Clima, salute e migrazioni. L’Oms lancia le priorità globali della ricerca: “Servono più evidenze per guidare le politiche sanitarie”

Clima, salute e migrazioni. L’Oms lancia le priorità globali della ricerca: “Servono più evidenze per guidare le politiche sanitarie”

Clima, salute e migrazioni. L’Oms lancia le priorità globali della ricerca: “Servono più evidenze per guidare le politiche sanitarie”

L’Organizzazione mondiale della sanità presenta un nuovo piano d’azione internazionale per colmare le lacune scientifiche sul legame tra cambiamento climatico, migrazioni e salute. L’obiettivo è orientare le politiche pubbliche con dati più solidi, rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari e tutelare le popolazioni più vulnerabili.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha lanciato un nuovo programma globale di priorità di ricerca dedicato all’intersezione tra cambiamento climatico, salute e migrazioni, con l’obiettivo di rafforzare le basi scientifiche necessarie a orientare le politiche sanitarie in uno dei settori considerati più critici e meno studiati della salute globale. L’iniziativa, annunciata il 5 agosto, rappresenta il primo approfondimento tematico della Global Research Agenda on Health, Migration and Displacement dell’Oms.

Secondo l’Organizzazione, il cambiamento climatico sta diventando un fattore sempre più rilevante nel determinare migrazioni e sfollamenti, con effetti diretti e indiretti sulla salute delle persone lungo tutte le fasi del percorso migratorio: dall’esposizione agli eventi climatici estremi, alla perdita dei mezzi di sussistenza, fino alle difficoltà di accesso ai servizi sanitari nei Paesi di transito e di destinazione. Nonostante la crescente rilevanza del fenomeno, persistono importanti lacune nelle conoscenze scientifiche che rendono più difficile elaborare politiche efficaci ed eque.

Il nuovo documento individua quindi una serie di priorità di ricerca che dovranno guidare gli investimenti e la produzione di evidenze nei prossimi anni. Tra i temi indicati figurano gli impatti sanitari della mobilità legata ai cambiamenti climatici, la resilienza dei sistemi sanitari, l’accesso alle cure per migranti e sfollati, le disuguaglianze nella salute, la raccolta di dati comparabili e lo sviluppo di interventi in grado di integrare le politiche climatiche con quelle sanitarie e migratorie.

L’iniziativa nasce dal Global Research Prioritization Exercise (GRPE), un percorso che ha coinvolto esperti provenienti da tutte le sei regioni dell’Oms attraverso revisioni della letteratura, consultazioni tecniche e un processo internazionale di definizione delle priorità. Il rapporto è stato presentato durante un webinar globale che ha riunito oltre 300 partecipanti provenienti da più di 75 Paesi.

“Colmare le lacune della ricerca è una questione di equità”, ha dichiarato Santino Severoni, direttore del programma Oms per Salute e Migrazione. “Per raggiungere la copertura sanitaria universale, rafforzare la resilienza climatica e promuovere l’equità nella salute, le popolazioni migranti e sfollate non devono essere considerate un elemento secondario, ma parte della soluzione fin dall’inizio”.

Anche Diarmid Campbell-Lendrum, responsabile del Dipartimento Oms su cambiamento climatico, energia e qualità dell’aria, ha sottolineato come “il cambiamento climatico stia già influenzando la salute e la mobilità delle popolazioni in tutto il mondo” e come sia indispensabile “rafforzare la base di evidenze per sostenere politiche efficaci e garantire sistemi sanitari resilienti al clima ed equi”.

L’Oms ricorda che miliardi di persone vivono già in aree altamente vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico e che l’aumento della frequenza di ondate di calore, alluvioni, incendi, siccità e altri eventi estremi è destinato ad amplificare i movimenti di popolazione e le conseguenze sanitarie associate. In questo contesto, l’Organizzazione punta a favorire una maggiore collaborazione tra ricercatori, governi e istituzioni internazionali affinché le future decisioni in materia di salute pubblica siano sostenute da evidenze scientifiche più solide e condivise.

06 Agosto 2026

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