Di Rosa (SItI): “Rafforzare la sorveglianza, non abbassare la guardia”

La segnalazione in Francia del primo caso umano di infezione da virus Shamonda riaccende l’attenzione sulla sorveglianza delle malattie infettive emergenti e sui possibili rischi per la salute pubblica. A intervenire è Enrico Di Rosa, presidente della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), dal 59° Congresso nazionale della Società scientifica, dove la prevenzione vaccinale è tra i temi al centro del dibattito.

“Il Ministero della Salute, già il 17 settembre scorso, aveva richiamato l’attenzione sulla circolazione del virus in Europa ed in alcuni allevamenti italiani, sottolineando la necessità di un’attenta sorveglianza veterinaria”, ricorda Di Rosa. Secondo il presidente SItI, in attesa di ulteriori approfondimenti epidemiologici e scientifici, la segnalazione rappresenta un nuovo richiamo all’importanza di mantenere elevata l’attenzione sulle infezioni emergenti, rafforzando gli strumenti di prevenzione e monitoraggio per intercettare tempestivamente eventuali minacce sanitarie.

“È fondamentale rafforzare i sistemi di sorveglianza epidemiologica, virologica ed entomologica”, sottolinea Di Rosa, richiamando la necessità di una collaborazione sempre più stretta tra sanità pubblica, medicina veterinaria e tutela dell’ambiente. Il riferimento è al modello One Health, che riconosce l’interdipendenza tra salute umana, animale e ambientale e promuove una risposta coordinata ai rischi infettivi che possono emergere dall’interazione tra questi ambiti.

Un ruolo importante, secondo il presidente SItI, è svolto anche dai cambiamenti climatici, che stanno modificando la distribuzione geografica e la stagionalità degli insetti vettori. Queste trasformazioni possono creare condizioni favorevoli alla diffusione di agenti patogeni in aree precedentemente meno esposte, introducendo anche in Italia nuovi rischi infettivi o aumentando l’esposizione a malattie finora poco conosciute. Da qui la necessità di sviluppare sistemi di sorveglianza capaci di riconoscere precocemente i cambiamenti epidemiologici.

Per affrontare queste sfide, la SItI chiede maggiori investimenti nei Dipartimenti di Prevenzione, considerati essenziali per individuare tempestivamente i fenomeni emergenti e coordinare la risposta sanitaria. “Riteniamo pertanto prioritario investire nel potenziamento dei Dipartimenti di Prevenzione per intercettare precocemente questi fenomeni, rafforzare le risorse, le competenze professionali e le reti di collaborazione tra istituzioni e servizi sanitari”, afferma Di Rosa, sottolineando l’importanza di un sistema di prevenzione sostenuto da personale qualificato e adeguate risorse organizzative.

“La prevenzione deve essere in grado di anticipare i rischi, non limitarsi a gestire le emergenze”, conclude il presidente SItI. L’obiettivo, secondo la Società scientifica, è costruire un sistema sanitario maggiormente preparato ad affrontare le minacce infettive emergenti, attraverso il rafforzamento della sorveglianza, l’integrazione delle competenze e la collaborazione tra istituzioni sanitarie, veterinarie e ambientali, a tutela della salute della popolazione.

22 Ottobre 2026

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