Camerae Sanitatis. Intervista a Francesco Ciancitto (FdI): “Puntare sulla valorizzazione del personale sanitario”. Le Case di comunità? “Si devono aprire”

Camerae Sanitatis. Intervista a Francesco Ciancitto (FdI): “Puntare sulla valorizzazione del personale sanitario”. Le Case di comunità? “Si devono aprire”

Camerae Sanitatis. Intervista a Francesco Ciancitto (FdI): “Puntare sulla valorizzazione del personale sanitario”. Le Case di comunità? “Si devono aprire”

Il deputato di Fratelli d’Italia traccia il bilancio degli ultimi tre anni di legislatura in sanità: dall’incremento del Fondo sanitario alle misure sulle professioni sanitarie, fino alla riforma della medicina territoriale. Bisogna “rendere più attrattive le professioni sanitarie” ha sottolineato. E sulla prevenzione: “Deve essere il Ssn ad andare verso il cittadino”

A oltre tre anni dall’inizio della legislatura il bilancio dell’azione del Governo in sanità “non può che essere positivo”.

Ne è convinto l’onorevole Francesco Ciancitto che nel policy conversation di Camerae Sanitatis rivendica l’aumento del Fondo sanitario nazionale, le misure sulle professioni sanitarie e il lavoro avviato sulla medicina territoriale. Al centro anche i nodi ancora aperti legati alla carenza di medici e infermieri e alla necessità di rendere più attrattivo il lavoro nel Ssn. Sulle Case di comunità il deputato di Fratelli d’Italia ribadisce: “Si apriranno”, ma sottolinea la necessità di riempirle con professionisti, servizi e presa in carico dei pazienti. E rilancia la prevenzione come asse strategico della riforma sanitaria: “Deve essere il sistema sanitario ad andare verso il cittadino”.

Per Ciancitto, però, oltre alle risorse economiche, la leva sulla quale agire è rendere più attrattivo il lavoro dei professionisti del Ssn: “Serve anche un controllo di gestione efficiente nelle aziende sanitarie e ospedaliere e soprattutto bisogna valorizzare il personale sanitario”. Da qui il riferimento al disegno di legge sulle professioni sanitarie, attualmente all’esame della Commissione. Sul quale annuncia possibili cambiamenti migliorativi in sede emendativa.

Soprattutto si dice convinto che entro fine legislatura “faremo diversi gol”.

“Abbiamo ereditato un sistema con poca resilienza”

Tra le frecce all’arco di questo Governo, il parlamentare di FdI ricorda innanzitutto l’aumento delle risorse destinate alla sanità. “Nel 2019 il sistema sanitario nazionale pesava circa 115 miliardi. Noi l’abbiamo ereditato nel 2022 a 122 miliardi e quest’anno andiamo a chiudere a 143 miliardi”, spiega, ricordando come il sistema sanitario arrivasse da “10 anni di tagli” e da una situazione aggravata dalla pandemia.

Secondo Ciancitto, durante il Covid il Ssn ha pagato la riduzione dei posti letto, il blocco dei concorsi e il mancato rinnovo del personale sanitario. “Avevamo un sistema con scarsa resilienza”, afferma, sottolineando le difficoltà vissute rispetto ad altri Paesi europei come “Germania, Svizzera, nazioni a noi vicine che hanno saputo affrontare molto bene il periodo del Covid”.

Tra gli interventi rivendicati dal deputato figurano anche la defiscalizzazione degli straordinari per medici e infermieri e le misure per l’abbattimento delle liste d’attesa, con l’apertura delle aziende ospedaliere anche nei giorni prefestivi e festivi. Però “non tutte le Regioni si sono adeguate”, osserva, citando anche le differenze territoriali sul Cup unico regionale e sul Fascicolo sanitario elettronico.

Professioni sanitarie e attrattività del Ssn

Un capitolo centrale riguarda il Ddl sulle professioni sanitarie. “È uno dei fiori all’occhiello del Governo Meloni in sanità”, sostiene Ciancitto, spiegando che il provvedimento punta anche a rendere più attrattive le professioni sanitarie. Il tema riguarda in particolare gli infermieri. “Un giovane non può entrare in azienda ospedaliera a 21 o 22 anni e ricoprire questo ruolo fino a 67 anni”, afferma, sottolineando la necessità di costruire percorsi di crescita professionale e nuove prospettive di carriera.

