Teleradiologia, Agenas apre la consultazione pubblica sul Documento di indirizzo

Teleradiologia, Agenas apre la consultazione pubblica sul Documento di indirizzo

Teleradiologia, Agenas apre la consultazione pubblica sul Documento di indirizzo

Agenas ha aperto la consultazione pubblica sul “Documento di Indirizzo per lo sviluppo e la gestione della Teleradiologia”. L’obiettivo è raccogliere osservazioni e contributi dai professionisti coinvolti nell’esecuzione e nella gestione delle prestazioni in teleradiologia, per migliorare la qualità del documento e aggiornare, se necessario, gli aspetti organizzativi contenuti nelle linee guida del 2015. La consultazione resterà aperta fino al 15 ottobre 2026. 

Agenas ha aperto la consultazione pubblica sul “Documento di Indirizzo per lo sviluppo e la gestione della Teleradiologia”, predisposto da un Gruppo di Lavoro istituito con delibera direttoriale n. 245 del 10 maggio 2024.

Il documento è dedicato allo sviluppo e alla gestione della teleradiologia e nasce per definire gli aspetti organizzativi delle relative procedure. La consultazione si chiuderà il 15 ottobre 2026 e punta a raccogliere commenti ed elementi conoscitivi ulteriori da parte dei professionisti che intervengono nell’esecuzione o nella gestione di una prestazione in teleradiologia.

Obiettivo: aggiornare l’assetto organizzativo della teleradiologia

Il documento intende definire gli aspetti organizzativi delle procedure di teleradiologia e, se necessario, modificare le indicazioni sull’assetto organizzativo e sulle modalità di erogazione delle prestazioni già riportate nelle “Linee guida per le procedure inerenti le pratiche radiologiche clinicamente sperimentate”, pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 9 novembre 2015.

Nella bozza si sottolinea che, mentre la telemedicina ha avuto negli ultimi anni una forte evoluzione tecnologica e normativa, l’aggiornamento della teleradiologia non è avanzato allo stesso ritmo. Per questo Agenas ha ravvisato la necessità di un documento di indirizzo sugli aspetti organizzativi, da affiancare alle linee guida previste dall’articolo 161 del D.Lgs. 101/2020.

Cosa si intende per teleradiologia

La bozza richiama la definizione di teleradiologia come trasmissione elettronica di immagini radiologiche da una sede a un’altra a fini di interpretazione o consultazione. Gli utenti collocati in luoghi diversi possono visualizzare simultaneamente le immagini, favorendo l’accesso a consultazioni secondarie e la formazione continua.

Il documento distingue inoltre alcune prestazioni e modalità operative, tra cui telerefertazione e teleconsulto. La telerefertazione è la relazione redatta e trasmessa tramite sistemi digitali e di telecomunicazione, validata con firma digitale dal medico responsabile. Il teleconsulto, invece, è un atto medico in cui uno o più professionisti interagiscono a distanza sulla situazione clinica di un paziente, condividendo dati, referti, immagini e altri elementi utili alla valutazione.

Non solo immagini: un processo clinico-organizzativo

Uno dei passaggi centrali della bozza è il richiamo al fatto che la teleradiologia non può essere considerata un semplice trasferimento telematico di immagini tra sedi diverse. Per garantirne la piena validità clinico-diagnostica, si indica come imprescindibile il rispetto degli standard qualitativi della radiodiagnostica convenzionale e dei principi fondamentali che regolano il processo radiologico.

La prestazione radiologica, anche in telepresenza, deve quindi mantenere una sequenza di momenti interdipendenti e coinvolgere un team multiprofessionale composto dal medico richiedente, dal medico radiologo e dal Tecnico Sanitario di Radiologia Medica, responsabile della produzione delle immagini diagnostiche.

Il ruolo del medico radiologo

Il documento attribuisce al medico radiologo, in presenza o in telepresenza, il ruolo di coordinatore del processo. È sua responsabilità confrontarsi con il paziente e con il medico prescrittore, refertare l’esame e validare il referto attraverso strumenti digitali e firma digitale, nel rispetto degli standard di qualità e della normativa vigente.

La matrice di responsabilità riportata nel documento evidenzia la responsabilità del medico radiologo nella gestione dell’intero processo, pur all’interno di un modello che coinvolge più figure professionali.

Radioprotezione, consenso e dati personali

Il documento dedica spazio agli aspetti legali, normativi e deontologici. Il diritto del paziente a ricevere una prestazione sanitaria di qualità resta centrale anche nella teleradiologia: la prestazione a distanza deve essere clinicamente equivalente a quella in presenza, sia per qualità tecnica dell’immagine sia per competenza diagnostica.

