Fadoi: “Disponibili a collaborare, ma dentro un percorso strutturato”
FADOI esprime piena disponibilità a contribuire allo sviluppo delle Case di comunità, mettendo a disposizione le competenze degli internisti ospedalieri nell’ambito di un percorso organizzato, programmato e coerente con i bisogni assistenziali dei cittadini.
“La medicina interna può svolgere un ruolo importante nella presa in carico dei pazienti cronici, complessi e fragili anche sul territorio”, sottolinea FADOI. “Ma questa collaborazione deve inserirsi in un modello stabile, definito nei tempi, nelle responsabilità e negli obiettivi, evitando soluzioni straordinarie o interventi tampone dettati dalla carenza di personale”.
Secondo FADOI, le Case di comunità rappresentano una grande opportunità per rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio, ridurre accessi impropri ai pronto soccorso e garantire continuità assistenziale. Per questo è necessario costruire percorsi condivisi con medici di medicina generale, specialisti territoriali, infermieri e servizi sociali, valorizzando le diverse professionalità senza sovrapposizioni né improvvisazioni.
“Gli internisti sono pronti a fare la loro parte”, conclude FADOI, “ma serve una programmazione seria, con risorse adeguate, criteri omogenei e un quadro organizzativo chiaro. Le Case di comunità devono essere organizzate come uno snodo qualificato e stabile della nuova sanità territoriale”.
17 Giugno 2026
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