Ebola. Il rischio per l’Europa rimane molto basso, nonostante l’intensificarsi dell’epidemia nella Repubblica Democratica del Congo

Ebola. Il rischio per l’Europa rimane molto basso, nonostante l’intensificarsi dell’epidemia nella Repubblica Democratica del Congo

Ebola. Il rischio per l’Europa rimane molto basso, nonostante l’intensificarsi dell’epidemia nella Repubblica Democratica del Congo

L’Ecdc invita i Paesi Ue/See a rafforzare isolamento, contact tracing, capacità di laboratorio e controllo delle infezioni mentre continua a crescere il numero dei casi nella Repubblica Democratica del Congo, dove si registrano quasi 600 sospetti e 139 decessi

“Il rischio per la popolazione generale in Europa derivante dall’attuale epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) e in Uganda rimane molto basso”.

È quanto ha affermato l’Ecdc in una nuova valutazione, sottolineando al contempo che i paesi dell’Ue/See dovrebbero rafforzare la propria preparazione man mano che la situazione continua a evolversi e anche si consolidare le proprie capacità e risposta, tra cui l’isolamento e la gestione dei casi sospetti e confermati, il tracciamento dei contatti, la capacità di effettuare test e le misure di prevenzione e controllo delle infezioni.

Lo screening in uscita dai paesi colpiti dall’epidemia, identificando i viaggiatori sintomatici e impedendo loro di viaggiare, è sicuramente fondamentale per ridurre il rischio, sottolinea l’Ecdc. Tuttavia poiché  ciò non consente di prevenire completamente nuovi casi, dato che l’insorgenza della malattia può verificarsi anche dopo l’arrivo a destinazione, è importante che i viaggiatori di ritorno dalle aree colpite siano informati sulla malattia e si rivolgano tempestivamente a un medico in caso di comparsa di sintomi, informando inoltre il proprio medico curante sulla storia dei viaggi effettuati e sulla potenziale esposizione al virus.

Sebbene permangano incertezze sull’entità della trasmissione, l’Ecdc valuta come bassa la probabilità di infezione per chiunque provenga dall’Unione Europea o dallo Spazio Economico Europeo e viva o viaggi nelle aree colpite, a condizione che segua le misure precauzionali raccomandate elencate nella valutazione. 

L’Ecdc ricorda che la trasmissione richiede il contatto diretto con sangue, secrezioni, organi o altri fluidi corporei di persone o animali infetti, vivi o morti. Anche la probabilità di trasmissione all’interno dell’Ue/See è considerata molto bassa, poiché è probabile che i casi importati vengano rapidamente identificati e isolati e che vengano immediatamente attuate le opportune misure di prevenzione e controllo delle infezioni.

Per il momento, si consiglia quindi ai paesi dell’Ue/See di rafforzare le proprie capacità di preparazione e risposta, tra cui l’isolamento e la gestione dei casi sospetti e confermati, il tracciamento dei contatti, la capacità di effettuare test e le misure di prevenzione e controllo delle infezioni.

Lo stato dell’arte Al 20 maggio 2026, nella Repubblica Democratica del Congo si contavano quasi 600 casi sospetti e 139 decessi. La maggior parte dei casi è stata segnalata nella provincia di Ituri, con un caso anche a Goma, nella provincia del Nord Kivu. L’Uganda ha finora segnalato due casi importati da persone provenienti dalla RDC. L’epidemia è causata dal virus Bundibugyo, per il quale al momento non esistono vaccini autorizzati né trattamenti specifici.

L’Ecdc continua a monitorare la situazione e fornirà aggiornamenti epidemiologici, informazioni sulla situazione e valutazioni del rischio per tutta la durata dell’attuale epidemia di malattia da Ebola. Il Centro sta inoltre supportando le attività di preparazione e risposta in tutta l’Ue/See attraverso la valutazione del rischio, il supporto di laboratorio e il coordinamento con la Commissione europea, i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC), l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e altri partner internazionali. Il Centro ha anche attivato la  task force sanitaria dell’UE .

22 Maggio 2026

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