Sul testo attualmente all’esame parlamentare, il deputato conferma la possibilità di modifiche. “Ci saranno alcuni cambiamenti migliorativi”, dice, precisando però che gli emendamenti sono ancora in fase di valutazione in Commissione.

Ciancitto torna anche sulla carenza di personale medico, collegandola alla mancata programmazione degli anni passati. “Nessuno si era accorto che chi si era laureato negli anni Settanta sarebbe andato in pensione adesso”, osserva, richiamando la ezioni messe in campo in questa legislatura: dall’aumento dei posti nelle facoltà di Medicina alla modifica del sistema di accesso.

Case di comunità e riforma della medicina generale

Sul fronte della sanità territoriale, Ciancitto definisce la riforma della medicina generale “importante” e conferma il confronto in corso con sindacati e organizzazioni professionali.

“La riforma ha i presupposti per far funzionare il territorio”, afferma. Ma aggiunge che il vero nodo riguarda il contenuto delle strutture territoriali: “Dobbiamo capire cosa inserire all’interno delle Case di comunità”.

Secondo il deputato, nelle strutture devono trovare spazio medici di medicina generale, specialistica ambulatoriale, infermieri e percorsi di presa in carico dei pazienti. “Abbiamo carenza di infermieri e carenza di medici di medicina generale”, ribadisce.

Da qui il ragionamento sul possibile “doppio binario” tra dipendenza e convenzionamento per i medici di famiglia. “C’è uno scollamento fra le nuove generazioni e le vecchie generazioni”, osserva. “È volontà del governo aprire le case di comunità e queste si apriranno, non c’è dubbio”, ma questo deve avvenire di concerto con tutti gli operatori.

Ciancitto cita anche la proroga del pensionamento dei medici di medicina generale fino a 72 anni e il lavoro sulla possibile introduzione del pediatra fino a 18 anni. Altro obiettivo indicato è quello di trasformare la medicina territoriale in una vera scuola di specializzazione, accanto alle aree mediche e chirurgiche. Insomma, gli assi calati dal Governo ci sono,

“La vera riforma è la prevenzione”

Nel corso della policy conversation il deputato insiste più volte sul ruolo strategico della prevenzione: “La vera grande riforma del sistema sanitario nazionale è la prevenzione”, afferma.

Secondo Ciancitto, il rapporto tra cittadini e sanità è cambiato dopo il Covid e il sistema deve evolversi di conseguenza. “Non deve essere il cittadino ad andare verso il sistema sanitario nazionale, ma deve essere il sistema sanitario nazionale ad andare verso il cittadino”. Un approccio che, a suo giudizio, consentirebbe non solo di migliorare la qualità della vita, ma anche di ridurre i costi sanitari attraverso una presa in carico più efficace e una migliore organizzazione territoriale.

Assunzioni, innovazione e fascicolo sanitario elettronico

Guardando agli ultimi mesi della legislatura, Ciancitto indica tra le priorità anche lo sblocco delle assunzioni del personale sanitario, tema sul quale sarà necessario il confronto con il Ministero dell’Economia: “Lo sblocco delle assunzioni è fondamentale e prioritario, perché solo così puoi dare servizi di qualità”.

Infine il deputato richiama la necessità di aggiornare il Ssn alla luce dei cambiamenti tecnologici degli ultimi decenni. “Oggi abbiamo mezzi differenti, abbiamo l’intelligenza artificiale che deve venire incontro ma non deve sostituire l’uomo”, spiega.

Tra gli strumenti considerati strategici c’è il fascicolo sanitario elettronico, che secondo Ciancitto permette di ricostruire la storia clinica dei pazienti e migliorare prevenzione, terapie e studi sanitari. “È necessario riformare il sistema sanitario nazionale”, conclude, “perché in questi cinquant’anni il mondo è cambiato completamente”.

Ne è convinto l’onorevole Francesco Ciancitto che nel policy conversation di Camerae Sanitatis rivendica l’aumento del Fondo sanitario nazionale, le misure sulle professioni sanitarie e il lavoro avviato sulla medicina territoriale. Al centro anche i nodi ancora aperti legati alla carenza di medici e infermieri e alla necessità di rendere più attrattivo il lavoro nel Ssn. Sulle Case di comunità il deputato di Fratelli d’Italia ribadisce: “Si apriranno”, ma sottolinea la necessità di riempirle con professionisti, servizi e presa in carico dei pazienti.  E rilancia la prevenzione come asse strategico della riforma sanitaria: “Deve essere il sistema sanitario ad andare verso il cittadino”.

