Sono tante le persone che passano ore davanti agli schermi e arrivano a sera con occhi stanchi, mal di testa e difficoltà di concentrazione. Ci sono bambini che faticano a leggere senza sapere di avere un disturbo visivo. E ci sono anziani che, a causa di deficit della vista non corretti, rischiano isolamento, perdita di autonomia, disturbi cognitivi e persino cadute.
“Nel Mondo, almeno 2,2 miliardi di persone presentano un deficit visivo da vicino o da lontano. Per almeno 1 miliardo di loro, il deficit visivo si sarebbe potuto prevenire o deve ancora essere affrontato». È il commento di Lucia Intruglio, Presidente della Commissione di albo nazionale degli Ortottisti della Fno Tsrm e Pstrp, che in occasione della Giornata mondiale dell’Ortottica richiama l’attenzione sul valore della prevenzione visiva e sull’apporto fondamentale degli Ortottisti nella vita quotidiana delle persone, dall’infanzia alla terza età.
Essere “in salute visiva” non significa soltanto “vederci bene” o avere “10/10”. Poter contare su una buona visione si riflette sulla qualità della vita delle persone. Ed è qui che entra in gioco l’Ortottista, professionista sanitario che promuove l’educazione alla salute visiva.
“L’Ortottista è il professionista sanitario che si occupa della prevenzione, della valutazione e della riabilitazione dei disturbi visivi che impediscono la binocularità, ma soprattutto accompagna la persona nei momenti in cui la vista incide sulla propria autonomia e sul suo benessere – spiega Intruglio -. Oggi più che mai dobbiamo aiutare i cittadini e le Istituzioni a comprendere che la salute visiva non è solo un tema specialistico: è un tema sociale, educativo e di salute pubblica”.
L’Ortottista interviene nella diagnosi funzionale e nella riabilitazione di problematiche come strabismo, ambliopia, disturbi della convergenza, affaticamento visivo e alterazioni della motilità oculare. Attività che accompagnano la persona lungo tutto il corso della vita: dagli screening pediatrici ai percorsi riabilitativi per persone che versano in condizioni di fragilità e anziani.
E proprio l’età evolutiva rappresenta oggi uno dei fronti più delicati. Secondo l’Istituto superiore di sanità in Italia, il 22,1% dei bambini tra i 2 e i 5 mesi passano moto tempo davanti a monitor di TV, computer, tablet o telefoni cellulari. Un fenomeno che varia da una parte all’altra del Paese tra il 13,6% nella provincia di Trento e il 30,3% in Sicilia e Puglia. La maggior parte dei bambini esposti passa meno di un’ora al giorno davanti a uno schermo, ma una quota che oscilla dall’1,9% del Veneto al 9,1% della Calabria.
Difficoltà di messa a fuoco, stanchezza oculare, cefalee, disturbi della convergenza e calo dell’attenzione, sono le principali conseguenze di questi comportamenti. Proprio per questo, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda che i bambini con meno di 2 anni non passino del tempo davanti agli schermi e che i bambini tra i 2 e 4 anni non vi passino più di un’ora al giorno.
“La prevenzione è la vera chiave», sottolinea ancora Intruglio. «Intercettare precocemente un problema visivo significa evitare conseguenze che possono incidere sull’apprendimento, sulla socialità, sull’autonomia e sulla sicurezza delle persone”. Tuttavia, il tema della scarsa visione riguarda anche la popolazione anziana. I deficit visivi non corretti, infatti, possono aumentare il rischio di cadute, fragilità e decadimento cognitivo. Non a caso, anche il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 richiama l’attenzione sui disturbi visivi correlati alla demenza e sulla necessità di rafforzare le azioni di educazione sanitaria e prevenzione. I dati dell’Istituto superiore di sanità mostrano che circa il 30% degli over 65 cade almeno una volta all’anno e questa percentuale sale al 50% dopo gli 80 anni.
“Le cadute – incalza Intruglio – sono la prima causa di accesso in ospedale per gli anziani e rappresentano un costo sanitario e sociale enorme”. Una percentuale di queste cadute, secondo gli Ortottisti, è dovuta a difficoltà visive, come la riduzione della percezione della profondità, la scarsa visibilità al buio e la difficoltà nel distinguere ostacoli. La cattiva visione ha un impatto sulla lettura, sulla deambulazione e sugli spostamenti in diversi ambienti.
Nella Giornata mondiale dell’Ortottica, gli Ortottisti italiani ricordano quanto sia importante non aspettare che un problema visivo diventi evidente, e invitano a prendersi cura della propria vista con controlli periodici. “Proteggere la vista – affermano dalla Commissione di albo nazionale – significa proteggere molto più degli occhi”. È un appello rivolto in particolare ai bambini e agli anziani: “Perché vedere male non significa soltanto vedere peggio: vuol dire studiare con più fatica, lavorare con più difficoltà, muoversi con meno sicurezza e, alla lunga, perdere autonomia”.