Shigella resistente agli antibiotici, allarme Ecdc: oltre 2.300 casi in Europa dal 2023

Shigella resistente agli antibiotici, allarme Ecdc: oltre 2.300 casi in Europa dal 2023

Shigella resistente agli antibiotici, allarme Ecdc: oltre 2.300 casi in Europa dal 2023

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie segnala la crescente diffusione di ceppi multiresistenti ed estremamente resistenti di Shigella sonnei e Shigella flexneri, soprattutto tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. Preoccupano l’aumento della trasmissione sessuale e la riduzione delle opzioni terapeutiche disponibili.

L’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) lancia un nuovo allarme sulla diffusione in Europa di infezioni da Shigella multiresistente (MDR) ed estremamente resistente (XDR) agli antibiotici. Dal 2023 sono stati segnalati oltre 2.300 casi collegati a sette cluster genetici distinti di Shigella sonnei e Shigella flexneri in 14 Paesi europei, oltre che nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

Secondo l’Ecdc, i cluster identificati comprendono catene di trasmissione sia di lunga durata sia più recenti e risultano associati prevalentemente, anche se non esclusivamente, a uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM).

La crescente circolazione di ceppi resistenti rappresenta un problema rilevante di sanità pubblica perché limita progressivamente le possibilità terapeutiche. L’Ecdc ricorda infatti che diversi ceppi oggi circolanti presentano marcatori di resistenza ai principali antibiotici utilizzati per il trattamento della shigellosi, inclusi azitromicina, ciprofloxacina, ceftriaxone, trimetoprim-sulfametossazolo e ampicillina. In un caso è stata inoltre identificata una Shigella flexneri portatrice di un gene di resistenza ai carbapenemi, antibiotici considerati opzione cruciale nei casi più gravi.

La shigellosi è un’infezione intestinale che provoca principalmente diarrea, crampi addominali e febbre. Nella maggior parte dei casi l’infezione è autolimitante e non richiede terapia antibiotica, ma nei soggetti immunocompromessi può evolvere in forme severe. Il batterio si trasmette molto facilmente per via oro-fecale, anche attraverso contatti sessuali, in particolare durante pratiche oro-anali.

L’Ecdc sottolinea come negli ultimi anni si sia verificato un cambiamento nelle modalità di trasmissione della Shigella. Se in passato i focolai erano prevalentemente associati a contaminazione alimentare o idrica, oggi una quota crescente dei casi notificati è collegata alla trasmissione sessuale.

Particolare preoccupazione viene espressa in vista della stagione estiva, dei viaggi internazionali, dei Pride e di altri eventi di massa che potrebbero favorire ulteriormente la diffusione transfrontaliera dei ceppi MDR/XDR.

Nel documento epidemiologico pubblicato oggi, l’Ecdc invita i professionisti sanitari a considerare la possibilità di una trasmissione sessuale della Shigella nei pazienti con sintomi gastrointestinali, a effettuare test di sensibilità antimicrobica quando è necessario un trattamento antibiotico e a segnalare tempestivamente i casi alle autorità sanitarie.

Contestualmente, il Centro europeo chiede ai Paesi membri di rafforzare la sorveglianza microbiologica e il sequenziamento genomico per monitorare l’evoluzione dei cluster e identificare precocemente eventuali nuovi focolai.

Tra le raccomandazioni rivolte alla popolazione, l’Ecdc invita a evitare rapporti sessuali in presenza di diarrea o sintomi gastrointestinali, a mantenere un’adeguata igiene personale e a rivolgersi ai servizi sanitari in caso di sintomi severi o persistenti. Le persone con diagnosi di shigellosi dovrebbero inoltre evitare rapporti sessuali per almeno sette giorni dopo la completa risoluzione dei sintomi ed evitare pratiche oro-anali fino a sei settimane, a causa della possibile persistenza dell’eliminazione batterica.

L’Ecdc evidenzia infine che l’uso frequente o profilattico di antibiotici per altre infezioni sessualmente trasmissibili potrebbe contribuire alla selezione di ceppi resistenti di Shigella, favorendone la diffusione all’interno delle reti sessuali.

20 Maggio 2026

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