Riacutizzazioni e antibioticoresistenza. Parla l’esperto
“Per quanto riguarda Streptococcus pneumoniae si riscontrano, in alcuni paesi, elevati tassi di resistenza alla penicillina (40-50%) e ai macrolidi. In Italia la resistenza alla penicillina è di circa il 15-20% (era del 4% all’inizio degli anni ’90), mentre sono più rilevanti sono le resistenze ai macrolidi (33%), al cotrimossazolo (25,9%) e alle tetracicline (37%)”, ha spiegato Concia. “I ceppi di H. influenzae betalattamasi produttori hanno raggiunto in Italia il tasso del 20% e ancor più grave è la situazione per M. catarrhalis, dato che il 97% dei ceppi di questo batterio produce enzimi inattivanti le betalattamine”.
Nella terapia delle infezioni delle vie respiratorie, gli antibiotici betalattamici, in virtù dell’ampio spettro antibatterico, rappresentano una pietra angolare, a cui il medico ricorre di norma in maniera empirica, non avendo spesso la possibilità di condurre una determinazione specifica dell’agente eziologico implicato, determinazione che tra l’altro risulta in alcune condizioni, come le riacutizzazioni di bronchite cronica, di difficile esecuzione. Un ruolo di rilievo nell’armamentario terapeutico è rappresentato dalle cefalosporine orali, che vengono suddivise, in base al loro spettro d'azione, in tre generazioni. Le cefalosporine orali di III generazione (come cefixime e ceftibuten) hanno una maggiore potenza delle generazioni precedenti, ma esplicano in media un'attività che risulta prevalente sui microrganismi Gram-negativi e relativamente modesta sui batteri Gram-positivi.
“Al contrario – spiega Concia – cefditoren pivoxil, ultima nata tra le ceflosporine di III generazione, ha una buona attività bilanciata tanto sui Gram-positivi quanto sui Gram-negativi. Per quanto riguarda S. pneumoniae, ha un'ottima attività sui ceppi penicillino-sensibili e discreta sui ceppi resistenti. L'attività sui ceppi penicillino intermedi, prevalenti in Italia, è buona. Questa cefalosporina di III generazione risulta particolarmente attiva contro H. influenzae e M. catarrhalis. Grazie alle sue caratteristiche farmacologiche, cefditoren pivoxil ha un'attività nettamente superiore a quella delle altre cefalosporine e anche all'attività di amoxicillina/acido clavulanico,
L'amoxicillina/acido clavulanico, pur essendo attiva contro i principali patogeni delle vie respiratorie, esclusi gli agenti atipici, presenta infatti un limite legato alla scarsa tollerabilità gastrointestinale alle posologie corrette. Trattandosi di un antibiotico tempo-dipendente, dovrebbe essere utilizzato, in un adulto normopeso, alla dose di 1 g ogni 8 ore. Nell'uso comune, però, al fine di evitare i disturbi gastrointestinali, la dose più utilizzata è quella di 1 g ogni 12 ore.
I fluorochinoloni di ultima generazione, come levofloxacina e moxifloxacina, possiedono invece un'ottima attività su tutti i ceppi studiati, ma molti esperti esprimono preoccupazioni per l'abuso di fluorochinoloni con il rischio di aumento delle resistenze che oggi già riscontriamo, a livelli preoccupanti, sui microrganismi Gram-negativi.
In conclusione, nella esacerbazione di bronchite cronica, le linee guida dell'ATS (American Thoracic Society) e dell'ERS (European Respiratory Society) raccomandano, nelle forme lievi e moderate, l'uso di farmaci per via orale fra cui l'amoxicillin/alacido clavulanico, i macrolidi di ultima generazione e le cefalosporine orali. In questo gruppo di pazienti il cefditoren (marchio commerciale Giasion®) ha dimostrato un'efficacia clinica e microbiologica eccellente. “È da sottolineare che queste stesse linee guida raccomandano di utilizzare i fluorochinoloni in tale contesto solo in seconda battuta, in caso di insuccesso terapeutico”, ha concluso Concia. “L'uso degli antibiotici deve essere, in conclusione, razionale e non razionato; il buon uso degli stessi ha il duplice obiettivo di ottenere la guarigione del paziente e di limitare l'incremento delle resistenze batteriche. In tal senso, cefditoren, cefalosporina orale di III generazione con un ampio spettro di attività nei confronti dei patogeni respiratori, deve essere considerato un farmaco innovativo nella terapia delle infezioni delle vie respiratorie”.
07 Marzo 2013
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