Case di Comunità Schillaci: “Servirà uno sforzo di tutti gli attori ma l’obiettivo è raggiungibile”

Case di Comunità Schillaci: “Servirà uno sforzo di tutti gli attori ma l’obiettivo è raggiungibile”

Case di Comunità Schillaci: “Servirà uno sforzo di tutti gli attori ma l’obiettivo è raggiungibile”

Il ministro al Forum “G19+2 Sanità” a Genova: “Sono gli atti e le leggi a muovere le leve dello Stato in concreto, ma dobbiamo partire da un sentire comune e credo nessuna categoria, tantomeno i medici, possa pensare di dare una risposta negativa quando parliamo di popolare le case di comunità e di offrire una medicina più forte ai cittadini”.

Una sanità più moderna, territoriale e vicina ai cittadini, capace di coniugare innovazione, sostenibilità ed equità. È questa la visione delineata dal ministro della Salute Orazio Schillaci nel suo intervento al Forum G19+2 di Genova. Il ministro ha sottolineato il valore del confronto. Ha illustrato i risultati raggiunti con il Pnrr e le liste d’attesa, a dimostrazione di quanto è possibile fare quando c’è volontà e condivisione. Ha quindi difeso il percorso di rafforzamento dell’assistenza territoriale, soffermandosi in particolare sul ruolo delle Case di comunità, che con gli ospedali di comunità, le centrali operative territoriali e il rafforzamento dell’assistenza domiciliare rappresentano gli “strumenti fondamentali per sviluppare un modello di presa in carico più efficace, soprattutto per i pazienti fragili e cronici”.

Il valore del confronto con i territori
“Il confronto con i territori e sui territori è prezioso per chi svolge un ruolo istituzionale. Vuol dire entrare in contatto con le persone, significa confrontarsi con chi a livello locale collabora nella gestione dell’interesse collettivo”, ha esordito il ministro nel suo intervento. Un dialogo che, ha sottolineato Schillaci, avviene in “una fase di profonda trasformazione della sanità italiana”, in cui “è fondamentale creare occasioni per confrontarci e mettere intorno allo stesso tavolo istituzioni nazionali e regionali, professionisti, cittadini, mondo produttivo, comunità scientifica. Solo con il dialogo, infatti, e con la condivisione delle responsabilità, possiamo affrontare le tante sfide che abbiamo davanti. Questa è stata la cifra del mio mandato e continuerà ad esserlo”.

Ssn tra nuove sfide e “principi che non possono essere traditi”
“Il Servizio sanitario nazionale rappresenta una delle più grandi conquiste della nostra Repubblica. È un patrimonio che è stato costruito nel tempo, che continua a garantire universalità, solidarietà, tutela della salute come diritto fondamentale della persona. Sono principi che non possono essere traditi né dimenticati”, ha sottolineato il ministro.
“Oggi però – ha proseguito – siamo chiamati a governare dei cambiamenti profondi: l’evoluzione demografica, l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche, l’innovazione tecnologica, le nuove aspettative dei cittadini impongono una riflessione seria sull’organizzazione dei servizi sanitari e sulla loro sostenibilità nel lungo periodo. E quello che, poi, da ministro ho fatto all’interno del governo, in raccordo con i territori sin dall’inizio del mio mandato, il confronto con le regioni ha veramente un valore strategico. E quando si collabora, quando tutti insieme andiamo nella stessa direzione, operiamo nell’esclusivo interesse dei cittadini e della sanità nazionale, i risultati poi si vedono”.

Sì ai differenti modelli territoriali, no alle diseguaglianze
Le differenze territoriali, per Schillaci, “possono e devono rappresentare una ricchezza. Lo sono quando consentono, ad esempio, di sperimentare modelli organizzativi innovativi, di individuare buone pratiche da condividere. Al tempo stesso, il compito delle istituzioni, poi, è quello di garantire che queste differenze non diventino diseguaglianze. Nel nostro settore questo si traduce in un obiettivo chiaro: assicurare ogni cittadino, indipendentemente dal luogo di residenza, prestazioni appropriate, tempestività e qualità. Questo principio costituisce il fondamento del nostro servizio sanitario nazionale e rappresenta il punto di equilibrio tra l’autonomia organizzativa e la coesione del sistema, e questo principio vale anche quando parliamo di medicina territoriale”.

La qualità basata sui dati e sull’ascolto
Centrale, per il ministro, che il confronto resti poi centrato “sui dati, l’evidenza e l’ascolto diretto dei cittadini. La qualità delle politiche pubbliche si misura, infatti, sulla capacità di leggere correttamente la realtà, di individuare le soluzioni basate su elementi oggettivi. Le persone giudicano il sistema sanitario attraverso quella che è la loro esperienza concreta. Penso ai tempi di attesa, alla facilità di accesso ai servizi, alla continuità delle cure, alla qualità dell’assistenza che ricevono. Comprendere queste esigenze vuol dire costruire politiche più efficaci, più vicine ai bisogni reali della popolazione”, ha detto.

