Cittadinanzattiva: “Segnali di miglioramento, ma ancora tante le questioni su cui lavorare”
Il Rapporto che Cittadinanzattiva presenterà ufficialmente il prossimo 11 giugno – e durante il quale interverrà anche il Ministro della Salute Schillaci – mostra che, nel corso del 2025, sono ancora tante le criticità sul rispetto dei tempi di attesa, in aumento rispetto al 2024 e diffuse su tutto il territorio. In particolare, in quasi due casi su tre i cittadini parlano di tempi lunghi e non rispettosi dei codici di priorità e in più di un terzo fdi agende chiuse o bloccate. Per gli esami diagnostici nel 2025, oltre la metà segnalava il mancato rispetto del codice di priorità, e il 40% delle visite specialistiche urgenti non veniva erogata entro i tre giorni stabiliti dalla legge.
“Alla luce di quanto ci raccontano i cittadini, il miglioramento dei tempi di attesa fra primo quadrimestre 2025 e stesso periodo del 2026, reso noto oggi da Agenas nell’ambito della presentazione dell’aggiornamento della piattaforma nazionale sulle liste di attesa, ci sembra un buon segnale, in termini di trasparenza dei dati, e soprattutto di approccio condiviso alla responsabilità sul tema da parte del Governo centrale e delle singole Regioni. Sono evidenti, tuttavia, anche alcune delle questioni essenziali sulle quali è necessario lavorare, affinché la stessa piattaforma risulti davvero uno strumento utile per i cittadini, nonché uno strumento efficace per il superamento delle disuguaglianze territoriali segnalate anche dal direttore dell’Agenzia, Angelo Tanese“, è quanto afferma Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva.
“Innanzitutto, mancano i dati riferiti alle singole Asl, così come sarebbe necessario entrare nel dettaglio – sia a livello territoriale, che di motivazioni – delle mancate accettazioni del cittadino del primo appuntamento offerto dal CUP. Non ci sono, inoltre, dati sufficienti sui percorsi di garanzia attivati e gestiti, ossia quelli che consentono al cittadino di avere la prestazione nei tempi utili laddove non ci sia posto nel canale pubblico, così come andrebbe integrato il monitoraggio delle visite di controllo, in particolare per i pazienti cronici e fragili. Altrettanto importante, analizzare il fenomeno delle prescrizioni non prenotate, per comprendere in che misura sia legato a problemi di inaccessibilità dei CUP o al passaggio a canali privati. Tutti indicatori – continua Mandorino – che crediamo sia utile integrare, man mano, nell’aggiornamento periodico della stessa Piattaforma. Diamo in tal senso la nostra disponibilità a lavorare in tale direzione, anche alla luce di quanto i cittadini ci segnalano sul tema”.
29 Maggio 2026
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