Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha risposto oggi pomeriggio in aula al Senato a un question time presentato da Maria Elena Boschi (Italia Viva) sulla situazione legata all’Hantavirus. Il confronto ha offerto l’occasione per fare il punto sul focolaio della nave MV Hondius e sul nuovo Piano pandemico nazionale.
Schillaci: “Virus conosciuto, rischio molto basso”
“Capisco che la notizia di un focolaio su una nave da crociera, con casi gravi e tre decessi, abbia destato attenzione e preoccupazione”, ha esordito il ministro. “È giusto che il Parlamento chieda conto ed è altrettanto giusto che il Governo risponda con i dati”.
Schillaci ha ricordato che gli Hantavirus sono “virus conosciuti da decenni”. Il loro serbatoio principale sono i roditori, mentre la trasmissione interumana “esiste, è molto rara e documentata per il ceppo Andes, in contesti di contatto stretto e prolungato”. Il messaggio ai cittadini è chiaro: “Devono stare tranquilli, è qualcosa che si conosce, che monitoriamo, cui sappiamo come rispondere. Non è il Covid”.
I numeri del focolaio
Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Ecdc al 12 maggio 2026, ha precisato il ministro, si contano “10 casi totali, 8 confermati, 2 probabili e 3 decessi”. L’ipotesi più accreditata è “un’esposizione iniziale zoonotica in Argentina”, dove il virus Andes è endemico in alcune regioni. La nave ha attraccato a Tenerife il 10 maggio e i passeggeri sono stati sbarcati con procedure dedicate. “Il rischio per la popolazione generale in Europa è sempre stato e resta molto basso”, ha ribadito Schillaci.
L’Italia non è stata ferma
Il ministro ha respinto le critiche di chi accusa l’Italia di essere impreparata. “Il 5 maggio l’Ecdc ha riportato che la donna poi deceduta a Johannesburg era risultata positiva. Lo stesso giorno il Ministero ha trasmesso un’informativa alle Regioni e agli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera”.
L’8 maggio, ha proseguito, “abbiamo ricevuto dalla Commissione europea l’informazione relativa a 4 persone dirette in Italia, presenti sul volo dal Sudafrica ai Paesi Bassi del 25 aprile”. Nella stessa giornata il Ministero ha allertato le Regioni interessate, si sono riunite la rete di esperti Dispatch e il gruppo per la rete nazionale di laboratori.
L’11 maggio è stata emanata la circolare operativa con aggiornamenti epidemiologici, definizioni di caso e indicazioni di sanità pubblica. “Tutte le 4 persone oggi in Italia sono asintomatiche e seguite con attenzione. I test finora disponibili hanno dato esito negativo. Anche i 2 casi segnalati ieri a Milano e a Messina sono negativi ai test”, ha detto Schillaci.
Il Piano pandemico funziona
Interrogata dalla Boschi sull’efficacia del nuovo Piano pandemico 2025-2029, il ministro ha risposto con decisione: “Sì, lo sta dimostrando in questi giorni. Il Piano è stato approvato ad aprile in Conferenza Stato-Regioni. A differenza del precedente, permette risposte calibrate su scenari diversi. Le reti previste dal Piano si sono attivate in modo coordinato. Non è stato un esercizio teorico, è stata una risposta concreta, tempestiva e proporzionata”.
Le critiche di Boschi: “Governo contraddittorio e Ssn impoverito”
Nella sua replica, Maria Elena Boschi ha ringraziato il ministro per le informazioni rassicuranti, ma ha sollevato alcune critiche. “Ci preoccupa il Piano pandemico: ha ancora un approccio molto burocratico, molto amministrativo. Dovremo vedere se all’atto pratico questo coordinamento funzionerà davvero”.
La deputata di Italia Viva ha poi attaccato l’esecutivo su un punto più politico: “Lei rappresenta un Governo in cui c’è una grande contraddizione. Una maggioranza che ha esponenti antiscientifici, addirittura negazionisti sul modello di Trump, no-vax”. Boschi ha ricordato che l’Italia “non ha approvato il Piano pandemico globale promosso dall’Oms” e “non ha partecipato alle relative esercitazioni”, nonostante “i virus viaggiano in aereo, non si fermano ai confini geografici”.
Infine, la deputata ha espresso preoccupazione per “l’impoverimento del nostro Servizio sanitario nazionale in questi quattro anni di Governo Meloni”. “Se non abbiamo medicina d’urgenza, se i pronto soccorso sono in sofferenza, se non abbiamo personale medico e infermieristico sufficiente, diventa molto difficile che questo Piano pandemico possa avere le risorse umane, le competenze e le risorse strumentali sufficienti per poter funzionare davvero”, ha concluso Boschi.