Sole e melanoma. Fimmg Roma contro le tesi di Rasio: “Negare il ruolo dei raggi UV è un messaggio pericoloso per la salute pubblica”

Sole e melanoma. Fimmg Roma contro le tesi di Rasio: “Negare il ruolo dei raggi UV è un messaggio pericoloso per la salute pubblica”

Sole e melanoma. Fimmg Roma contro le tesi di Rasio: “Negare il ruolo dei raggi UV è un messaggio pericoloso per la salute pubblica”

Il segretario provinciale Bartoletti richiama le evidenze scientifiche internazionali e ribadisce che i raggi UV sono cancerogeni e che la fotoprotezione è uno strumento fondamentale di prevenzione. “Diffondere messaggi contrari al consenso scientifico, soprattutto sui social e in estate, espone i cittadini a rischi concreti”

“Le dichiarazioni pubblicate sui social dalla dottoressa Debora Rasio, secondo cui l’esposizione al sole proteggerebbe dal melanoma e le creme solari aumenterebbero il rischio di tumori cutanei, contraddicono significativamente la letteratura scientifica consolidata e rappresentano un pericolo per la salute pubblica, soprattutto in un momento come questo di massima esposizione solare”.

Così il segretario provinciale Fimmg Roma, Pier Luigi Bartoletti, a commento di un video apparso su Facebook: “I dati della letteratura scientifica internazionale – ha sostenuto – sono incontrovertibili: l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC/WHO), in uno studio pubblicato nel 2025 sull’International Journal of Cancer, attribuisce oltre l’80% dei melanomi cutanei diagnosticati globalmente nel 2022 (circa 267.000 casi su 332.000) all’esposizione ai raggi ultravioletti. I raggi UV penetrano nelle cellule cutanee causando mutazioni genetiche; le scottature raddoppiano il rischio di melanoma nel corso della vita, specialmente se subite in età infantile e giovanile. L’OMS e l’IARC classificano la radiazione UV come cancerogena per l’uomo (Gruppo 1), al pari del fumo di sigaretta. Secondo l’American Cancer Society, il 45% dei decessi per melanoma potrebbe essere prevenuto con adeguate precauzioni nei confronti dei raggi UV. La protezione solare con SPF 30 o 50+ è uno strumento fondamentale di difesa, non un nemico, e non esiste alcun riscontro scientifico che i filtri solari aumentino il rischio tumorale.

Dare informazioni corrette, in un periodo estivo, con temperature elevate e radiazioni solari al loro massimo, richiede comunicazioni particolarmente prudenti e rigorose da parte di professionisti sanitari, specialmente quando raggiungono una platea importante sui social media. In questa stagione il caldo e il sole sono fattori che devono essere gestiti con seria consapevolezza del rischio: suggerire, in una fase di massima esposizione solare, che le protezioni danneggino e che l’esposizione protegga è una comunicazione potenzialmente pericolosa per la salute collettiva, che contraddice il consenso scientifico mondiale”.

Difatti, aggiunge Bartoletti, la comunità dermatologica internazionale (SIDeMaST, American Academy of Dermatology, IARC/WHO) ribadisce che: la fotoprotezione combinata (filtri solari, abbigliamento, ombra, limitazione nelle ore di picco) è lo strumento fondamentale di prevenzione. I consigli sulla prevenzione oncologica devono essere basati su studi metodologicamente robusti e sul consenso scientifico documentato.

“Quindi l’interpretazione selettiva di dati epidemiologici, priva di contestualizzazione biologica e clinica, espone il pubblico a rischi concreti. La Fimmg Roma – conclude – l ribadisce l’impegno per una comunicazione sanitaria territoriale basata rigorosamente su evidenze validate, con particolare attenzione ai periodi di massima esposizione ambientale a fattori di rischio”.

28 Luglio 2026

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