Il futuro è già qui: POCUS tra territorio e ospedale. Il ruolo del radiologo

Il futuro è già qui: POCUS tra territorio e ospedale. Il ruolo del radiologo

Il futuro è già qui: POCUS tra territorio e ospedale. Il ruolo del radiologo

La POCUS non sostituisce l’imaging tradizionale, ma lo integra, rendendo più tempestive e appropriate le decisioni cliniche. È uno strumento di supporto immediato per il clinico, utile nella gestione di condizioni acute – traumi, distress respiratorio, sospette infezioni, complicanze addominali – e nel monitoraggio evolutivo.

L’ecografia point-of-care (POCUS) non è più una prospettiva, ma una realtà che sta trasformando l’organizzazione dell’assistenza sanitaria, dall’ospedale al territorio. La possibilità di ottenere risposte diagnostiche rapide al letto del paziente la rende uno strumento sempre più centrale nei percorsi clinici contemporanei.

La POCUS non sostituisce l’imaging tradizionale, ma lo integra, rendendo più tempestive e appropriate le decisioni cliniche. È uno strumento di supporto immediato per il clinico, utile nella gestione di condizioni acute – traumi, distress respiratorio, sospette infezioni, complicanze addominali – e nel monitoraggio evolutivo.

Negli ultimi anni, la diffusione di dispositivi portatili ha favorito l’estensione della POCUS anche ai contesti extraospedalieri: ambulanze, continuità assistenziale, medicina generale. In alcune realtà regionali, come Lombardia e Veneto, sono già attivi modelli organizzativi che portano l’ecografia direttamente negli studi dei medici di medicina generale, con l’obiettivo di avvicinare la diagnostica ai cittadini, migliorare la presa in carico e ridurre la pressione sui pronto soccorso.

Le principali società scientifiche, tra cui la SIRM, la definiscono come un’indagine mirata, orientata a uno specifico quesito clinico e distinta dall’ecografia diagnostica completa.

In questo contesto, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta un’opportunità strategica. Le Case di Comunità possono diventare il nodo di una rete diagnostica di primo livello, in cui la POCUS supporta la valutazione precoce e migliora la continuità assistenziale. Tuttavia, questo scenario richiede modelli organizzativi chiari: integrazione con i servizi di radiologia, sistemi di archiviazione e teleconsulto, inserimento nei PDTA e percorsi formativi certificati.

Il nodo centrale è oggi la governance. La diffusione della POCUS è stata rapida, ma disomogenea, spesso priva di un quadro nazionale condiviso. Senza regole chiare, il rischio è quello di generare variabilità, inappropriatezza e criticità. In ambito ospedaliero, è essenziale una reale integrazione tra radiologi, pediatri, neonatologi ed emergentisti, per evitare duplicazioni e garantire coerenza nei percorsi diagnostici. In ambito territoriale, il radiologo è chiamato a contribuire alla definizione dei percorsi formativi e degli standard di competenza per medici di medicina generale e pediatri di libera scelta.

Società scientifiche quali la SIRM   hanno già indicato la direzione: formazione certificata, protocolli condivisi, tracciabilità degli esami, sistemi di archiviazione delle immagini (PACS), audit e integrazione multidisciplinare. Il punto, dunque, non è la tecnologia, ma il modello organizzativo. La POCUS deve essere inserita in una rete diagnostica coordinata, e non lasciata a iniziative isolate.

Perché questa evoluzione produca un reale beneficio per il Servizio Sanitario Nazionale, è necessaria una scelta politica chiara: integrare la POCUS nelle strategie sanitarie nazionali, definendo standard, responsabilità e percorsi condivisi.  Il coinvolgimento strutturato di PLS e MMG, supportato da reti di teleconsulto e second opinion radiologica, può trasformare la POCUS in uno strumento di vera continuità assistenziale. In questo scenario, il ruolo della SIRM e del radiologo deve essere riconosciuto come centrale nella definizione degli standard, nella certificazione della formazione e nella governance dei processi diagnostici. Non in una logica corporativa, ma come garanzia di qualità, appropriatezza e sicurezza.

La POCUS non rappresenta una minaccia, ma un’opportunità: per rafforzare il ruolo della radiologia, guidare l’innovazione e contribuire a costruire un sistema sanitario più efficiente, equo e sicuro. La sfida è governare questo cambiamento, affinché la diffusione della tecnologia si traduca in un reale miglioramento della cura.

Dott. Giuseppe Paviglianiti
CD e Vice Presidente Sezione Radiologia Pediatrica SIRM

Giuseppe Paviglianiti

03 Giugno 2026

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