hanno competenza, empatia e una profonda conoscenza delle persone e delle comunità che servono”.

Non semplici dispensatori di medicinali, ma figure di prossimità: “Risolvono problemi. Offrono rassicurazione. Costruiscono fiducia”. Una sintesi, quella descritta da Ross, che richiama un modello di sanità territoriale sempre più raro nei Paesi occidentali, dove la pressione sui costi e la logica industriale tendono a ridurre ogni relazione a una transazione.

“Italian Dream”: preservare ciò che funziona

L’ex consigliere di Obama non si limita a fotografare un’osservazione sociologica. La inserisce in una visione più ampia, quella che lui stesso definisce “Italian Dream”.

“In Italia siamo spesso molto autocritici – ammette –. Eppure, quando penso e scrivo dell’Italian Dream, una delle cose che spero non perderemo negli anni a venire è proprio questa combinazione di attenzione umana ed eccellenza professionale che continua a vivere nelle nostre farmacie, così spesso locali o a conduzione familiare”.

Ross rivendica una scelta consapevole: non cedere alla tentazione di omologare tutto al modello della grande distribuzione, ma preservare e proteggere “le culture, le abitudini e le istituzioni che rendono forte questo Paese: l’orgoglio professionale, il radicamento locale, il rapporto umano, la qualità diffusa delle nostre piccole imprese”.

Un’esperienza personale che diventa tesi
Ross non parla per sentito dire. “Me ne sono reso davvero conto durante il Covid – racconta – e continuo a notarlo da allora. Ogni volta che io o un membro della mia famiglia entriamo in una farmacia – che sia quella di fiducia nel mio quartiere qui a Bologna o una farmacia in qualsiasi altra città italiana – mi viene ricordato che l’Italia potrebbe davvero avere le migliori farmacie del mondo”.

La sfida al dubbio: “Provare per credere”
L’invito finale di Ross è una provocazione diretta a chi fosse scettico: “Se sei scettico, fai una prova: vai negli Stati Uniti, entra in una farmacia qualsiasi e poi fai il confronto. Ti verrà subito voglia di tornare in Italia”.

Una dichiarazione forte, che rovescia il senso comune secondo cui il modello americano sarebbe sempre e comunque più avanzato. Almeno in questo settore, sostiene Ross, l’Italia ha qualcosa da insegnare.

In un’epoca in cui la medicina di famiglia appare in crisi, i pronto soccorso sono al collasso e la sanità territoriale fatica a decollare, la farmacia di quartiere resiste come un presidio silenzioso ma essenziale. Qualcuno, da fuori, lo ha notato.

11 Maggio 2026

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