Pnrr, target e risultati
E a proposito di dati, il ministro ha illustrato un bilancio degli obiettivi raggiunti con il Pnrr: “In questi anni – ha detto – il Governo ha lavorato per il servizio sanitario nazionale con grandi investimenti. Una parte importante di questo percorso riguarda l’attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza, che ha rappresentato un’occasione storica per modernizzare il sistema, renderlo più vicino ai cittadini”.

Ha quindi ricordato come “sull’assistenza domiciliare avevamo quasi tre miliardi di investimento, un obiettivo pari a 1,4 milioni di assistiti over 65 da prendere in carico; abbiamo già raggiunto e superato questo target, i dati ci dicono che abbiamo preso in carico oltre 1,6 milioni di over 65. Sulla telemedicina avevamo un miliardo e mezzo e un target comunitario di 300.000 assistiti da raggiungere; dati consolidati ad oggi ci dicono che gli assistiti sono già più di mezzo milione, oltre 566.000”.

“Stiamo parlando non solo di numeri – ha sottolineato Schillaci – ma della migliore presa in carico di oltre mezzo milione di pazienti cronici e fragili”.

“Con il PNRR – ha aggiunto – abbiamo lavorato anche sull’ammodernamento del parco tecnologico e digitale dei nostri ospedali. Abbiamo a disposizione oltre un miliardo per consegnare più di 3000 grandi apparecchiature diagnostiche e questo è già stato fatto. Anche qui, quindi, ho un target raggiunto. Il fascicolo sanitario elettronico è attivo, consente ai cittadini di consultare la propria storia medica, di condividerla con i professionisti sanitari per garantire un servizio più efficace ed efficiente per la sua salute”.

Case e ospedali di comunità: l’ultimo miglio della riforma
Il ministro ha poi spiegato come si stia lavorando ancora sul fronte delle Case e degli Ospedali di Comunità: “Parliamo di eventi più complessi, ma l’obiettivo è raggiungibile. Servirà certamente uno sforzo da parte di tutti gli attori coinvolti. Come ha giustamente ricordato il Presidente del Consiglio Meloni a Milano, sull’attuazione del PNRR dobbiamo fare tutti insieme l’ultimo miglio, probabilmente il più impegnativo, spingere il più possibile sull’acceleratore. Noi siamo pronti. La sanità territoriale, in particolare, costituisce uno dei pilastri di questa trasformazione: le case della comunità, gli ospedali di comunità, le centrali operative territoriali, il rafforzamento dell’assistenza domiciliare sono strumenti fondamentali per sviluppare un modello di presa in carico più efficace, soprattutto per i pazienti fragili e cronici”.

Il ministro si è dunque soffermato sulle recenti discussioni sulla proposta di riforma: “Si è discusso molto di provvedimenti in queste settimane, ma io da medico, qui, anche, vorrei parlare di persone. Non mi nascondo. So che poi sono gli atti e le leggi a muovere le leve dello Stato in concreto, ma so anche che dobbiamo prima partire da un sentire comune e credo che nessuna categoria, tantomeno quella dei medici, possa pensare di dare una risposta negativa quando parliamo di popolare le case di comunità e di offrire una medicina più forte ai cittadini, soprattutto ai più fragili”, ha detto Schillaci. “La presenza delle Regioni nell’ambito di questo forum – ha aggiunto – testimonia la volontà di costruire un percorso condiviso, capace di coniugare autonomia, responsabilità e solidarietà. È attraverso questo metodo che possiamo rafforzare il servizio sanitario nazionale, renderlo sempre più adeguato alle esigenze del nostro tempo. Abbiamo già lavorato proficuamente su altri fronti, penso ad esempio a quello delle liste d’attesa, sulle quali come Governo siamo intervenuti con decisione dopo anni di vuoto e mancate risposte”, ha sottolineato.

Liste d’attesa: “Un’operazione di trasparenza, mai fatta prima”
Sulle liste d’attesa, ha evidenziato Schillaci, “abbiamo voluto una legge chiara dalla parte dei cittadini, abbiamo scritto regole che velocizzano il sistema, attivano una piattaforma – presentata da Agenas pochi giorni fa – che ci consente di fare una grossa operazione di trasparenza, mai fatta prima. Abbiamo già monitorato 65 milioni di prestazioni, registrato miglioramenti in 16 regioni. Andremo avanti, ma va riconosciuto che questo lavoro prima non c’era mai stato, perché mettere la faccia sulle liste d’attesa è sempre stato un rischio e nessuno lo ha mai voluto fare. Come ministro ho voluto correrlo, insieme al Governo, e penso che il tempo ci stia dando e soprattutto ci darà ragione”.

Obiettivo: una sanità più moderna e vicina alle persone
Schillaci ha quindi concluso il suo intervento esprimendo convinzione sui contributi che arriveranno al dibattito nazionale. “Le migliori soluzioni – ha detto – nascono dall’ascolto, dal confronto e dalla capacità di mettere a sistema esperienze diverse. Il nostro obiettivo comune deve essere quello di costruire una sanità più moderna, più efficace, più innovativa, più vicina alle persone. Una sanità capace di utilizzare le opportunità offerte dalla tecnologia senza perdere la propria dimensione umana”.

Lucia Conti

15 Giugno 2026

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