Sul consenso informato, la bozza chiarisce che in teleradiologia valgono le stesse norme previste per le procedure diagnostiche tradizionali, con la possibilità di una gestione dematerializzata purché il paziente comprenda natura della prestazione, benefici, rischi e alternative.

In tema di dati personali, data la trasmissione e il trattamento remoto di immagini diagnostiche e referti, il documento richiama l’obbligo di misure tecniche e organizzative avanzate per prevenire accessi non autorizzati e garantire la confidenzialità.

Requisiti tecnologici e qualità delle immagini

Il documento definisce anche requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici. Tra questi: rispetto delle norme sulla privacy, procedure per garantire che le immagini ricevute si riferiscano al paziente corretto, controlli sull’attuazione dei protocolli, verifica della qualità delle attrezzature, comunicazione immediata con il centro che ha realizzato l’indagine, disponibilità di RIS-PACS, monitor idonei e firma digitale.

La qualità diagnostica delle immagini deve essere preservata lungo tutto il ciclo del processo teleradiologico e che non è ammissibile alcuna perdita di dati nel trasferimento. Monitor, schede grafiche e postazioni di refertazione devono essere sottoposti a verifiche periodiche e garantire condizioni ambientali adeguate, come illuminazione controllata e calibrazione secondo la scala di grigi DICOM.

Referti tracciabili e stop al “ghost reporting”

Particolare rilievo viene dato alla qualità del referto diagnostico. La bozza richiede tracciabilità assoluta tra chi interpreta l’esame e chi redige e firma il referto, precisando che il documento deve essere redatto e firmato esclusivamente dallo stesso medico radiologo incaricato dell’interpretazione.

Il testo esclude qualsiasi forma di delega impropria nella produzione del referto, definita “ghost reporting”, considerata non ammissibile in un contesto di responsabilità clinica e deontologica.

Sono inoltre previste procedure formalizzate per la comunicazione immediata di risultati imprevisti, critici o urgenti, affinché il medico responsabile del paziente riceva tempestivamente le informazioni necessarie.

Teleradiologia come componente strutturale dei percorsi diagnostici

La teleradiologia viene descritta non come soluzione emergenziale o sostitutiva, ma come componente strutturale e integrata dei percorsi diagnostici. L’obiettivo è coniugare innovazione tecnologica e appropriatezza clinica, garantendo qualità, sicurezza e continuità assistenziale.

Il documento distingue inoltre tra modelli intra-aziendali ed extra-aziendali. Nel primo caso, l’intero processo radiologico resta all’interno di un’unica entità giuridica e organizzativa, con piena integrazione nei sistemi informativi aziendali. Nel secondo, la collaborazione tra strutture diverse richiede protocolli e procedure che assegnino chiaramente responsabilità, tempi di refertazione, modalità di comunicazione e criteri di tracciabilità medico-legale.

Zone disagiate, urgenza e patologie tempo-dipendenti

Si dedica attenzione anche ai contesti specifici. Nelle zone disagiate, le attività di diagnostica per immagini possono essere garantite attraverso modelli organizzativi di teleradiologia, nel rispetto di protocolli formalizzati, approvati dall’azienda e condivisi con le figure professionali coinvolte.

Per le patologie tempo-dipendenti, la bozza prevede un modello Hub & Spoke, con trasferimento immediato delle immagini diagnostiche dalle strutture Spoke al centro Hub di riferimento, così da favorire la tempestività delle cure.

È prevista anche l’applicazione alla radiologia domiciliare, con criteri analoghi a quelli dell’attività ambulatoriale per le prestazioni standardizzate e con presenza fisica o telepresenza del radiologo per le prestazioni non standardizzate.

Chi può partecipare alla consultazione

Alla consultazione possono partecipare i rappresentanti legali, o loro delegati, delle Società scientifiche inerenti alla teleradiologia presenti nell’elenco delle Società Scientifiche e Associazioni Tecnico-Scientifiche delle Professioni Sanitarie ai sensi del DM 2 agosto 2017.

La partecipazione avviene attraverso i servizi online di Agenas, dove è disponibile il documento di indirizzo e il questionario per l’invio dei contributi. La consultazione è realizzata in coerenza con le “Linee Guida sulla Consultazione” elaborate nel 2020 dal Dipartimento della Funzione Pubblica e dal Dipartimento per le Riforme Istituzionali.

L’obiettivo dichiarato è migliorare il documento attraverso il confronto con i professionisti, rafforzando un modello di teleradiologia sicuro, tracciabile, integrato e coerente con l’evoluzione della telemedicina e della diagnostica per immagini.

07 Agosto 2026

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