“Le malattie cardio-cerebrovascolari continuano a rappresentare una delle maggiori cause di mortalità e disabilità. Allo stesso tempo, sappiamo quanto sia possibile incidere sulla loro insorgenza e sulle loro conseguenze attraverso la prevenzione, la diagnosi precoce e una presa in carico tempestiva e appropriata”. Con queste parole il Ministro della Salute Orazio Schillaci è intervenuto con un videomessaggio agli Stati Generali della Salute Cardiovascolare, promossi dall’Intergruppo Parlamentare per le malattie cardio, cerebro e vascolari in occasione della Giornata Mondiale del Cuore, che si celebra il 29 settembre.
I numeri della malattia
Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nel mondo, nell’Unione Europea e in Italia. A livello globale, si stima che nel 2022 circa 19,8 milioni di persone siano morte a causa di queste patologie, pari a circa il 32% di tutti i decessi; l’85% è riconducibile a infarto e ictus.
Secondo i dati EUROSTAT relativi al 2023, nell’UE si sono registrati circa 1,59 milioni di decessi per malattie del sistema circolatorio, pari al 32,8% dei 4,84 milioni di decessi complessivamente registrati nello stesso anno. Anche in Italia, secondo i dati ISTAT, nel 2023 le malattie del sistema circolatorio hanno rappresentato la prima causa di morte, con 206.119 decessi, pari al 30,9% del totale.
Negli ultimi decenni si è osservata nel nostro Paese una notevole diminuzione dei tassi di mortalità e di ospedalizzazione per malattie cardio-cerebrovascolari, favorita dal miglioramento delle misure preventive, terapeutiche e assistenziali. Tuttavia, la diminuita mortalità e l’aumento della proporzione di anziani nella popolazione hanno contribuito all’incremento della prevalenza e della disabilità legata a tali malattie, con un aumento del peso sociale.
“Fino all’80% dei decessi prematuri è prevenibile”
Come sottolineato nella nota del Ministero della Salute, si stima che fino all’80% dei decessi prematuri associati a queste patologie possa essere prevenuto attraverso l’adozione di comportamenti salutari, la diagnosi precoce e l’accesso tempestivo alle cure.
Nel 2026 prosegue la campagna “Don’t miss a beat” (“Non perdere un battito”), avviata in occasione della Giornata 2025, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sull’importanza di identificare tempestivamente segni e sintomi che possono passare inosservati o essere trascurati fino a quando è troppo tardi.
Fra i principali fattori di rischio modificabili vi sono il tabagismo, la sedentarietà, una scorretta alimentazione, il sovrappeso e l’obesità, l’ipertensione arteriosa, le dislipidemie e il diabete mellito. Adottare stili di vita salutari – non fumare, praticare attività fisica, evitare il consumo rischioso di alcol, seguire una sana alimentazione – è la scelta migliore per contrastare l’insorgenza e la progressione delle malattie cardiovascolari.
Il Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031
“È questa la direzione nella quale abbiamo lavorato, mettendo la prevenzione al centro delle politiche sanitarie”, ha dichiarato Schillaci. “Con il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 abbiamo consolidato un modello che punta a intervenire sui principali fattori di rischio modificabili e a promuovere la salute in tutte le fasi della vita”.
Il nuovo PNP, adottato con Intesa Stato-Regioni del 21 maggio 2026, conferma e consolida l’impegno nel campo della promozione della salute e della prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili, tra cui rientrano le malattie cardiovascolari, secondo un approccio life-course, per setting e di genere, orientato al contrasto delle diseguaglianze di salute. Il Piano mira a rafforzare la prevenzione dei fattori di rischio in un’ottica One Health, il lavoro in rete e l’implementazione di percorsi integrati per l’identificazione precoce e la presa in carico delle persone a rischio o affette da malattie croniche non trasmissibili, inclusa la definizione di Percorsi (Preventivo)-Diagnostico-Terapeutico-Assistenziali – (P)PDTA – con specifico riferimento alle patologie cardiovascolari.
Il documento è in coerenza con le “Conclusions on the improvement of cardiovascular health in the European Union”, approvate dal Consiglio dell’UE il 3 dicembre 2024, e con il “Safe Hearts Plan” (“Piano Cuori Sicuri”), presentato dalla Commissione europea il 16 dicembre 2025, che individua nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nello screening, nonché nel trattamento e nell’assistenza, comprese la riabilitazione, le principali direttrici di intervento, valorizzando l’innovazione digitale, la ricerca e il contrasto alle disuguaglianze.
Case della Comunità e telemedicina
Nel suo intervento, il Ministro ha ricordato anche il potenziamento dell’assistenza territoriale. “Le Case della Comunità finanziate con il PNRR, già operative in molte Regioni, consentono di avvicinare i servizi ai cittadini e di integrare prevenzione, diagnosi, cura e assistenza, con particolare attenzione alle persone con patologie croniche”.
Sul fronte digitale, “abbiamo investito nella telemedicina, uno strumento particolarmente utile anche nella gestione delle patologie cardiovascolari. Il telemonitoraggio e gli altri servizi digitali permettono di seguire i pazienti a domicilio, facilitano il follow-up e contribuiscono a garantire continuità nell’assistenza”.
Sul fronte specifico della prevenzione cardiovascolare, il Ministro ha ricordato i progetti finanziati degli IRCCS della Rete Cardiologica, che utilizzano anche le nuove tecnologie per individuare precocemente il rischio e promuovere comportamenti salutari. “Sono interventi che rispondono a una visione precisa: tutelare la salute prima che insorga la malattia e, quando la patologia è presente, assicurare una presa in carico tempestiva, integrata e vicina alla persona”.
L’Alleanza italiana per le malattie cardio-cerebrovascolari
Il Ministero della Salute sostiene la prevenzione delle malattie cardiovascolari anche attraverso l’Alleanza italiana per le malattie cardio-cerebrovascolari, costituita nel 2017 presso il Ministero. Si tratta di un’Alleanza volontaria che riunisce in un tavolo di confronto permanente i principali stakeholder – attualmente cinquantadue tra Federazioni e Società di cardiologia e neurologia, medicina interna, medici di medicina generale, pediatri, farmacisti, associazioni di pazienti e altri enti – con l’obiettivo di favorire interventi di promozione della salute, prevenzione e controllo delle malattie cardio-cerebrovascolari, in linea con il Programma “Guadagnare salute”, il Piano Nazionale della Prevenzione e il Piano Nazionale Cronicità.