Per Ciancitto, però, oltre alle risorse economiche: “Serve anche un controllo di gestione efficiente nelle aziende sanitarie e ospedaliere e soprattutto bisogna valorizzare il personale sanitario”. Da qui il riferimento al disegno di legge sulle professioni sanitarie, attualmente all’esame della Commissione.

“Parliamo di depenalizzazione dell’atto medico, di misure per rendere più attrattive le professioni sanitarie e di interventi che rispondono alle richieste del mondo sanitario”, spiega. “Abbiamo già introdotto la defiscalizzazione degli straordinari per medici e infermieri e lavorato sull’abbattimento delle liste d’attesa”.

Sul ddl Professioni sanitarie il deputato conferma che ci saranno modifiche durante l’iter parlamentare. “Sono stati presentati emendamenti sia dalla maggioranza sia dall’opposizione. Si sta facendo un lavoro molto accurato per migliorare ulteriormente il testo e rendere più attrattive le professioni sanitarie”.

Un capitolo centrale resta quello della carenza di personale. “Abbiamo aumentato il numero dei posti a Medicina perché nessuno aveva programmato il ricambio generazionale. Oggi paghiamo quella mancata programmazione”, osserva. Ma la criticità maggiore riguarda gli infermieri. “Bisogna rendere questa professione più attrattiva e offrire prospettive di carriera. Non si può pensare che un giovane entri in ospedale a 22 anni e svolga lo stesso ruolo fino a 67”.

Case di comunità e riforma della medicina generale

Altro tema chiave è la sanità territoriale. Le Case di comunità previste dal Pnrr procedono a rilento e molti professionisti temono che possano trasformarsi in “contenitori vuoti”. Ciancitto respinge questa prospettiva ma riconosce le difficoltà.

“La riforma della medicina generale ha i presupposti per far funzionare il territorio, ma è una riforma complessa che richiede confronto con sindacati e organizzazioni professionali”, sottolinea.

Secondo il deputato, il problema principale è capire come riempire realmente le strutture territoriali. “Dentro le Case di comunità devono esserci medici di medicina generale, specialistica ambulatoriale, infermieri, percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali e presa in carico dei pazienti. Ma oggi abbiamo carenza di medici e infermieri”.

Sul tavolo resta il confronto sul possibile doppio binario per i medici di famiglia, tra dipendenza e convenzionamento. “C’è anche uno scollamento tra nuove e vecchie generazioni di medici, ed è una questione che stiamo approfondendo con grande attenzione”.

Ciancitto ribadisce però che l’obiettivo politico non cambia: “Le Case di comunità si apriranno. È una volontà precisa del Governo Meloni. Ma devono funzionare davvero e per questo serve concertazione con tutti gli operatori”.

La prevenzione come “vera riforma” del Ssn

Per il parlamentare di Fratelli d’Italia la sfida più importante resta quella della prevenzione. “La vera grande riforma del sistema sanitario nazionale è la prevenzione”, afferma. “Ma per fare prevenzione bisogna cambiare approccio: non deve essere il cittadino ad andare verso il sistema sanitario, deve essere il sistema sanitario ad andare verso il cittadino”. Un modello che, secondo Ciancitto, consentirebbe di migliorare la qualità della vita, aumentare l’aspettativa di vita in salute e ridurre i costi sanitari. “È qui che la medicina territoriale diventa fondamentale, con percorsi assistenziali coordinati e una reale presa in carico dei pazienti”.

Tecnologia, fascicolo sanitario e intelligenza artificiale

Guardando ai prossimi mesi, il deputato indica tra le priorità anche lo sblocco delle assunzioni del personale sanitario e la modernizzazione del sistema. “La sanità italiana è nata quasi cinquant’anni fa e oggi il mondo è completamente cambiato”, osserva. “Abbiamo strumenti nuovi, dall’intelligenza artificiale al fascicolo sanitario elettronico, che possono migliorare prevenzione, terapie e qualità delle cure”.

L’obiettivo, conclude Ciancitto, è adeguare il Ssn a una realtà profondamente diversa rispetto a quella in cui è nato. “Non è una partita che si può chiudere in cinque anni, ma sicuramente entro fine legislatura faremo diversi gol”.

Ester Maragò

Ester Maragò

20 Maggio 2026

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